Alfonso Salmerón
Alfonso Salmerón, talvolta italianizzato in Salmerone (Toledo, 8 settembre 1515 – Napoli, 13 febbraio 1585), è stato un gesuita spagnolo.
Biografia [modifica]
Apparteneva probabilmente a una famiglia di umili condizioni:[1] iniziò a studiare teologia ad Alcalá de Henares e a diciassette anni si trasferì in Francia per completare i suoi studi.
All'università Sorbona di Parigi conobbe Diego Laínez e poi Ignazio di Loyola, di cui fu uno tra i primi compagni: con lui, nella chiesa di San Pietro a Montmartre, il 15 agosto 1534 emise il voto di recarsi in Terra Santa e mettersi a disposizione del papa.
Si trasferì con i compagni a Venezia, dove venne ordinato sacerdote nel 1537: nel 1539 la Compagnia di Gesù venne approvata da papa Paolo III: con le sue prediche divenne uno dei più validi esponenti della restaurazione cattolica.
Prese parte, con Laínez, come teologo pontificio alla prima fase del Concilio di Trento (1546-1547) e, insieme a Pietro Canisio, insegno teologia a Ingolstadt.[2]
Ebbe varie cariche diplomatiche, ma non rivestì mai posizioni di rilievo nel governo centrale dell'ordine.[3]
Realizzò un commentario di carattere esegetico e teologico in 16 volumi al Nuovo Testamento, opera uscita postuma, che costituisce l'unico monumento letterario di grandi dimensioni realizzato dai gesuiti delle origini.[3]
Note [modifica]
- ^ J.W. O'Malley, op. cit., p. 36.
- ^ J.W. O'Malley, op. cit., pp. 222-223.
- ^ a b J.W. O'Malley, op. cit., p. 37.
Bibliografia [modifica]
- John W. O'Malley, I primi gesuiti, Vita e pensiero, Milano 1999. ISBN 88-343-2511-7.
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