Alice Herz-Sommer

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« Che cosa mi ha fatto sopravvivere? Il mio carattere. Il mio ottimismo e la mia disciplina. Puntualmente, ogni giorno alle dieci, io siedo al pianoforte. Tutto è in ordine intorno a me. Per 30 anni ho mangiato le stesse cose, pesce o pollo. Una buona minestra, e questo è tutto. Non bevo, né tè, né caffè, né alcol. Solo acqua calda.[1] »

Alice Herz-Sommer, conosciuta anche come Alice Sommer (Praga, 26 novembre 1903Londra, 23 febbraio 2014), è stata una pianista e supercentenaria ceca naturalizzata britannica. All'epoca del decesso era la persona più vecchia sopravvissuta all'Olocausto.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Praga nell'allora Austria-Ungheria da Friedrich e Sofie Herz (nata in Moravia a Jihlava nel 1870) che ebbero in tutto cinque figli, due maschi e tre femmine. La sua era una famiglia di commercianti e sua madre venne educata nei circoli letterari dell'alta borghesia della Belle Époque della Praga mitteleuropea, infatti la famiglia parlava tedesco, i domestici ceco e a casa della nonna parlava in yiddish[3]. Visse l'infanzia e la giovinezza nella sua casa del settimo distretto e da bambina incontrò il compositore Gustav Mahler e lo scrittore Franz Kafka[4]

Si appassionò al pianoforte grazie alla sorella maggiore Irma che lo studiava diligentemente, prese lezioni dal pianista Václav Štěpán dall'età di 12 anni e al Prager Deutsche Konservatorium a partire dai 16 anni. Nel 1931 sposò l'uomo d'affari Leopold Sommer da cui ebbe un figlio Raphael nato nel 1937 morì nel 2001[5]. Con l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia nel marzo 1938 la maggior parte della sua famiglia e gli amici emigrarono in Palestina tramite la Romania, tra cui l'amico Max Brod e il cognato Felix Weltsch, ma Alice rimase a Praga per prendersi cura della madre malata, che fu inviata al campo di concentramento di Theresienstadt nel 1942.

Alice e suo marito vennero inviati a Theresienstadt nel 1943 dopo che non erano riusciti a racimolare i soldi per il viaggio fino in Palestina, poi suo marito venne poi inviato a Auschwitz e morì a Dachau nel 1944. Tornata a Praga nel 1945, nel marzo del 1949 emigrò in Israele e lavorò come insegnante di musica a Gerusalemme, nel 1986 si trasferì a Londra assieme al figlio nella zona di Hampstead. Fino all'età di 97 anni ha praticato nuoto e fino all'età di 107 anni ha suonato pianoforte per due ore e mezza ogni giorno.

È scomparsa a 110 anni nella sua casa di Londra per cause naturali con la famiglia al suo capezzale, a dare notizia della sua morte è stato il nipote Ariel Sommer[6][7].

Media e onoreficenze[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 ha ricevuto il premio Artis Bohemiae Amicis dal ministro della cultura ceco Jiří Besser, il premio è stato consegnato dall'ambasciatore ceco nel Regno Unito Michael Zantovsky il 26 novembre. Nel 2012 una puntata de La storia siamo noi con il titolo "La pianista di Theresienstad" è stata dedicata a Alice Herz-Sommer[8]. Nel 2013 è stata protagonista del documentario di Malcolm Clarke The Lady in Number 6. Nel 2014 Sonia Colombo e Laura Pasetti le hanno dedicato l'opera musicale teatrale Alice: 88 tasti nella storia[9].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Müller Melissa; Piechocki Reinhard, Un giardino dell'Eden in mezzo all'inferno, Excelsior 1881, 2008
  • Stoessinger, Caroline, A century of wisdom: Lessons From the Life of Alice Herz-Sommer, the World's Oldest Living Holocast Survivor, New York, Spiegel & Grau/Random House, 2012.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alice Herz-Sommer sull'Enciclopedia delle Donne
  2. ^ "The Lady In Number 6" di Tom Gross, 12 novembre 2010
  3. ^ La storia siamo noi - La pianista di Theresienstad
  4. ^ "The Woman Who Remembers Mahler" di Alex Ross, The New Yorker, 26 novembre 2013
  5. ^ Guardian obituary for Raphael Sommer, "Cellist whose musical flair survived a concentration camp", by Louise Greenberg, The Guardian, 28 November 2001
  6. ^ Muore a 110 anni Alice Herz-Sommer la più anziana superstite dell’Olocausto
  7. ^ Londra: morta a 110 anni Alice Herz-Sommer, la più anziana superstite dell’Olocausto, corriere.it, 24 febbraio 2014. URL consultato il 18 aprile 2014.
  8. ^ La storia siamo noi - La pianista di Theresienstad
  9. ^ ALICE: 88 tasti nella storia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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