Alfonso Litta

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Alfonso Litta
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinal Alfonso Litta by Giovanni Battista Gaulli (il Baciccio).jpg
Ritratto del cardinale Alfonso Litta ad opera di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio
St.alfonso.litta.JPG
Titolo Cardinale presbitero di Santa Croce in Gerusalemme
Nato 19 settembre 1608, Milano
Ordinato presbitero 1648
Consacrato arcivescovo 25 giugno 1652
Creato cardinale 14 gennaio 1664 da papa Alessandro VII
Pubblicato cardinale 15 febbraio 1666
Deceduto 28 agosto 1679, Roma

Alfonso Michele Litta (Milano, 19 settembre 1608Roma, 28 agosto 1679) è stato un cardinale italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nacque da una nobile famiglia patrizia della città, Alfonso Litta era figlio di Pompeo Litta, II marchese di Gambolò, e di Lucia Cusani, dei marchesi di Ponte. Era anche nipote del cardinale Agostino Cusani, per parte di madre, nonché fu pro-prozio del cardinale Lorenzo Litta. Quattro sue sorelle furono monache nel monastero di Santa Caterina. Il ramo della famiglia Litta a cui apparteneva ALfonso aveva accumulato grandi ricchezze a partire dal XVI secolo con la professione mercantile, al punto da venire nobilitato dal 1573, acuqisendo il feudo di Gambolò col titolo di marchese. Il matrimonio di Pompeo e Lucia garantì alla famiglia un altro notevole introito di 50.000 scudi e quando il marchese morì nel 1609, Lucia divenne tutrice dei figli e del loro cospicuo patrimonio.

Avviato alla carriera ecclesiastica con l'appoggio dello zio materno, il cardinale Agostino Cusani, nel 1622 la madre di Agostino si risposò col gran cancelliere del Ducato di Milano, Antonio Ferrer, concordando contemporaneamente anche il matrimonio tra il primogenito di Lucia, Agostino, e la primogenita del Ferrer, Maria, così da garantire alla famiglia una solida unione con l'amministrazione Spagnola a Milano.

Quando il Ferrer ottenne l'ordine di partire alla volta della Spagna dal governatore, decise di portare con sé i figli adottivi Agostino e Alfonso, i quali ebbero così l'opportunità di soggiornare alla corte di Filippo IV; Alfonso iniziò così i propri studi all'Università di Salamanca, ovi si laureò in diritto canonico; passato successivamente all'Università di Bologna ottenne nel 1628 il dottorato in utroque iure, venendo ammesso quello stesso anno nel Collegio dei nobili giureconsulti di Milano.

Inizialmente pensò di farsi frate cappuccino, ma dovette abbandonare quest'idea per la sua salute fragile e vene invece persuaso dal cardinale Federico Borromeo, a recarsi a Roma, ove divenne referendario dei Tribunali della Signatura Apostolica di Giustizia e Grazia nel 1630. Fu per mano del Borromeo che ricevette gli ordini minori.

Nominato Governatore di Rimini (aprile 1636-marzo 1637), divenne abate commendatario di San Giulio in Dulzago, nella diocesi di Novara, dove si prodigò per la costruzione dell'attuale cappella di Sant'Antonio, ed abate commendatario di San Giovanni d'Appiano, nell'arcidiocesi di Milano.

Governatore di Orvieto (aprile-ottobre 1637), divenne governatore di Spoleto (novembre 1638-agosto 1639), governatore di Camerino (6 settembre 1639-marzo 1643) e fu in questo periodo che coltivò una grande amicizia col vescovo locale, Emilio Altieri, futuro papa Clemente X. Successivamente divenne vicelegato di tre legazioni, Bologna, Ferrara e Romagna (27 marzo 1643-26 dicembre 1643), commissario generale dell'Esercito pontificio (26 dicembre 1643), divenne vicelegato a Bologna (1644) in assistenza al cardinale Antonio Barberini iuniore, nipote di papa Urbano VIII. Fu infine governatore di Ascoli (1645) dove soffocò un locale tumulto, di Campagna e Marittima (1646-marzo 1648) e governatore della Marca d'Ancona (1648). Durante il periodo che passò a Campagna e Marittima rischiò di essere avvelenato dai francesi nel 1647, nell'ambito della rivolta di Masaniello, dopo che egli si era premurato di riferire al governatore di Milano le trame antispagnole ordite dalla famiglia Barberini e da Giulio Mazzarino, procurandosi anche l'inimicizia di Decio Azzolini che sarà poi uno dei prelati di curia più influenti della sua epoca.

Nel 1648 venne ordinato sacerdote.

La guida dell'arcidiocesi di Milano ed il cardinalato[modifica | modifica sorgente]

Divenuto arcivescovo di Milano, venne consacrato il 24 giugno 1652 nella chiesa romana di San Carlo al Corso per mano del cardinale Giulio Roma, assistito da Giovanni Battista Spada, patriarca titolare di Costantinopoli, e da Carlo Carafa, vescovo di Aversa. Fece il proprio solenne ingresso nella sua sede il 26 settembre 1652: per l'occasione l'architetto Carlo Buzzi progettò un arco trionfale in legno dipinto da porsi in Piazza del Duomo. Poco dopo gli giunse anche il placet spagnolo sulla sua nomina ad arcivescovo.

Nell'arcidiocesi milanese seppe armare un esercito di novecento ecclesiastici per difendere i confini del milanese dall'invasione delle truppe guidate da Tommaso di Savoia che dopo aver varcato il Ticinoera giunto alle porte di Milano, riuscendo nell'intento a dispetto dell'esercito del governatore che si dimostrava incapace di difendere lo stato, fatti che si premurò subito di scrivere a Filippo IV in una lettera. Il Litta lamentava inoltre la scarsa importanza che le autorità civili del milanese gli tributavano in virtù del fatto che egli non era un cardinale eppure si trovava a dover gestire una diocesi così grande; gli spagnoli fomentarono inoltre i canonici della chiesa di Santa Maria della Scala che vantava il titolo di cappella reale.

Finalmente Papa Alessandro VII creò il Litta cardinale ma lo riservò in pectore nel concistoro del 14 gennaio 1664 per poi pubblicarlo definitivamente nel concistoro del 15 febbraio 1666. Il 5 maggio 1666 ricevette nella Basilica di San Petronio a Bologna la berretta cardinalizia ed il titolo di Santa Croce in Gerusalemme per mano del cardinal Carlo Carafa, dopo ben 13 anni di episcopato a Milano. Prese parte al conclave del 1667 che elesse papa Clemente IX e nuovamente a quello del 1669-1670 che elesse a pontefice Clemente X. Nel 1675, malgrado la salute malferma, si recò a Roma per celebrare l'anno giubilare ed ottenere l'indulgenza. Prese parte nuovamente al conclave del 1676 che elesse papa Innocenzo XI.

Lo "Scurolo di San Carlo", la nuova tomba predisposta per il santo arcivescovo milanese da uno dei suoi successori, Alfonso Litta

Ricordato come uomo mite e virtuoso, queste sue qualità lo resero immune a Milano alle angherie ed alle pretese di potere degli ufficiali spagnoli, spingendolo invece a prodigarsi largamente per la Chiesa milanese e per la figura di san Carlo Borromeo, in onore del quale fece costruire il cosiddetto "Scurolo di San Carlo", ovvero una cappella sotterranea posta a perpendicolo sotto l'altare maggiore del Duomo di Milano, come luogo di degna sepoltura per la salma del santo, che ancora oggi ivi riposa. Nell'occasione il cardinale donò anche la considerevole somma di 4000 scudi (come ricorda una lapide posta in loco) oltre ad oggetti in oro ed argento di varie fatture per le celebrazioni nella cappella. Convocò due sinodi diocesani, nel 1658 e nel 1669, e tredici congregazioni dei vicari foranei dal 1653 al 1674. Effettuò una visita pastorale e nel 1652 diede disposizioni per la soppressione dei cosiddetti "conventini" secondo la volontà di Innocenzo X. In ambito liturgico fu uno strenuo difensore del rito ambrosiano, promuovendo nuove edizioni del breviario e del messale dell'arcidiocesi che vennero pubblicati nel 1679.

Grande protettore delle arti e delle lettere, a Milano, presso il Collegio Elvetico, fondò l'Accademia letteraria degli Hypheliomachi, sul modello dell'Arcadia greca, nel 1670.

I suoi scritti vennero enumerati da Argelati nella Bibliotheca Scriptorum Mediolanensium (Milano, 1745).

Malgrado questo, l'opposizione dimostrata dal governo spagnolo nei confronti della sua persona, gli impedì di fare ritorno a Milano dopo un suo viaggio verso la corte pontificia e morì perciò a Roma il 28 agosto 1679 all'età di 70 anni, alle 19.00. Egli venne provvisoriamente sepolto nella chiesa romana di San Carlo al Corso in una tomba modesta. Una solenne messa funebre venne fatta celebrare per lui a Bologna dall'Arciconfratenita di Santa Maria della Morte di cui il cardinale era membro. Successivamente, i suoi resti vennero traslati a Milano e sepolti nella tomba che egli stesso aveva predisposto per la propria sepoltura presso la cappella del Crocifisso nel Duomo di Milano. Nell'agosto del 2013, in occasione del completamento della tomba del cardinale Carlo Maria Martini, la tomba del Litta è stata completata come per gli altri arcivescovi interrati nella pavimentazione della cattedrale da un disegno in marmi policromi con lo stemma cardinalizio, il nome e le indicazioni dei titoli e della data di nascita e morte.

Conclavi[modifica | modifica sorgente]

Durante il suo periodo di cardinalato Alfonso Michele Litta ha partecipato ai conclavi:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Alfonso Litta
Stemma
Arcivescovo di Milano
Trattamento di cortesia Sua Eminenza
Trattamento colloquiale Vostra Eminenza
Trattamento religioso Cardinale
Titolo nobiliare Marchese
I trattamenti d'onore

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Governatore di Rimini Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? aprile 1636 - marzo 1637  ?
Predecessore Abate Commendatario di San Giulio a Dulzago Successore Prepozyt.png
 ? marzo-aprile 1637  ?
Predecessore Abate Commendatario di San Giovanni di Appiano Successore Prepozyt.png
 ? marzo-aprile 1637  ?
Predecessore Governatore di Orvieto Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? aprile - ottobre 1637  ?
Predecessore Governatore di Spoleto Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? novembre 1638 - agosto 1639  ?
Predecessore Governatore di Camerino Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? 6 settembre 1639 - marzo 1643  ?
Predecessore Governatore di Ascoli Piceno Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? 1645  ?
Predecessore Governatore di Campagna e Marittima Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? 1646 - marzo 1648  ?
Predecessore Governatore della Marca Anconetana Successore Coat of arms of the Vatican City.svg
 ? 1648  ?
Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Cesare Monti 1652-1679 Federico Visconti
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Croce in Gerusalemme Successore CardinalCoA PioM.svg
Baltasar Moscoso y Sandoval 1666-1679 Johann Eberhard Nidhard

Controllo di autorità VIAF: 89106642