Alfredo Müller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alfredo Müller nel suo atelier di Parigi (73, rue Coulaincourt) nel 1908.

Alfredo Müller (Livorno, 30 giugno 1869Parigi, 7 febbraio 1939) è stato un pittore italiano.

Fu un esponente del gruppo dei Postmacchiaioli, formato anche da Mario Puccini, Oscar Ghiglia, Plinio Nomellini, Ulvi Liegi, Giovanni Bartolena e altri pittori prevalentemente livornesi. Inoltre fu membro del Gruppo Labronico.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una famiglia benestante di commercianti di cotone e caffè originaria del Canton Appenzello Esterno in Svizzera, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Firenze dove divenne amico per la vita di Edoardo Gordigiani e Egisto Fabbri. Infatti fu l'allievo preferito del maestro Michele Gordigiani che nel 1895 rappresenta il Müller mentre dipinge davanti ai suoi amici Edoardo, il figlio di Michele, e Egisto Fabbri. Il quadro è conservato nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Ancora giovanissimo, nel 1886 espose assieme a pittori quali Giovanni Fattori e Silvestro Lega alla Prima Esposizione di Belle Arti di Livorno.

Nel 1889 espose due tele a Parigi dove si teneva l'Esposizione universale e scoprì la pittura degli impressionisti. Da allora abbandonò la pittura accademica degli esordi per seguire la lezione di Claude Monet e Camille Pissarro. Al suo ritorno in Italia, mostrò delle opere che suscitarono un ampio dibattito tra la critica per il loro carattere "francese".

Sul finire del medesimo secolo, il crack della Banca di Livorno rovinò la ditta Müller che si trasferì a Parigi. Alfredo Müller abitò principalmente a Montmartre, divenne amico di Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne e Henri de Toulouse-Lautrec, che peraltro influenzarono lo stile dell'artista. Nella sua cerchia di conoscenze è opportuno citare l'amico e parente[2] Leonetto Cappiello. Acquistò una buona reputazione come capofila nell'acquaforte a colori nella Parigi della Belle Epoque. Nel 1908 sposò Marguerite Thomann, una pittrice, e pochi anni dopo divenne cittadino francese.

Nel 1914 fece ritorno in Italia, prima a Taormina ed in seguito a Firenze, dove si stabilì a Settignano alla Villa Colombaia. Dipinse molto, sempre lavorando il movimento della luce. Una grande parte della sua opera di allora è dedicata alle arti decorative dove si esprime il suo fascino per la magia teatrale. Nel 1932 tornò in Francia, dove trascorse gli ultimi anni di vita. Suo fratello minore era il ciclista Rodolfo Muller.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.artealivorno.it
  2. ^ Un fratello di Cappiello sposò una sorella di Müller.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Raffaele Monti, Il nemico di Fattori, "Arte 80" n. 3-4, 1973, p. 78-82, 132.
  • Omaggio a Alfredo Müller, catalogo della mostra, Galleria d'Arte moderna Il Mirteto, Palazzo Ricasoli-Firidolfi, via Maggio 7, Firenze 5-31 ottobre 1974.
  • Alfredo Müller, catalogo della mostra con una presentazione di Raffaele Monti, Galleria del Levante, Milano febbraio-marzo 1975,
  • Giuliano Ercoli, Alfredo Muller: un ritratto e una verifica, "Antichità viva" n. 2, 1976, p. 53-56.
  • Alfredo Müller. Opera grafica, catalogo della mostra a cura di Mario Quesada, con la collaborazione di Elisabetta Matucci e una testimonianza di Giuseppe Sprovieri, Museo di Villa Maria, Livorno 7 agosto-9 ottobre 1982.
  • Andrea e Giovanna Conti, Alfredo Müller (1869-1939), in Ottocento, Catalogo dell'Arte italiana dell'Ottocento n. 20, Milano, Mondadori 1991, p. 86-90.
  • Francesca Cagianelli, Le arlecchinate di Alfredo Müller. Dalle prodezze della Commedia dell’arte all’arabesco cromatico delle avanguardie, in La Maschera e l'Artista. Intermezzi, pantomime, acrobazie sul palcoscenico del Novecento, Firenze, Maschietto 2005.
  • Hélène Koehl, Pierre Cappiello, Sguardi incrociati di Alfredo Müller e Leonetto Cappiello sul palcoscenico parigino del 1900, traduzione Emanuele Bardazzi, "Livorno cruciale" n. 1, 2009, p. 11-15.
  • Hélène Koehl, Il giapponismo e Alfredo Müller, un incontro parigino, traduzione Emanuele Bardazzi, "Livorno cruciale" n. 3, 2010, p. 6-11.
  • Hélène Koehl, Letture femminili negli interiori mülleriani, traduzione Emanuele Bardazzi, "Livorno cruciale" n. 4, 2010, p. 16-20.
  • Francesca Cagianelli (a cura di), Alfredo Müller, Un ineffabile dandy dell'impressionismo, Firenze, Polistampa 2011.
  • Emanuele Bardazzi, Hélène Koehl, Le peintre et graveur Alfredo Müller, un maître méconnu de l'eau-forte en couleurs à la Belle Epoque, in "Nouvelles de l'estampe" n. 233-234, Paris, Comité national de la Gravure française - BnF, marzo 2011, p. 18-32.
  • Patrick-Gilles Persin, Alfredo Müller, une heureuse redécouverte, "Nouvelles de l'estampe" n. 237, hiver 2011-2012, p. 73-74.
  • Hélène Koehl, Alfredo Müller incisore de La vie heureuse de Dante Alighieri nella Parigi della Belle Époque, "Grafica d’Arte" n. 89, janvier-mars 2012, p. 18-23.
  • Hélène Koehl et Emanuele Bardazzi, Alfredo Müller Lithographe/Litografo, préface de Mireille Romand, textes bilingues français et italien, notices complètes des lithographies de l'artiste, Paris-Strasbourg, Les Amis d'Alfredo Müller éditeur, 2012.
  • Hélène Koehl, Dix eaux-fortes d’Alfredo Müller acquises par la BnF. Où il est question d’E. Delâtre, d’A. Vollard et d’É. Sagot, "Nouvelles de l'estampe" n. 243, été 2013, p. 40-44.
  • Hélène Koehl, Alfredo Müller, in Impressions à Montmartre : Eugène Delâtre & Alfredo Müller, catalogue de l’exposition au Musée de Montmartre, 14 septembre 2013-12 janvier 2014, Milano, Silvana Editoriale 2013, p. 39-49.
  • Hélène Koehl, Alfredo Müller, un Livournais à Montmartre avant Modigliani (1896-1914), "Le Vieux Montmartre", 127ème année, nouvelle série n. 83, décembre 2013, p. 21-29.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]