Aleksandr Vinokurov
| Aleksandr Vinokurov | ||
|---|---|---|
| Aleksandr Vinokurov al Tour de Romandie 2011 | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Aleksandr Nikolaevič Vinokurov | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 176[1] cm | |
| Peso | 69[1] kg | |
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Squadra | ||
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1998-1999 | ||
| 2000-2001 | ||
| 2002-2003 | ||
| 2000-2005 | ||
| 2006 | ||
| 2006-2007 | ||
| 2009- | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Sydney 2000 | In linea |
| Bronzo | Verona 2004 | Cronometro |
| Bronzo | Salisburgo 2006 | Cronometro |
Aleksandr Nikolaevič Vinokurov (trasl. francese: Alexandre Vinokourov, in russo: Александр Николаевич Винокуров[?], in qazaqsa: Aleksandr Vïnokwrov; Petropavlovsk, 16 settembre 1973) è un ciclista su strada kazako che corre per il team Astana.
È il più celebre e vittorioso ciclista nella storia del suo paese,[2] nonché, insieme al fondista Vladimir Smirnov, uno dei più grandi sportivi kazaki di sempre.[3] Si è aggiudicato una Vuelta a España, un Giro di Svizzera, due Liegi-Bastogne-Liegi e un'Amstel Gold Race, oltre ad un argento olimpico e due bronzi mondiali.
Vive a Montecarlo con la moglie Svetlana e i tre figli, Irina, 11 anni, e i gemelli Nicola e Alexandr, 8 anni.[3]
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Gli esordi e gli anni alla Telekom
Nato in un villaggio a sud dell'allora Petropavlovsk, ora Petropavl, nella Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, crebbe ad Almaty.[2] Cominciò giovanissimo come ciclocrossista, sotto la guida di Vincent Lavenu,[4][5] poi divenne un discreto dilettante.
Passò professionista nel 1998,[1] dopo alcuni mesi da stagista nell'annata precedente. Corse dapprima con il team francese Casino di Lavenu, vincendo un Giro del Delfinato e una Vuelta Valenciana; dopo due stagioni passò alla tedesca Deutsche Telekom (dal 2004 T-Mobile Team), squadra diretta da Walter Godefroot e capitanata da Jan Ullrich. Durante i sei anni alla Telekom/T-Mobile ottenne altri risultati di grande livello: nel 2000 una tappa alla Vuelta a España e l'argento olimpico in linea ai Giochi di Sydney, nel 2002 la Parigi-Nizza, l'anno dopo ancora la Parigi-Nizza, ma anche l'Amstel Gold Race e il Giro di Svizzera, oltre ad una tappa e al terzo posto finale nella classifica generale del Tour de France; nel 2004 fu invece terzo nella prova a cronometro dei mondiali di Verona e l'anno dopo fece sue la Liegi-Bastogne-Liegi e due tappe del Tour de France (in cui chiuse quinto).
[modifica] 2006: l'Operación Puerto e la vittoria alla Vuelta
Nel 2006 si trasferì alla squadra spagnola Liberty Seguros in modo da avere un'intera squadra a sostegno;[6] in maggio il team venne pesantemente coinvolto nello scandalo dovuto alla Operación Puerto e poco dopo rifondato come Astana grazie al sostegno della Federciclismo kazaka e all'investimento delle cinque principali aziende estrattive del Kazakistan.[7][8] In luglio Vinokurov non poté partecipare al Tour de France 2006, in quanto la sua squadra non raggiunse il numero minimo, sei,[2][9] di ciclisti per essere iscritta (infatti cinque degli otto compagni erano stati esclusi perché i loro nomi erano negli elenchi sequestrati dalla polizia spagnola nell'ambito dell'inchiesta sul doping).[10]
È questo comunque l'anno della vittoria più prestigiosa, la Vuelta a España. Dopo un inizio in sordina, il kazako riuscì a recuperare il divario che lo separava dallo spagnolo Alejandro Valverde e a conquistare la maglia oro nella tappa di Granada, al termine di un'azione solitaria.[11] Suggellò poi il primato vincendo la cronometro del penultimo giorno e si aggiudicò così la prima vittoria in un grande giro, corredata da 3 successi di tappa.[12] Sul podio di Madrid oltre a Valverde salì anche il compagno di squadra e connazionale Andrej Kašečkin, terzo. Nel mese di settembre Vinokourov prese quindi parte ai mondiali di Salisburgo in Austria, conquistando la medaglia di bronzo nella prova a cronometro vinta dallo svizzero Fabian Cancellara.
[modifica] 2007: la squalifica
Nel 2007 prese parte al Tour de France da favorito, ma una caduta, il 12 luglio, lo costrinse a soffrire sulle Alpi, con quindici punti di sutura su ogni ginocchio.[13][14] Sembrò riprendersi nella tredicesima tappa, la cronometro di Albi, vincendo e rientrando in classifica; il giorno dopo, a Plateau de Beille, andò però in crisi e perse ben 28'50" dai rivali.[14] Nella quindicesima frazione agguantò il secondo successo personale, nell'arrivo di Loudenvielle, dopo una lunga fuga; tuttavia l'indomani, il 24 luglio 2007, L'Équipe annunciò la positività del kazako all'antidoping: nelle analisi sul campione di sangue prelevato in occasione della cronometro di tre giorni prima erano stati rilevati due tipi differenti di globuli rossi, chiara dimostrazione di una trasfusione omologa da donatore compatibile, pratica questa, vietata.[14][15] La sua squadra, l'Astana, si ritirò subito in blocco dal Tour, sospendendo al contempo, secondo il codice etico, (e poi licenziando)[15] il proprio corridore.[14]
Nel dicembre 2007 Vinokurov annunciò il definitivo addio alle competizioni agonistiche.[16] Nel luglio del 2008 la squalifica inflitta dalla federazione kazaka, un anno, si concluse: in ottobre il ciclista dichiarò quindi di voler ritornare alle gare con l'obiettivo di vincere Giro d'Italia 2009. In realtà l'UCI ricorse in appello al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, chiedendo e ottenendo[17] che la squalifica si concludesse a due anni, secondo i propri regolamenti, dal riscontro della positività, quindi nel luglio 2009.[18]
[modifica] Il ritorno alle corse
Rientrò alle corse nell'agosto 2009, e al terzo giorno di attività agonistica tornò anche alla vittoria, in una tappa del Tour de l'Ain in Francia;[17] in settembre partecipò alla Vuelta a España classificandosi settimo nella cronometro iniziale ma ritirandosi durante la dodicesima frazione. Al campionato mondiale di Mendrisio si piazzò invece nono nella prova a cronometro e 26º nella gara in linea, andando in fuga all'ultimo giro. Dopo il settimo posto al Giro di Lombardia si aggiudicò anche la Chrono des Nations - Les Herbiers Vendée.
Nell'aprile 2010 vinse il Giro del Trentino, breve corsa a tappe italiana, battendo Riccardo Riccò per soli 12 centesimi di secondo;[19] due giorni dopo conquistò per la seconda volta in carriera la Liegi-Bastogne-Liegi superando il compagno di fuga Aleksandr Kolobnev.[20] In maggio partecipò per la prima volta al Giro d'Italia.[3] Al termine della terza tappa andò a vestire la maglia rosa, la perse nella frazione successiva per riconquistarla nel corso della settima e riperderla in seguito, alla fine dell'undicesima tappa: in tale occasione una fuga composta da più di 50 corridori arrivò al traguardo con un vantaggio di più di 12' e la maglia rosa passò al giovane australiano Richie Porte.[21] Vinokurov chiuse comunque il Giro al sesto posto della generale, con più di 7' di svantaggio da Ivan Basso.
Il 17 luglio si aggiudicò quindi la tredicesima tappa del Tour de France (da Rodez a Revel) grazie ad una fuga solitaria partita a sette chilometri dall'arrivo,[22] mentre nel mese seguente si classificò secondo nella Clásica San Sebastián, preceduto in volata da Luis León Sánchez.[23] Per questi risultati all'inizio del 2011 è stato nominato sportivo kazako dell'anno 2010.[24]
Inizia il 2011 vincendo una tappa al Vuelta al País Vasco e al Tour de Romandie.
Vinokurov annuncia il suo ritiro dalle corse il 17 luglio, dopo la frattura del femore destro riportata in seguito a una caduta, durante la nona tappa del Tour de France 2011[25]. Ma sarà soltanto una pausa, ritorna in gara a fine stagione nella Chrono des Nations ad ottobre[26]. Il suo esordio in quella che sarà l'ultima stagione nel professionismo ciclistico è avvenuto al Tour de Langkawi, corso nel 1997 con la nazionale kazaka. Fu proprio questa competizione in terra malese che gli permise di farsi notare al grande ciclismo ed ottenere uno stage estivo con la formazione francese Casino.
[modifica] Palmarès
[modifica] Altri successi
- Classifica punti Tour de Suisse
- Premio della Combattività Tour de France
- Criterium di Castillon la Bataille
- Criterium di Pau-Lyautey
- Criterium di Castillon la Bataille
- Criterium di Bavikhove
- Criterium di Vergt
- Classifica della regolarità Vuelta a Castilla y Leon
- Classifica combinata Vuelta a Castilla y Leon
- Classifica combinata Vuelta a España
- Classifica punti Critérium du Dauphiné Libéré
- Criterium de Chihuahua
[modifica] Piazzamenti
[modifica] Grandi Giri
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[modifica] Classiche monumento
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[modifica] Competizioni mondiali
[modifica] Note
- ^ a b c (EN) Astana 2011 - Roster - Alexandre Vinokourov. www.astana.lu. URL consultato il 17 marzo 2011.
- ^ a b c (EN) Paul Brummell, Bradt Kazakhstan, Bradt Travel Guides, 2008, pag. 257. ISBN 978-1-84162-234-7
- ^ a b c Claudio Gregori. «Un' intera nazione per Vinokourov Anche il premier». archiviostorico.gazzetta.it, 8 maggio 2010. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Lavenu: "On est le Auxerre du cyclisme"
- ^ Échappée n°5 . Été 1997 Rencontre avec Alexandre Vinokourov et Andrei Kivilev par Marie Line
- ^ (EN) Bill e Carol McGann, The Story of the Tour de France - Volume 2: 1965-2007, Dog Ear Publishing, 2008, pag. 319. ISBN 978-159858-608-4
- ^ «La Liberty cambia nome: sarà Astanà Wurth». www.tuttobiciweb.it, 2 giugno 2006. URL consultato in data 2 agosto 2010.
- ^ Operacion Puerto, cronaca di un terremoto. www.tuttobiciweb.it. URL consultato il 2 agosto 2010.
- ^ (EN) Bill e Carol McGann, The Story of the Tour de France - Volume 2: 1965-2007, Dog Ear Publishing, 2008, pag. 321. ISBN 978-159858-608-4
- ^ «Il Tour ha deciso di escludere la Astana Wurth di Vinokourov». www.tuttobiciweb.it, 30 giugno 2006. URL consultato in data 2 agosto 2010.
- ^ «Vuelta: vince Danielson, secondo Vinokourov che prende la maglia». www.tuttobiciweb.it, 13 settembre 2006. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Claudio Ghisalberti. «Un «Vino» da Mondiale». archiviostorico.gazzetta.it, 17 settembre 2006. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Marco Pastonesi. «Impresa Gerdemann Vinokourov di ferro». archiviostorico.gazzetta.it, 15 luglio 2007. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ a b c d Marco Pastonesi. «VINOKOUROV POSITIVO Aveva sangue di un altro». archiviostorico.gazzetta.it, 25 luglio 2007. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ a b (EN) Christopher S. Thompson, The Tour de France: A Cultural History, University of California Press, 2006, pagg. XI Preface. ISBN 978-0-520-25630-9
- ^ «Vinokourov si ritira». www.gazzetta.it, 7 dicembre 2007. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ a b Claudio Ghisalberti. «Vinokourov è già davanti a tutti». archiviostorico.gazzetta.it, 12 agosto 2009. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ «Vinokourov vuole tornare Ma l'Uci dice di no». www.gazzetta.it, 4 ottobre 2008. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Ciro Scognamiglio. «Trentino a Vinokourov Riccò 2° a 12 centesimi!». www.gazzetta.it, 23 aprile 2010. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Marco Pastonesi. «La Liegi dei veleni Vinokourov trionfa La folla fa «buuuu»». archiviostorico.gazzetta.it, 26 aprile 2010. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Antonino Morici. «Pazzo, splendido Giro a L'Aquila. Vince Petrov, Porte nuova rosa». www.gazzetta.it, 19 maggio 2010. URL consultato in data 18 maggio 2010.
- ^ «Tour, brindisi Vino Petacchi torna verde». www.gazzetta.it, 17 luglio 2010. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ «Sanchez beffa Vinokourov Cunego dov' eri?». archiviostorico.gazzetta.it, 1º agosto 2010. URL consultato in data 17 marzo 2011.
- ^ Francesco Glendi. «Kazakistan, Vinokourov eletto sportivo dell'anno». www.spaziociclismo.it, 13 gennaio 2011. URL consultato in data 13 gennaio 2011.
- ^ «Ciclismo: Vinokourov conferma ritiro». Il Corriere della Sera, 17 luglio 2011. URL consultato in data 19 luglio 2011.
- ^ «Vinokourov rinuncia al Lombardia. Correrà la Chrono des Nations». www.cicloweb.it, 9 ottobre 2011. URL consultato in data 9 ottobre 2011.
- ^ (EN) Aleksandr Vinokurov Biography and Olympic Results | Olympics at Sports-Reference.com. www.sports-reference.com. URL consultato il 31 marzo 2011.
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