Ali Hewson

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Alison Hewson, nata Alison Stewart, meglio conosciuta con il diminutivo Ali (Dublino, 23 marzo 1961), è un'attivista irlandese, moglie del cantante degli U2, Bono Vox.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Terry e Joy Stewart, Alison ha studiato alla Mount Temple Comprehensive School di Dublino, dove ha incontrato Bono e The Edge.

Bono e Ali cominciano a formare coppia fissa nel novembre 1975 per poi sposarsi all'età di 21 anni il 21 agosto 1982 con rito anglicano, presso la chiesetta All Saints di Raheny, un sobborgo a nord di Dublino. Insieme hanno avuto 4 figli: Jordan (nata il 10 maggio 1989), Memphis Eve (nata il 7 luglio 1991), Elijah Bob Patricus Guggi Q (nato il 18 agosto 1999) e John Abraham (nato il 21 maggio 2001). La famiglia vive a Killiney, una località balneare a sud di Dublino. Inoltre posseggono una villa ad Èze, a sud della Francia e un appartamento a Manhattan.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene volesse da ragazza diventare infermiera, Ali ha inizialmente rinunciato alle proprie aspirazioni, preferendo dare la priorità alla relazione con il marito. In seguito ha ripreso gli studi, riuscendo così a laurearsi in Sociologia e Scienze politiche all'University College Dublin (UCD) nel 1989, poco dopo aver dato alla luce la prima figlia. Precedentemente Ali aveva lavorato in una compagnia d'assicurazioni per auto e, insieme a suo padre, in una società elettrica.[1]

Le è stata assegnata anche una laurea ad honorem in Legge dall'University of Ireland, di Galway, nel 2002, in riconoscimento del suo impegno con il Chernobyl Children's Project International di cui si occupa dal 1994.[2]

Ali è la cofondatrice del marchio di moda EDUN, che promuove il commercio equo e solidale con le nazioni del Terzo Mondo e l'abolizione dello sfruttamento del lavoro minorile.[3] Per promuovere tale marchio, nel 2010 è testimonial, assieme al marito, in una campagna pubblicitaria sostenuta dalla casa di moda Louis Vuitton.[4][5][6][7]

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie attività della signora Hewson c'è quella del Chernobyl Children's Project International:[8] un'organizzazione accreditata dalle Nazioni Unite e che si occupa dei bambini, delle famiglie e delle comunità che ancora oggi soffrono degli effetti del disastro nucleare di Černobyl' del 1986. Per sensibilizzare l'opinione pubblica a questa causa, nel giugno 2009 Ali ha scalato l'Elysian Tower di Cork.[9]

Tale sensibilità ai temi ambientali e sociali, la portò nel 2002 ad effettuare una campagna mediatica contro il governo Blair per la chiusura della centrale nucleare di Sellafield. In caso di fughe radioattive a tale impianto, infatti, buona parte dell'Irlanda sarebbe stata contaminata.[10]

Inoltre la si è vista spesso al fianco di Bono in occasione di importanti eventi benefici, nonché nei numerosi viaggi in Africa per le campagne anti-povertà.[11]

Ali e gli U2[modifica | modifica wikitesto]

Il cantante degli U2 ha sempre dichiarato la grande importanza che ha rivestito nella sua vita artistica Ali. In particolare Bono sottolinea come nei momenti di crisi creativa, fosse proprio la moglie a spingerlo a scrivere.[12] Ali, inoltre, appare nel videoclip di Sweetest Thing degli U2, una canzone che Bono compose e dedicò alla moglie perché aveva dimenticato il suo compleanno. Il cantante infatti era impegnato con le sessioni di registrazione dell'album The Joshua Tree.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.imdb.com
  2. ^ thefreelibrary.com
  3. ^ www.corriere.it; Sandra Jeffery, 2010
  4. ^ lei.excite.it
  5. ^ www.adnkronos.com
  6. ^ Corriere della Sera del 30.11.2010, pag. 10.
  7. ^ Corriere della Sera del 10.02.2012, pag. 5.
  8. ^ looktothestars.org
  9. ^ www.independent.ie
  10. ^ www.corriere.it
  11. ^ style.it
  12. ^ Intervista contenuta nel libro U2. Tempi luminosi.
  13. ^ u2faqs.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Niall Stockes, U2. Tempi luminosi, Roma, Arcana Editrice, 1990. ISBN 88-85859-56-9.
  • Niall Stockes, Into the Heart: The Stories Behind Every U2 Song. New York, Thunder's Mouth, 2001.
  • Dunphy Eamon, U2 un fuoco indimenticabile, Roma, Arcana editrice, 1998. ISBN 88-7966-163-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]