Alexandre Yersin

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Alexandre Yersin
Alexandre Yersin nel 1893
Alexandre Yersin nel 1893
Nato Aubonne, 22 settembre 1863
Morto Nha Trang, 1 marzo 1943
Nazionalità Svizzera Svizzera
naturalizzata Francese
Scoperte tossina della difterite con Émile Roux,

tubercolosi sperimentale, bacillo Yersinia pestis,

siero antipeste
Professione microbiologo, medico, chimico, esploratore, etnologo, cartografo, allevatore, botanico, agronomo, fotografo, ingegnere, meteorologo, astronomo
Titoli di Studio diploma di maturità presso il liceo di Losanna,

laurea in medicina,

dottorato di ricerca con tesi sulla tubercolosi
Lingue conosciute francese, vietnamita, latino, greco antico

Alexandre Emile Jean Yersin (Aubonne, 22 settembre 1863Nha Trang, 1 marzo 1943) è stato un medico svizzero francese.

Nel 1894, ad Hong Kong, contemporaneamente a Shibasaburō Kitasato, scoprì il bacillo della peste (Pasteurella pestis) mettendo a punto un siero; in suo onore il bacillo verrà in seguito ribattezzato Yersinia pestis.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia modesta, Alexandre era il terzo di tre fratelli (Emily, Franck e Alexandre). Il padre sostenne studi di medio livello a Ginevra, diventando professore di scuola media. Appassionato di botanica e di entomologia, inviava relazioni sui suoi studi sia alla Société entomologique de France che alla Société vaudoise des sciences naturelles, ma non poté intraprendere la carriera scientifica per dedicarsi ad attività più redditizie, diventando direttore delle Polveriere.[1] A causa della morte prematura del padre, il quale colpito a 38 anni da un’emorragia cerebrale morì due settimane prima della nascita del figlio, Alexandre Yersin fu allevato dalla madre a Morges, in Svizzera.[2] Curiosità, senso dell'avventura e passione per la scienza, sono una parte delle attitudini dello studioso riscontrabili nell'omonima figura paterna. Rimase sempre in contatto con la madre Fanny, grazie ad un costante rapporto epistolare, utilissima fonte per la ricostruzione della biografia dello scienziato. Per un breve periodo scambiò delle lettere con Mina Schwarzenbach, la nipote di un'amica della madre. Tuttavia non riuscì a continuare la relazione, rimanendo celibe tutta la vita, morendo senza alcuna discendenza.[3]

Studi medici e carriera scientifica[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò gli studi per la carriera medica a Losanna, poi nel 1884 si trasferì a Marburgo in Germania e successivamente fra i 1885 e il 1886 all’ospedale Hôtel-Dieu di Parigi.[4] Nel 1887, l’incontro con Émile Roux gli aprì le porte dell’Istituto Pasteur dove lavorò al vaccino contro la rabbia.[4][5] La città di Parigi mise a disposizione un casermone sito in rue Vauquelin.[5] Successivamente fu aperta una sottoscrizione internazionale alla Banque de France, nella quale affluirono i fondi dello zar di Russia, dell’imperatore del Brasile, del sultano di Istanbul e di gente comune come l’alsaziano Joseph Meister, il primo uomo salvato dal vaccino antirabbico. Al progetto parteciparono scienziati provenienti da tutta Europa, che sarebbero diventati i membri della cosiddetta banda Pasteur: Adrien Loir, Jacques-Joseph Grancher, Etienne Wasserzug, Élie Metchnikoff, Waldemar Haffkinë, Émile Roux e lo stesso Yersin.[6] Nel 1888, il costante impegno e la passione per la sperimentazione gli permisero di provocare in un coniglio la tubercolosi sperimentale: la cosiddetta tifo-bacillare o tifobacillosi. La scoperta fruttò al giovane non ancora medico ed al collega Roux una pubblicazione negli Annales de l’Institut Pasteur.[7] A 25 anni conseguì il dottorato di ricerca con una tesi sulla tubercolosi. Su richiesta di Pasteur si recò a Berlino allo scopo di informarsi circa le conoscenze sulla microbiologia, sviluppate in Germania da Robert Koch. Il risultato fu costituito dalle traduzioni delle lezioni svolte nei 24 corsi seguiti, una piantina del laboratorio, ed una relazione nella quale concluse:

« non sarà troppo difficile fare di meglio a Parigi[7] »
(Alexandre Yersin)

L’anno successivo ritornato a Parigi, collaborò con Roux studiando cause ad effetti della difterite,[4] ottenendo una nuova pubblicazione.[7]

L’abbandono dell’Istituto Pasteur e la vita in Indocina[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Alexandre Yersin al Museo delle Scienze Mediche di Hong Kong

Nonostante avesse posto le basi per un’ottima carriera, annoiato dalla monotonia della sua vita, Yersin lasciò l'Istituto Pasteur e all’età di 27 anni, nel 1890, si trasferì in Indocina, lavorando come medico di bordo presso la compagnia Messageries Maritimes.[8] Per un anno gli fu assegnata la tratta Saigon-Manila, nel mar Giallo, sul piroscafo Volga.[9] Iniziando l’esplorazione degli altopiani indocinesi fu il primo francese ad esplorare il paesaggio intorno a Da Lat e a produrre mappe ad alta precisione.[4] Trasferito alla tratta Saigon-Haiphong sul piccolo cargo Saigon, produsse la mappa di quella parte delle coste del mar Cinese.[10] Lo stipendio della Messageries Maritimes gli permise di imitare il suo eroe, il dottor David Livingstone, fornendo assistenza medica alla popolazione povera di Nha Trang, come testimoniato dallo stesso Yersin[11]:

« Mi chiedi se ci trovo gusto a fare il medico. Sì e no. Provo molto piacere a curare chi mi viene a chiedere consigli, ma non vorrei fare della medicina un mestiere, cioè non potrei mai chiedere a un malato di pagarmi per le cure che potrei dargli. Considero la medicina come un sacerdozio, come l’essere pastori. Chiedere soldi per curare un malato è un po’ come dirgli o la borsa o la vita.[12] »
(Alexandre Yersin)

Nel 1891 tornò in Francia per condividere le sue scoperte, ricevendo complimenti anche da Louis Pasteur per le esplorazioni effettuate intorno ai fiumi di Cochin.[4] All’età di 29 anni decise di abbandonare la microbiologia, allontanandosi dall’Istituto Pasteur; quindi si trasferì a Nha Trang dopo aver ottenuto il congedo della Messageries Maritimes. In Vietnam si dedicò a periodiche spedizioni nella regione dell'Annam, presso i villaggi dei Moi. Fu il primo esploratore a raggiungere via terra la Kampuchea partendo dalla costa dell’Annam, senza servirsi della via fluviale utilizzata dalla popolazine dei Khmer.[13] Successivamente nel maggio del 1894 scoppiò la peste bubbonica prima ad Hong Kong, poi a Saigon. Alla notizia della peste si recò dapprima a Saigon per raccogliere la strumentazione necessaria,[14] dove, visto di cattivo occhio dalle truppe francesi per le numerose esplorazioni a fine incognito, venne scambiato per una spia inglese.[4] Poi, a metà giugno dello stesso anno, dopo aver ottenuto il permesso dal governatore inglese per poter intraprendere le sue ricerche, giunse ad Hong Kong, dove visitò l’ospedale di Kennedy Town, diretto dal "dottor Lawson".[14]

La scoperta del bacillo della peste[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante ebbe ottenuto il permesso di svolgere ricerche sulla peste, Yersin fu ostacolato dagli inglesi, a causa della rivalità di quest’ultimi nei confronti dei francesi, per i quali egli lavorava.Negli stessi giorni giunse ad Hong Kong lo scienziato di origine giapponese Shibasaburō Kitasato, il quale, per poter individuare la causa della malattia, svolse ricerche sugli organi di coloro i quali erano morti a causa della peste.[15] Yersin eseguì delle autopsie sui corpi di appestati dai quali estrasse i bubboni da analizzare al microscopio come da lui stesso testimoniato[16]:

« Il bubbone è ben evidente. Lo estraggo in meno di un minuto e salgo nel mio laboratorio. Faccio rapidamente un preparato e lo metto sotto il microscopio. Al primo colpo d’occhio riconosco un purè di microbi tutti simili fra loro. Sono piccoli bastoncini tozzi dalle estremità arrotondate.[16] »
(Alexandre Yersin)

Le osservazioni svolte al microscopio furono relazionate dallo scienziato in un articolo pubblicato nel settembre del 1894 negli Annales de l’Institut Pasteur.[16] Come laboratorio per i suoi studi dovette utilizzare una capanna di bambù, costruita accanto l’Alice Memorial Hospital, la quale costituì un importante vantaggio. Dato che il bacillo cresce meglio a temperature inferiori di quelle del corpo umano, intorno ai 28 °C, ovvero la temperatura media di Hong Kong in quel periodo,[16] poté velocizzare i tempi di ricerca rispetto allo studioso nipponico che aveva a sua disposizione le incubatrici ed il laboratorio ospedaliero. Ad ogni modo entrambi scoprirono quasi contemporaneamente il bacillo scatenante la malattia, ma fu Yersin ad ottenere risultati più precisi ed accurati e a dare una specifica denominazione tassonomica, tanto che nel 1954 gli venne attribuito il nome scientifico di Yersinia Pestis.[4] Inoltre egli si era accorto che i ratti costituivano il principale veicolo di diffusione della malattia, ma non riuscì a comprendere le modalità della trasmissione, come annotò sul suo taccuino in pelle di talpa:

« La peste è dunque una malattia contagiosa e inoculabile. È probabile che i topi ne costituiscano il veicolo principale, ma ho constatato che anche le mosche prendono la malattia.[17] »
(Alexandre Yersin)

Conclusa quella che egli riteneva essere la sua missione, tornò a Nha Trang dove istruì dei giovani apprendisti formando un piccolo laboratorio. In questo tempo si dedicò alla stesura del libro Chez Les Moïs che fece stampare in 15 copie a proprie spese.[18] Nel 1895 ricevette un telegramma dalla Repubblica Francese in cui gli si chiedeva di: "partire il più presto possibile per Diégo Suarez a studiare il microbo delle febbri biliose."[19] Dopo due mesi raggiunse così il Madagascar, non trovando traccia della febbre né a Nossi-Bé, né a Majunga, comprese di essere stato inviato dalla Francia solo per fini colonialisti.[19][20]

La ricerca del vaccino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver svolto il suo incarico in Madagascar venne richiamato a Parigi per contribuire alla ricerca del siero antipeste. Iniziò la collaborazione con Albert Calmette e Amédée Borrel attraverso una serie graduale di sperimentazioni su animali quali: topi, cavie, conigli e cavalli.[21] Nel 1895 si giunse così alla sintesi di un siero anti-peste per i cavalli.[4][22][20] I risultati ottenuti, pubblicati negli Annales de l’Institut Pasteur spinsero gli studiosi a proseguire la sperimentazione sull’uomo, come enunciato nell’articolo: La peste bubonique. Deuxième note[23]:

« Queste esperienze sulla sieroterapia meritano dunque di essere proseguite. Se i risultati ottenuti sugli animali continuano a essere soddisfacenti, sarà il momento di tentare di applicare all’uomo lo stesso metodo di prevenzione e di trattamento della peste.[21] »
(Annales de l’Institut Pasteur)

La fase della sperimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Sbarcato a Canton, dove la peste aveva ucciso circa 150.000 persone su una popolazione di 2 milioni, incontrò il console di Francia per concordare i permessi per la sperimentazione umana. Questi mise in guardia lo scienziato circa la considerazione che aveva la popolazione cinese in merito ai coloni a causa della seconda guerra dell’oppio.[22] Pertanto, trattandosi di un siero testato unicamente sui cavalli, era necessario che la prima iniezione fosse eseguita in massimo segreto per scongiurare il pericolo di una rivolta in caso di insuccesso. L’occasione si presentò con un diciottenne cinese, di nome Tisé, convertito al cristianesimo, il quale manifestava da giorni gravi sintomi della malattia. La guarigione fu più che immediata, i sintomi si attenuarono dopo meno di 24 ore dall'inoculazione.

« "A cinque, sei ore dal manifestarsi dalla malattia pratico un’iniezione di 10 cc di siero. A quel punto il malato vomita, delira, segni molto allarmanti che dimostrano il rapido progredire dell’infezione. Alle sei e alle nove della sera, nuove iniezioni da 10 cc ciascuna. Dalle nove di sera a mezzanotte, nessun cambiamento nello stato del malato che resta sonnolento, si agita e si lamenta spesso. La febbre è sempre molto alta e ha un po' di diarrea. A partire da mezzanotte, il malato diventa più calmo e alla sei del mattino, nel momento in cui il padre direttore viene a raccogliere notizie dell’appestato, questi si risveglia e dice di sentirsi guarito. La febbre, in effetti, è calata del tutto. La stanchezza e gli altri sintomi gravi sono spariti. La zona dell’inguine non è più dolorosa al tocco e il rigonfiamento quasi sparito. La guarigione è così rapida che se, come molte altre persone, non avessi visto il paziente la sera prima, avrei potuto quasi dubitare di aver trattato un vero caso di peste. È comprensibile quanto la notte trascorsa accanto al mio primo appestato sia stata per me piena d’ansia. Ma al mattino, mentre con il giorno appariva il successo, tutto fu dimenticato, anche la fatica."[24] Yersin è il primo medico a salvare un appestato.[25] »
(Patrick Deville)

Per proseguire la sperimentazione si recò presso la città di Amoy, nella quale su 23 iniezioni riuscì a guarire 21 persone.[26] Nel 1897 l’arrivo della peste a Bombay lo obbligò a partire nuovamente. Alloggiò nel consolato francese, dove eseguì le vaccinazioni a tutta la comunità francese. Le prime difficoltà per Yersin erano causate dal fatto che l’India era diventata la meta di medici provenienti da tutto il mondo; in particolare l’avversione reciproca con gli inglesi, non fece che peggiorare la situazione. Si spostò quindi nella piccola città di Mandvi, per poter lavorare con maggior tranquillità, ma esaurite le dosi di vaccino ebbe il pretesto opportuno per tornare a Nha Trang.[27] Al suo posto fu inviato dall’Institut Pasteur Paul-Louis Simond, il quale approfondì le ricerche di Yersin, confutando l’ipotesi di trasmissione della malattia attraverso i topi, riconoscendo le pulci (presenti sui topi) come le reali portatrici del batterio.[28]

Il ritorno alla vita a Nha Trang[modifica | modifica wikitesto]

Al ritorno nella città di Nha Trang Yersin si dedicò alle molteplici discipline tecnico-scientifiche che lo avevano sempre appassionato, studiando quindi: chimica, veterinaria, fisica, meccanica, elettrostatica, agronomia ed architettura.[29] Progettò e fece costruire una casa a pianta quadrata, nella quale distribuì al piano terra le cucine, al primo le camere da letto, nell’ultimo studio e biblioteca.[30] Intraprese il progetto di costruzione di una sede dell’Institut Pasteur terminato nel 1905.[20] Disegnò altre strutture adibite ad alloggiamenti e laboratori, nei quali accoglieva studiosi e iniziava i figli dei pescatori locali allo studio della microbiologia, e in particolare delle malattie quali: l’adenite tubercolare, la pasturellosi, il carbonchio, la surra, la febbre aftosa e la piroplasmosi.[31] Acquistò presso la città di Suôi Giao la concessione di 500 ettari di terreno, da bonificare, e destinare in parte alla coltivazione di Erythroxylum coca, Coffea arabica, Coffea liberica, avena, e in parte al pascolo di centinaia di capi di buoi, mucche, cavalli, pecore e capre. La produzione sia animale che vegetale era utilizzata oltre che per il proprio sostentamento, per le ricerche scientifiche.[31] Acquistò dalla Francia la sua prima automobile, una Serpollet da 5-CV che raggiungeva i 25 km/h. Fece inoltre arrivare un forno sterilizzatore per il laboratorio, un armadio-stufa per la casa, ed i pezzi necessari sia alla costruzione di un mulino a vento per utilizzare l’acqua del fiume per irrigare, e sia per un impianto di produzione di energia elettrica per le strutture proprie, e per il villaggio di pescatori.[29]

L’ospedale di Hanoi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1902 il governatore generale dell’Indocina Paul Doumer inaugurò l’ospedale di Hanoi. A partire da quell’anno la direzione generale dell’ospedale fu affidata a Yersin. Egli si occupò del reclutamento del personale, dell’organizzazione dei programmi su modello francese, e tenne le lezioni dei corsi di fisica, chimica ed anatomia.[32] Nel 1904 diede le dimissioni e l’anno dopo partì per la Francia. L’ospedale di Hanoi prenderà il suo nome nel 1943, l’anno della sua morte.[33] Nel 1904 diventò anche il direttore del Pasteur Institute a Nha Trang dove rimarrà fino alla sua morte.[4]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Casa di Alexandre Yersin a Nha Trang

A Morges visitò per l’ultima volta la madre Fanny, che morirà il 6 Febbraio 1905. Da questo momento in poi la sorella Èmilie diventò la sua referente.[34][35] Dopo aver rifiutato la propria parte di eredità, essendo stato obbligato dalla sorella, decise di investirla per sviluppare l’allevamento dei polli a Nha Trang, intraprendendo studi sull’embriologia.[36] Una tra le attività particolari che più lo attrasse fu la coltivazione della pianta del caucciù. Dopo aver visitato le piantagioni in Malesia e a Malacca scelse l’hevea brasiliensis. Nel 1899 aveva iniziato con una coltivazione di un centinaio di ettari. Nel 1904 diventò uno dei fornitori dell'azienda Michelin.[35] Insieme ai suoi collaboratori intraprese studi sul lattice, attribuendo alla fotosintesi la formazione del medesimo. Negli anni della seconda guerra mondiale raggiunse gli oltre 300 ettari, fino ad una produzione di due tonnellate di lattice al mese.[37] Durante la guerra, alla richiesta di potersi rendere utile per la Francia, viene intimato da Roux a restare in Indocina. Decise perciò di ritirarsi a vita eremitica, addentrandosi nella giungla alle spalle della sua casa. Scoprì così la collina di Hon Ba, dove costruì un chalet, espandendo la sua proprietà a 5000 ettari di terreno.[38] Vi insediò un osservatorio meteorologico, creò delle serre per l’acclimatazione di specie vegetali e animali. Passò quindi gli anni della guerra studiando ornitologia, orticoltura, fioricoltura ed importando piante dai paesi esteri, appassionandosi soprattutto alle molteplici varietà di orchidee. Redisse liste delle piante in grado di acclimatarsi, ma non di fiorire. Costruì una voliera per pappagalli e cocoriti, che amava liberare nella serra delle orchidee. La varietà di specie da lui allevate e coltivate diventavano quindi i soggetti di molti scatti fotografici, conservati a lungo negli archivi dell’Istitut Pasteur di Parigi.[38] Nel 1915, dopo molteplici e fallimentari tentativi riuscì ad acclimatare la pianta della cinchona dalla quale estrarre la china. Per questo, durante l’ultimo suo viaggio a Parigi ricevette la medaglia della Société de Géographie.[39] Nel 1927 vinse il premio Lecomte della Académie des sciences de l'Institut de France.[4] Con i soldi del premio decise di costruire 30 km di strada per collegare le sue proprietà che si estendono per 20000 ettari.[40] Per poter facilitare ulteriormente le comunicazioni, fornì le sue abitazioni di Nha Trang, Suoi Giao e Hon Ba di radiotrasmettitori.[41] Nel 1932 morirono il cofondatore della città di Da Lat, il suo amico, Paul Doumer e la sorella Èmilie.[42] Nel 1934 venne nominato membro del consiglio scientifico del Pasteur Istitute a Parigi e successivamente direttore onorario.[4] Questo ruolo gli richiederà una visita annuale a Parigi per presiedere all’assemblea generale dell’Istituto.[4] Morì l'1 Marzo 1943 nella sua amata Nha Trang. La sua tomba a Nha Trang, la quale riporta semplicemente nome, anno di nascita e anno di morte, è diventata il principale sito di pellegrinaggio vietnamita.[43]

« Le ricerche scientifiche sono molto interessanti, ma Pasteur aveva perfettamente ragione quando diceva che, a meno di non essere un genio, bisogna essere ricchi per lavorare in un laboratorio, altrimenti si rischia di condurre un'esistenza miserabile nonostante una certa nomea scientifica.[44] »
(Alexandre Yersin)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Tra le tante attività cui si dedicò durante gli anni passati tra Saigon e Manila, vi è anche lo studio dell’astronomia, svolto nelle Filippine presso i padri gesuiti. Lì scalò il vulcano Taal disegnandone il cratere.[45] Acquistò una piccola imbarcazione locale detta sampan con la quale esplorò l’entroterra vietnamita risalendo i vari fiumi della zona.[45] Nel 1908 per poter approfondire gli studi astronomici intrapresi presso i gesuiti fece costruire a Nha Trang, sul tetto della propria casa, una cupola con un telescopio Carlo Zeiss ritirato da Jena.[46][33][35] Attratto dalla letteratura antica, era capace di tradurre dal latino e dal greco.[47] Durante la sua vita oltre ad esser stato detentore della patente di guida francese, acquistò un gran numero di autovetture di uno dei primi produttori industriali di automobili con motore a carbone, nonché suo amico. Iniziò con la Serpollet 5-CV, poi passò ai modelli successivi, la Serpollet 6-CV e la Serpollet 11-CV. Sparito il marchio Serpollet passò ai motori a benzina con la Clément-Bayard 15-CV e successivamente con la Torpédo Zèbre.[44] Nel 1910 volò per la prima volta presso l’aerodromo di Chartres, dove fu tentato ad acquistare un aeroplano con l’idea, poi decaduta, di costruire una pista d’atterraggio a Nha Trang.[8] Probabilmente cambiò idea grazie alle oramai sviluppate competenze tecniche che gli permisero di valutare l’instabilità dei velivoli dell’epoca.

« Quegli apparecchi sono ancora giocattoli instabili.[44] »
(Alexandre Yersin)

La passione coltivata da bambino continuò fino alla vecchiaia, quando stanco del bestiame e si dedicò alla meteorologia.

« Faccio volare aquiloni per fare sondaggi metereologici.[44] »
(Alexandre Yersin)

Monumenti e ricordi[modifica | modifica wikitesto]

Targa in onore di Alexandre Yersin sul muro del liceo della città di Losanna nel quale studiò.
  • Nel liceo della città di Losanna che Yersin frequentò, vi è una targa commemorativa in suo onore, in qualità di scopritore del bacillo yersinia pestis e del siero antipeste.
  • Nel 1935 venne inaugurato per parecchie centinaia di studenti, il liceo di Dalat intitolato "Yersin" in qualità di scopritore dell'altipiano.[48]
  • A Nha Trang una strada che incrocia via Louis Pasteur porta il suo nome.[33]
  • Nel 1943 il Viet Duc Hospital di Hanoi portava il nome di Yersin.[33]

Articoli Scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Gli articoli scientifici pubblicati da Alexandre Yersin sono tuttora conservati nella biblioteca dell'Institut Pasteur di Parigi: Sito della Mediateca scientifica de l’Institut Pasteur

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine del Dragone di Annam - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Dragone di Annam
«scoperta dell'altipiano sul quale fu fondata la città di Da Lat.[33]»
— Da Lat
— 1935 conferita dall'imperatore Bảo Đại[48]
Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Legion d'onore
«scoperta del bacillo della peste.[18]»
— Francia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Myron Echenberg, Alexandre Yersin in W. F. Bynum, Helen Bynum, Dictionary of medical biography, Greenwood Press, Westport (Connecticut) - London 2007, vol. 5, pp. 1335-1336
  • Patrick Deville, Peste & Colera, Roma, edizioni e/o, 2013, pp. 198 pagine, ISBN 978-88-6632-390-7.
  • Bernard Noël, Yersin pionnier savant explorateur 1863-1943, La Colombe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deville, op. cit., p. 11
  2. ^ Myron Echenberg, Alexandre Yersin in W. F. Bynum, Helen Bynum, Dictionary of medical biography, Greenwood Press, Westport (Connecticut) - London 2007, vol. 5, pp. 1335-1336
  3. ^ Deville, op. cit., p. 29
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Myron Echenberg, op. cit., pp. 1335-1336
  5. ^ a b Deville, op. cit., p. 22
  6. ^ Deville, op. cit., p. 23
  7. ^ a b c Deville, op. cit., p. 25
  8. ^ a b Deville, op. cit., p. 41
  9. ^ Deville, op. cit., p. 47
  10. ^ Deville, op. cit., p. 61
  11. ^ Deville, op. cit., p. 64
  12. ^ Deville, op. cit., p. 65
  13. ^ Deville, op. cit., p. 71
  14. ^ a b Deville, op. cit., p. 96
  15. ^ Deville, op. cit., p. 97
  16. ^ a b c d Deville, op. cit., p. 98
  17. ^ Deville, op. cit., p. 99
  18. ^ a b Deville, op. cit., p. 102
  19. ^ a b Deville, op. cit., p. 104
  20. ^ a b c Profilo biografico di Alexandre Yersin sul sito dell'istituto Pasteur
  21. ^ a b Deville, op. cit., p. 109
  22. ^ a b Deville, op. cit., p. 111
  23. ^ Scansione de "La peste bubonica"
  24. ^ Scansione de "Storia del primo caso di peste trattato e guarito attraverso l'uso del siero anti-peste."
  25. ^ Deville, op. cit., p. 113
  26. ^ Deville, op. cit., p. 114
  27. ^ Deville, op. cit., p. 118
  28. ^ Deville, op. cit., p. 119
  29. ^ a b Deville, op. cit., p. 123
  30. ^ Deville, op. cit., p. 122
  31. ^ a b Deville, op. cit., p. 124
  32. ^ Deville, op. cit., p. 130
  33. ^ a b c d e Biografia e tappe principali della vita di Alexandre Yersin
  34. ^ Deville, op. cit., p. 132
  35. ^ a b c Profilo biografico di Alexandre Yersin sul sito dell'istituto Pasteur
  36. ^ Deville, op. cit., p. 135
  37. ^ Deville, op. cit., p. 144
  38. ^ a b Deville, op. cit., p. 146
  39. ^ Deville, op. cit., p. 165
  40. ^ Deville, op. cit., p. 169
  41. ^ Deville, op. cit., p. 168
  42. ^ Deville, op. cit., p. 173
  43. ^ Deville, op. cit., p. 190
  44. ^ a b c d Deville, op. cit., p. 142
  45. ^ a b Deville, op. cit., p. 49
  46. ^ Deville, op. cit., p. 167
  47. ^ Deville, op. cit., p. 185
  48. ^ a b Deville, op. cit., p. 79

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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