Algol (astronomia)

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Algol A/B/C
Posizione di Algol all'interno della costellazione di Perseo
Posizione di Algol all'interno della costellazione di Perseo
Classificazione Sistema binario
Classe spettrale B8 V/K02 IV/A5 V
Tipo di variabile Binaria a eclisse
Distanza dal Sole 92,8 anni luce
Costellazione Perseo
Coordinate
(All'epoca J2000)
Ascensione retta 03h 08m 10,1315s
Declinazione +40° 57′ 20,332″
Dati fisici
Raggio medio 2,9/3,5/0,9 R
Massa
3,59/0,79/1,67 M
Periodo di rotazione 37 giorni
Velocità di rotazione 65 km/s
Temperatura
superficiale
12 000/4 500/8 500 K (media)
Luminosità
98/4,5/4,1 L
Indice di colore (B-V) -0,05
Età stimata < 3 × 108 anni
Dati osservativi
Magnitudine
apparente
da Terra
2,12
Magnitudine ass. -0,15
Parallasse 35,14 ± 0,90 mas
Moto proprio AR: 2,39 mas/anno
Dec: -1,44 mas/anno
Velocità radiale 3,7 km/s
Nomenclature alternative
Beta Persei, Gorgona, Gorgonea Prima, Stella del diavolo, El Ghoul, 26 Per, GJ 9110, HR 936, BD +40°673, HD 19356, GCTP 646.00, SAO 38592, FK5 111, Wo 9110, ADS 2362, WDS 03082+4057A, HIP 14576

Algol è il nome della stella Beta Persei (β Per / β Persei).

Questa stella è una delle poche visibili ad occhio nudo a mostrare una spiccata variabilità: la sua magnitudine apparente cambia regolarmente tra 2,3 e 3,5 in un periodo di 2 giorni, 20 ore e 49 minuti. Algol è una cosiddetta binaria ad eclisse: è composta da due stelle in orbita stretta l'una attorno all'altra, e quando la seconda stella, più debole della prima, le passa davanti (dal punto di vista della Terra), il totale della luce emessa diminuisce, e riaumenta quando entrambe le stelle sono visibili.

L'ipotesi che le variazioni periodiche di luminosità della stella Algol fossero dovute ad eclissi reciproche di due stelle, l'una più luminosa e l'altra quasi oscura, che orbitavano attorno ad un comune centro di massa, fu fatta nel 1782 dall'astrofilo diciottenne John Goodricke, fra l'incredulità e la derisione degli astronomi professionisti, tra cui William Herschel.
La variabilità di Algol fu registrata invece per la prima volta nel 1670 da Geminiano Montanari, ma è probabile che questa sua proprietà fosse stata notata molto tempo prima: il nome Algol significa stella del diavolo, dall'arabo al ghûl, che deriva probabilmente dal suo comportamento.

Indice

[modifica] Caratteristiche fisiche

Simulazione al computer della rotazione delle componenti A e B attorno al comune centro di massa.

Algol è stata a lungo un problema per la teoria dell'evoluzione stellare, chiamato paradosso di Algol: secondo questa teoria, le stelle più massive si evolvono più velocemente. Ma in questo sistema binario la stella più leggera è una stella subgigante, più evoluta della stella con maggiore massa, che si trova ancora nella sequenza principale. Il paradosso è stato risolto con la scoperta del trasferimento di massa, un meccanismo in cui due stelle vicine possono scambiarsi materiale: quando la stella originariamente più grande riempì il proprio lobo di Roche, parte della sua massa passò alla stella più piccola, finché questa non divenne maggiore della compagna (in alcune binarie simili ad Algol, il trasferimento di massa può essere osservato direttamente). In questo caso dunque la stella in origine di massa maggiore è Algol B, che ai nostri giorni è rimasta con una massa 0,81 volte quella solare, mentre Algol A ha attualmente una massa di circa 3,6 masse solari, ma ha un diametro inferiore rispetto la gigante arancione, la quale dista solamente 0.062 U.A. da Algol A.

Algol è comunque un sistema triplo, a 2,69 U.A. ruota, attorno al comune centro di massa e in un periodo di 681 giorni, Algol C, una stella bianca di sequenza principale avente una massa 1,8 volte quella del Sole.

[modifica] Curiosità

  • Algol viene anche menzionata dallo scrittore H.P. Lovecraft come stella-demonio, in concordanza col nome assegnatole dagli astronomi arabi che la denominarono appunto Al-Ghul (il Ghul è un demone mediorientale dal cui nome sono derivati i Ghoul della lingua britannica), ed è indicata quale dimora di un Dio Esterno.
  • 7,3 milioni di anni fa Algol passò a soli 9,8 anni luce dal Sole; a quel tempo la sua magnitudine apparente era di -2,5, ben più luminosa di Sirio, la stella attualmente più luminosa del cielo notturno.

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