Alfa Romeo GTV

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Alfa Romeo GTV
Alfa Romeo GTV coupè 916.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1995 al 2005
Sostituisce la Alfa Romeo Alfetta GT
Sostituita da Alfa Romeo Brera
Esemplari prodotti circa 90.000 (compreso la Spider)
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 4.285 a 4.295 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.320 mm
Passo 2.540 mm
Massa da 1.360 a 1.445 kg
Altro
Assemblaggio Arese, Milano (1995-2000)
San Giorgio Canavese, Torino (2000-2006)
Stile Enrico Fumia
per Pininfarina
Stessa famiglia Alfa Romeo Spider (1995)
Auto simili BMW Z3 (coupé)
Audi TT
GTV Cup.jpg

L'Alfa Romeo GTV (Gran Turismo Veloce) è un'autovettura con carrozzeria coupé prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1995 al 2005. La GTV viene anche chiamata dagli appassionati GTV 916 (dal medesimo numero di progetto che ha dato vita alla coupé) per distinguerla dalle antenate. Fu disegnata da Enrico Fumia per il centro stile Pininfarina e presentata in anteprima al Salone dell'automobile di Parigi nel 1994[1]. Il modello venne sostituito nel 2005 dalla Brera.

È stata l'ultima vettura a marchio Alfa Romeo assemblata nello storico stabilimento di Arese, infatti nel 2000 la produzione è stata trasferita presso le linee degli stabilimenti Pininfarina[2] di San Giorgio Canavese (entrambi in provincia di Torino). In contemporanea al dislocamento della produzione la GTV è stata aggiornata esteticamente applicando sulla fiancata il tipico marchio F accanto alla scritta in rilievo Disegno Pininfarina.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

La GTV è stata progettata con il fine e l'esigenza di avere un coupé sportivo 2+2 bello, aggressivo, prestazionale, sicuro e dalle doti stradali superiori rispecchianti il meglio della "casa del biscione". L'impossibilità del renderla a trazione posteriore come la progenitrice (per ovvi motivi aziendali del Gr. FIAT) ha fatto sì che gli ingegneri dell'Alfa Romeo si prodigassero al meglio per ottenere il massimo risultato per dare giustizia ad un'auto sportiva dai grandi presupposti e che coglieva un'eredità e delle aspettative importanti, riuscendoci a pieno. Questa sportiva si distingue per la carrozzeria bassa, larga e schiacciata a terra, ha una linea a cuneo caratterizzata da parabrezza e lunotto molto inclinati e dalla coda tronca, dai massicci montanti anteriori dai quali nasce la tipica V nel cofano motore in vetroresina che va ad inglobare il tipico scudetto Alfa Romeo con agli estremi la classica fanaleria circolare sdoppiata[3]; le fiancate sono poi attraversate da una profonda nervatura che vuole sottolineare la dinamicità dell'auto. Il disegno venne sviluppato nel Centro Stile Pininfarina congiuntamente al Centro Stile Alfa Romeo. Il designer Enrico Fumia prese forte ispirazione dal prototipo disegnato da Walter De Silva denominato "164 Proteo".

Gli interni presentano una selleria in pelle pregiata che veniva utilizzata persino dalla Ferrari 456 GT. L'abitabilità anteriore era piuttosto buona per una coupé, diversamente al posteriore vista la conformazione da auto sportiva[4], pur presentando dei poggiatesta e dei veri sedili non era particolarmente elevata. La posizione di guida è tipicamente sportiva con volante in pelle regolabile in altezza e profondità e strumentazione circolare che richiama quella delle grandi sportive del passato Alfa Romeo. Il bagagliaio possiede un volume pari a 155 litri mentre il serbatoio contiene fino a 74 litri di carburante.

Posto guida di una Alfa Romeo GTV TB V6 Lusso Aerokit del 2001

Telaio e sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Il telaio è caratterizzato da un'elevatissima rigidità torsionale che al momento della presentazione era da primato e questo oltre a dare un noto responso dinamico, dona un elevato livello di sicurezza passiva accentuata da sistemi a deformazione controllata e scatolati, (sia avanti che dietro) montanti ad alta resistenza(quello anteriore è stato addirittura concepito per ovviare ai rollbar sulla versione Spider) longheroni particolarmente rinforzati. Come dotazione a livello di sicurezza passiva troviamo anche doppio dispositivo air bag, cinture con pretensionatori, portiere con barre anti intrusione e sistema anti incendio FPS. Sia la Gtv che la Spider furono concepite per l'esportazione negli U.S.A. e per superarne i severi crash test. Purtroppo i nord americani rimasero a bocca asciutta date le note ed opinabili decisioni della dirigenza del gruppo FIAT di rimandare continuamente l'esportazione negli Stati Uniti e Canada. Ad ogni modo molti appassionati sono riusciti ad importare le attese sportive del biscione importandole dagli altri mercati mondiali.

Per favorire il ripartimento dei pesi il cofano (il più grande stampaggio singolo composito su una macchina di produzione) è stato realizzato in vetroresina, la batteria ed il serbatoio sono posti esattamente sull'asse delle ruote posteriori dietro ai sedili (anche per una questione di sicurezza), la ruota di scorta si ancora in verticale sulla lamiera che va a pesare sul retrotreno ed il centro geometrico fra le quattro ruote su Alfa Gtv è sulla stessa ordinata del baricentro del guidatore.

Sospensioni[modifica | modifica sorgente]

Posteriormente, sulla Gtv si è utilizzato per la prima volta il procedimento di thixocasting per la produzione del telaietto supplementare in lega leggera presentando un raffinatissimo retrotreno attivo su telaio ausiliario in alluminio autoportante ed autosterzante sospensioni posteriori a cinque bracci multipli (schema Multilink). È stata la prima auto di serie a montare questa raffinata configurazione. Anteriormente le sospensioni sono di tipo MacPherson evoluto.

Ruote e freni[modifica | modifica sorgente]

La prima serie montava cerchi da 15" o 16" con pneumatici da 195 a 205/50. Le serie successive in versione base da 16" con pneumatici 205 e da 17" gommati 225/45. L'impianto frenante è composto da dischi sulle quattro ruote, (gli anteriori autoventilanti) assistiti da ABS di ultima generazione (al momento del lancio) ed EBD sulle vetture lanciate dopo il 1998. Le versioni V6 e Cup sono dotate di pinze Brembo a 4 pistoncini e dischi anteriori da 305 mm.

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Le motorizzazioni al debutto erano due: il 2,0 litri Twin Spark, 150 cavalli ed il noto 2.0 cm³ TB Busso 6 cilindri a V da 202 cavalli, con distribuzione a due valvole per cilindro sovralimentato da turbina Garrett T25 con dispositivo overboost, che consente di incrementare rispetto al valore dichiarato potenza e coppia motrice (fino ad oltre 230 cavalli) per diversi secondi, fornendo così una forte accelerazione utile soprattutto nei sorpassi. Questa particolarità (già vista sulla 164) permette a questa Gtv di avere degli spunti (non tanto da ferma per ovvia questione di turbo lag e trazione) tra i regimi di 4000 e 6000 giri al minuto davvero notevoli, paragonabili ad auto di cavalleria molto più elevata. Tale prerogativa del V6 Turbo fu studiata dalla casa per avere una elevata riserva di potenza in caso di sorpassi ed altre situazioni di emergenza (come si legge anche sul libretto in dotazione). Nel 1997 in concomitanza con un leggero restyling che preannunciava a livello tecnico quello del 1998 è stato affiancato anche il 3.0 V6 Busso 24 valvole da 220 cavalli[5][6]. Nel 1998 nuove motorizzazioni: il 1.8 TS da 144 cavalli, mentre la 2.0 TS con variatore di fase, si portò a 155 cavalli. Nel 2003 arrivarono la versione 3.2 del V6 da 240 cavalli ed il nuovo 2.0 JTS da 165 cavalli Euro 4, ad iniezione diretta di benzina.

Aggiornamenti[modifica | modifica sorgente]

Restyling 1998[modifica | modifica sorgente]

La vista laterale di una GTV in allestimento Cup

Il primo importante restyling nel 1998 portò numerose migliorie sotto tutti i profili[7]. Internamente vennero utilizzati materiali di qualità più elevata, la plancia fu completamente ridisegnata, la strumentazione principale rivista in qualche dettaglio ed adottando la colorazione alluminio per i "cannocchiali" degli strumenti (particolare che negli anni successivi sarà ripreso dalla quasi totalità delle auto), i comandi "satellite" lato strumentazione centrale anch'essi ridisegnati, furono sostituite le bocchette d'aerazione, venne creato un nuovo tunnel centrale con nuovi comandi, bracciolo con vano porta oggetti integrato ed altro. In generale ci fu una rivisitazione della maggior parte dei comandi taluni ripresi dall'ammiraglia di casa l'Alfa 166. La selleria fu ridisegnata ed inoltre furono introdotte numerose personalizzazioni degli interni con numerosi colori del pellame (nero, beige, bianco, blu, rosso, marrone) ed inoltre due pacchetti di abbinamento cromatico tra selleria e rivestimenti di pannelli e plancia denominati "red style" e "blue style". Il bagagliaio è stato leggermente ampliato e rivestito internamente con materiali più ricercati.

Con questo aggiornamento vennero aggiunti anche alcuni accessori: climatizzatore automatico (lo stesso della 156), autoradio Hi-Fi con navigatore satellitare a pittogrammi, sedili elettrici riscaldabili ed altro. Dal punto di vista tecnico vennero ulteriormente migliorate le sospensioni, venne installato un ABS di ultima generazione con ripartitore di frenata (EBD), su alcuni modelli si è presentato persino un sistema per irrigidire elettronicamente lo sterzo alle andature più elevate, inoltre vennero innovati vari componenti elettronici, rivisto tutto l'impianto elettrico oltre a varie rivisitazioni della meccanica. Esteticamente venne adottata la mascherina cromata sul cofano, nuove vernici multistrato, nonché le carenature inferiori in tinta e vennero ampliati i passaruota per poter ospitare cerchioni di nuovo design dalle dimensioni più generose.

Il motore 2.0 V6 Busso Turbo

Si presentò anche la possibilità di montare un kit estetico creato appositamente per la GTV dall'azienda tedesca Zender che permetteva di migliorare le doti aerodinamiche della vettura: Spoiler posteriore vistoso ma che segue perfettamente la linea della vettura, minigonne laterali e spoiler anteriore di due tipi (uno più profilato ed aggressivo, l'altro poco vistoso offerto di serie in un secondo momento per le 3.0 e 3.2 V6), nonché la possibilità di montare degli estrattori d'aria dietro al parafango anteriore. Il kit era di serie solo per gli allestimenti Cup. In questo modo la velocità massima dichiarata subiva degli incrementi variabili tra i 6 e i 10 km/h se dotate anche di cerchi da 17". Con questa soluzione si guadagnano sensibilmente punti sulla velocità massima così da avere la 3.0 V6 24v 6m con 250km/h, la 2.0 V6 Turbo 245km/h, 221 km/h per la 2.0 Twin Spark e 215 km/h per la 1.8 Twin Spark. Questo è possibile in quanto ad esempio la 5ª marcia della 2.0 V6 Turbo ha una velocità massima teorica di circa 255km/h (rimanendo all'interno del range del limitatore dei giri motore elettronico) e la 6ª marcia della 3.0 ha una velocità massima teorica di ben oltre i 260 km/h (sempre nei parametri del limitatore giri) nonostante sia una "macia di potenza" (come riportato sul catalogo ufficiale) in quanto questa cambio era concepito anche per eventuali futuri modelli del marchio ad alte prestazioni.

Le novità circa i propulsori furono date dall'ingresso del il 1.8 aspirato da 144 CV (per ampliare il bacino di utenza), il 2.0 aspirato con variatore di fase da 155 CV, il 2.0 V6 turbo venne aggiornato in qualche componente e nella gestione elettronica e venne presentato il 3.0 con cambio a 6 marce e proposto con kit aerodinamico senza sovrapprezzo. Quest'ultima era la versione su cui il brand puntava per l'immagine sportiva del modello che in questa configurazione si "fregiava" del dato dichiarato di 250km/h. Il 2.0 V6 Turbo da lì a poco sarebbe stato abbandonato per costi superiori sia di componentistica che per i futuri aggiornamenti (nonostante fossero già pronte e collaudate diverse varianti di propulsori V6 Busso sovralimentati attesi anche per la 166 ma mai messi in produzione) tanto che non beneficiò nemmeno del nuovo cambio a 6 marce che invece troviamo sulla 166 con stessa motorizzazione. I vertici del gruppo ritenevano che l'andamento del mercato avrebbe portato l'estinzione dei sovralimentati a benzina. Inoltre il marketing non aggiornò il dato reale della velocità massima della turbo (riportando il dato come senza tener nemmeno conto delle nuove circonferenze di rotolamento, ovviamente per discostarla maggiormente a catalogo dalla sorella aspirata ed in modo da favorirne le vendite data rigidità mentale in Italia verso i motori oltre i 2.000c.c. (anche se l'Iva era stata da poco pareggiata).

Nel 1999 l'Alfa Romeo diede vita al campionato monomarca denominato GTV Cup. A tale competizione potevano iscriversi esclusivamente i possessori delle versioni V6 Busso turbo o aspirate, anche se in particolar modo la casa permetteva di comprare una versione già preparata - esclusivamente per uso agonostico riconvertibile all'uso stradale - della neonata 3.0 V6 24 valvole. Questa versione presentava kit aerodinamico, una leggera rivisitazione della centralina per portare la potenza a 230 cavalli, sospensioni irrigidite con kit di ammortizzatori e molle sportive ed un alleggerimento di circa 250kg dato dall'eliminazione da gran parte dei rivestimenti interni. Si ottenne un'accelerazione sullo 0-100 km/h in 5,4 secondi ed una velocità massima di 260 km/h. Da qui vennero anche messe in vendita le versioni celebrative stradali in numero limitato denominate appunto Cup. Per il mercato italiano fu la volta della 2.0 TS e per il mercato estero della 3.0 V6 24V (circa 200 esemplari finirono in Gran Bretagna). Tali versioni erano caratterizzate dalla sola presenza del kit aerodinamico Zender di serie, dai cerchi da 17" a 5 fori e da un allestimento particolare degli interni e per la 2.0 aspirata anche il beneficio di poter avere l'impianto frenante Brembo. Attualmente la maggior parte di Gtv Cup da competizione sono state acquistate ed esportate da appassionati in Giappone.

Restyling 2003[modifica | modifica sorgente]

L'ultima versione di GTV ristilizzata nel 2003

Nel 2003 venne introdotto un ulteriore aggiornamento che non fu molto rilevante come quello precedente, ma presentava in particolare un più cospicuo restyling nel frontale[8], facendo creare da Pininfarina uno scudetto anteriore più grande che andava a richiamare i più recenti stilemi della casa del biscione. Totalmente inalterato invece l'esterno della vettura. Internamente si trova qualche irrisoria modifica: illuminazione rossa per comandi e strumentazione,tachimetro con fondoscala a 280 km/h (2.0 JTS e 3.2) abbassamento della seduta anteriore di un centimetro, leggera ristilizzazione dei rivestimenti della selleria e qualche particolare cromatico preso da alcune serie "speciali" del periodo 1998-2003. Finalmente venne adottato il controllo della trazione (ASR), prezioso per evitare slittamenti in accelerazione specie per i modelli più prestazionali.

Nuove motorizzazioni sono andate a sostituire le unità propulsive: 2.0 16V JTS ad iniezione diretta di benzina Euro 4 165 cavalli, ed il 3.2 V6 24V da 240 cavalli. Con quest'ultima configurazione e grazie all'aerokit (di serie labbro anteriore e spoiler posteriore facoltativo senza sovrapprezzo) la GTV venne dichiarata nel comunicato ufficiale dall'Alfa Romeo, in vista della presentazione al Salone di Ginevra del 2003, come l'Alfa stradale a trazione anteriore più veloce con i suoi 255 km/h.

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

I modelli erano disponibili anche con il kit aerodinamico che permetteva di incrementare le prestazioni, in particolare la velocità massima da 5 a 10 km/h a seconda del modello se con cerchi almeno da 17". Nella tabella viene riportata anche la velocità massima con tale dotazione della casa.

Modello Disponibilità Motore Cilindrata Potenza Coppia massima 0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.8 TS 16V dal 1999 al 2001 4 cilindri in linea, Benzina 1.747 cm³ 106 kW (144 CV) @6.500 giri/min 168 N·m @3.500 giri/min 9,2 210/215 11,2
2.0 TS 16V 150 dal debutto al 1998 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 110 kW (150 CV) @6.400 giri/min 187 N·m @3.500 giri/min 8,5 215/221 10,9
2.0 TS 16V 155 dal 1998 al 2001 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 114 kW (155 CV) @6.400 giri/min 187 N·m @3.500 giri/min 8,4 216/221 10,9
2.0 JTS 16V dal 2003 4 cilindri in linea, Benzina 1.970 cm³ 121 kW (165 CV) @ 6.400 giri/min 206 N·m @3.250 giri/min 8,4 220 10,9
2.0 V6 TB Turbo dal 1995 al 2001 6 cilindri a V, Benzina 1.996 cm³ 148 kW (202 CV+overboost) @6.000 giri/min 285 N·m @2.400 giri/min 7,0 <235/245 9,3
3.0 V6 24V 220 dal 1997 al 1999 6 cilindri a V, Benzina 2.959 cm³ 162 kW (220 CV) @6.300 giri/min 270 N·m @5.000 giri/min 6,7 240 8,5
3.0 V6 24V 6m 218 dal 1999 al 2003 6 cilindri a V, Benzina 2.959 cm³ 160 kW (218 CV) @6.300 giri/min 270 N·m @5.000 giri/min 6,8 238/250 8,5
3.2 V6 24V dal 2003 6 cilindri a V, Benzina 3.179 cm³ 176 kW (239 CV) @6.200 giri/min 289 N·m @4.800 giri/min 6,3 255 7,6

Il modello Spider[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfa Romeo Spider (1995).

Dal 1995 al 2006 la Spider dell'Alfa Romeo è proprio la versione cabriolet dell'Alfa Romeo GTV. Tuttavia, pur essendo completamente derivata dal coupé e anch'essa frutto del Progetto 916, l'Alfa Romeo Spider viene spesso considerata un modello differente a causa della denominazione scelta dalla casa madre che la considera come l'erede del modello Spider Duetto. Le differenze sostanziali comunque sono date dal fatto che in versione scoperta è una sportiva due posti e che la carenatura al posteriore è diversa. Lo stesso accade anche con le eredi Brera e Spider (939).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

1995. Autocar Magazine: "1995 Car of the Year".
1995. Car Magazine: "Best Designed Car".
1995. Car Magazine: Best Design Detail in production.
1995. "The World's most Beautiful Automobile" award.
"Engineer of the Year" for chief Alfa Romeo engineer, Bruno Cena.
1998. Top Gear: Best coupé.
2001. Top Gear: "Top 100 Cars". 29° auto più bella di tutti i tempi.

La GTV nei media[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito cinematografico comprare nel film xXx interpretato da Vin Diesel
  • In ambito televisivo, la GTV compare in 5 episodi diTop Gear e in Affari a 4 ruote Italia.
  • In ambito manga, la GTV compare in Conan.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Presentazione al Salone di Parigi 1994
  2. ^ La produzione complessiva delle Alfa Romeo 916 (GTV e Spider) presso gli stabilimenti di Pininfarina
  3. ^ Lo stile dell'Alfa Romeo GTV
  4. ^ Le caratteristiche delle Alfa Spider e GTV (916)
  5. ^ Debutta il motore 3.0 V6 Busso
  6. ^ Benedetta De Micheli, Marco Vinelli, Vivaci, grintose, ma pur sempre dolci in Corriere della Sera, 4 marzo 1997, p. 2. URL consultato il 20-07-2010.
  7. ^ Il restyling del 1998
  8. ^ Il restyling del 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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