Alginato di sodio

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Il sodio alginato è un composto chimico formato dal sale di sodio dell'acido alginico, con Formula minima NaC6H7O6.

Estratto dalle pareti cellulari delle alghe, si presenta come una gomma. Presenta numerosi utilizzi, sia in campo alimentare che in campo farmaceutico.

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Durata del trattamento: il sodio alginato deve essere usato per un periodo di tempo limitato. Se i sintomi persistono, rivalutare il quadro clinico del paziente [1].

Uso pediatrico: il sodio alginato deve essere somministrato nei bambini con meno di 12 anni solo su indicazione del medico. Poiché la somministrazione di sodio alginato comporta un apporto aggiuntivo di sodio rispetto alla dieta, non deve essere superata la dose raccomandata [1].

Co-somministrazione con altri farmaci: somministrare il sodio alginato a distanza di due ore dalla somministrazione orale di altri farmaci perché potrebbe ridurne l’assorbimento gastrointestinale [1].

Pazienti con basso contenuto di acido gastrico: il sodio alginato nei pazienti che presentano bassi livelli di acido gastrico può avere effetti terapeutici ridotti. L’alginato infatti agisce interagendo con l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco; la reazione comporta la formazione di acido alginico, un gel con pH vicino alla neutralità (pH 7), che impedisce, meccanicamente, il reflusso del contenuto dello stomaco nell’esofago [1].

Contenuto in sodio bicarbonato e potassio bicarbonato: il sodio alginato è disponibile in commercio in associazione con sodio bicarbonato (specialità medicinale Gaviscon) o potassio bicarbonato (specialità medicinale Gaviscon Advance). Con la singola dose di 500 mg di sodio alginato più 267 mg di sodio bicarbonato, la quantità di sodio somministrata ammonta a 123 mg con la compresse da 500 mg e a 141 mg con la sospensione orale (10 ml). Con la singola dose di sodio alginato più potassio bicarbonato (10 ml di sospensione), la quantità di sodio somministrata risulta pari a 106 mg e la quantità di potassio pari a 78 mg [1].

Contenuto in calcio carbonato: le specialità medicinali a base di sodio alginato contengono carbonato di calcio. Nell’associazione sodio alginato più sodio bicarbonato (specialità medicinale Gaviscon), la quantità di calcio carbonato assunta con la singola dose (500 mg di sodio alginato) risulta pari a 160 mg. Nell’associazione sodio alginato più potassio bicarbonato (specialità medicinale Gaviscon Advance), la quantità di calcio carbonato assunta con la singola dose (10 ml di sospensione) risulta pari a 200 mg [1].

Dieta a basso contenuto di sodio: i pazienti che devono limitare l’apporto di sodio con la dieta (pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, con insufficienza renale, con ipertensione) devono tenere in considerazione la quantità di sodio che vanno ad assumere con la somministrazione di sodio alginato [1].

Ipercalcemia, calcoli renali contenenti calcio, nefrocalcinosi: i pazienti con elevati livelli di calcio nel sangue (ipercalcemia) o che tendono a formare calcoli renali contenenti calcio o con nefrocalcinosi (accumulo di sali di calcio nel tessuto renale) (es. pazienti con acidosi tubulare distale ereditaria, pazienti con elevati livelli di calcio nelle urine, ipercalciuria severa), devono tenere in considerazione l’apporto di calcio carbonato presente nei farmaci a base di sodio alginato [1].

Aspartame: le compresse di sodio alginato più sodio bicarbonato possono avere fra gli eccipienti l’aspartame. L’aspartame è un dolcificante la cui struttura chimica aminoacidica è formata da acido aspartico unito a fenilalanina. L’aspartame è controindicato nei pazienti affetti da fenilchetonuria perché rappresenta una fonte di fenilalanina. Nei pazienti con fenilchetonuria, l’enzima che converte la fenilalanina in tirosina non funziona bene e pertanto si verifica accumulo di fenilalanina e deficit di tirosina. Una parte della fenilalanina in eccesso viene metabolizzata e i suoi metaboliti escreti nelle urine. Il deficit di tirosina si ripercuote invece negativamente sulla sintesi di diversi neurotrasmettitori: adrenalina, noradrenalina, dopamina. L’uso dell’aspartame come dolcificante alimentare continua ad essere oggetto di un intenso dibattitto all’interno della comunità scientifica per i possibili effetti cancerogeni. Alcuni studi hanno infatti evidenziato negli animali di laboratorio (ratti, topi) lo sviluppo di tumori (leucemie, linfomi) dopo assunzione continuata per tutta la vita di aspartame anche a basso dosaggio (20 mg per kg peso corporeo) con un rischio che tende ad aumentare quando l’esposizione all’aspartame inizia già in utero [2] [3]. L’agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dopo aver preso in considerazione i dati di letteratura relativi agli studi sulla tossicità dell’aspartame ha conferma la dose di 40 mg/kg come valore massimo giornaliero che può essere assunto dalla singola parsona. Dal 2002 comunque l’EFSA ha inserito l’aspartame fra gli additivi alimentari da mantenere sotto costante controllo. Entro maggio 2013 dovrebbe concludersi l’ultima revisione dei dati scientifici concernenti la sicurezza dell’uso di aspartame (http://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/aspartame.htm) [1].

Parabeni: nelle specialità medicinali contenenti sodio alginato possono essere presenti come eccipienti il metile paraidrossibenzoato e il propile paraidrossibenzoato. Queste sostanze sono dei parabeni, derivati (esteri) cioè dell’acido paraidrossibenzoico, utilizzati come conservanti perché impediscono lo sviluppo di batteri e funghi. Il metile e il propil-paraidrossibenzoato possono provocare dermatite allergica (reazione allergica ritardata), raramente provocano orticaria e broncospasmo (reazioni allergiche immediate) [1].

Gravidanza: l’uso di sodio alginato in gravidanza non è stato associato a tossicità materna o fetale. Il sodio alginato è indicato per il trattamento sintomatico del bruciore di stomaco da reflusso gastroesofageo nelle donne in gravidanza [1].

Allattamento: poiché l'acido alginico derivato dal sodio alginato non è assorbito dall’organismo non presenta controindicazioni durante l’allattamento [1].

Uso farmaceutico[modifica | modifica sorgente]

Viene utilizzato in numerose preparazioni farmaceutiche liquide e semisolide. Viene spesso impiegato per il trattamento dei sintomi legati al Reflusso gastroesofageo, quali rigurgito acido, pirosi ed difficoltà digestive, anche causate da interventi chirurgici dell'area gastrica o da ernia iatale.

Meccanismo d'azione[modifica | modifica sorgente]

La sospensione formata dal sodio alginato, una volta ingerita, reagisce con l'acido cloridrico presente nello stomaco, formando a livello del cardias una copertura della consistenza di un gel di acido alginico. Tale struttura gelificata di sodio alginato, con caratteristiche di pH vicino alla neutralità, galleggia sopra al cibo presente nello stomaco, impedendo in modo efficace il reflusso gastroesofageo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Sodio Alginato - Avvertenze (Pharmamedix)
  2. ^ Soffritti M. et al., Environ Health Perspect., 2006, 114 (3), 379
  3. ^ Soffritti M. et al., Environ Health Perspect., 2007, 115 (9), 1293

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

chimica Portale Chimica: Il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia