Aleksandr Aleksandrovič Alechin
Aleksandr Aleksandrovič Alechin, generalmente conosciuto, secondo la traslitterazione francese, come Alexandre Alekhine (Russo: Алекса́ндр Алекса́ндрович Але́хин, pronunciato alʲɛkˈsandr̠ alʲɛkˈsandr̠ovʲitɕ aˈlʲɛxin[1]; Mosca, 31 ottobre 1892 – Lisbona, 24 marzo 1946), è stato uno scacchista russo, quarto Campione del mondo, spesso considerato uno dei più grandi giocatori di scacchi di sempre.
Tra i più forti giocatori del mondo già all'età di 21 anni, Alechin vinse negli anni '20 la maggior parte dei tornei cui partecipò; nel 1927 divenne campione del mondo sconfiggendo José Raul Capablanca in quello che fu il più lungo incontro di un campionato del mondo tenutosi fino al 1984. Nei primi anni '30, Alechin continuò a vincere, a volte dominando, i tornei cui partecipava; col passare del tempo, tuttavia, i suoi risultati si fecero più altalenanti, effetto secondo alcuni del suo alcolismo.
Partecipò anche a cinque Olimpiadi degli scacchi come Capitano della Francia, vincendo premi in ognuna di esse (quattro medaglie e un "premio di bellezza").[2][3][4][5][6] Difese il suo titolo contro Efim Bogoljubov nel 1929 e nel 1934, prima di venire sconfitto da Max Euwe nel 1935. Due anni dopo Alechin riconquistò il titolo mondiale; lo scoppio della seconda guerra mondiale bloccò le trattative per un nuovo incontro con giocatori della nuova generazione come Paul Keres o Mikhail Botvinnik. Nel 1946, Alechin morì in Portogallo, ancora campione, in circostanze poco chiare.
Alechin è ricordato per il suo stile di attacco accanito ed ingegnoso, unito ad una grande abilità nelle posizioni e nel finale. Introdusse numerosi innovazioni nel campo delle aperture. Alcuni sistemi statistici di valutazione dissentono sulla sua forza relativa agli altri giocatori, ponendolo, all'interno delle loro liste "all-time", fra il quarto e il diciottesimo posto. Benché Alechin fosse stato dichiarato "nemico dell'Unione Sovietica" per alcune sue dichiarazioni anti-bolsceviche nel 1927, negli anni '50, dopo la sua morte, venne riabilitato e acclamato come uno dei fondatori della "Scuola sovietica", che dominò il gioco dopo la seconda guerra mondiale. È fortemente considerato un teorico degli scacchi, avendo dato il suo nome alla difesa Alekhine e a svariate altre varianti d'apertura, nonché avendo composto alcuni studi scacchistici sui finali.
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[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia
Alechin nacque in Russia, il 31 ottobre (o secondo altri il 1º novembre) 1892,[7][8][9][10] in una famiglia agiata di Mosca. Suo padre, Aleksandr Ivanovič Alekhine (1856-1917), nobile di provincia, era un proprietario terriero e Consigliere della Corona della legislativa e conservativa Duma;[11] la madre, Anes'ja Ivanovna Alekhina (nata Prochorova) (1861-1915), era figlia di un ricco industriale di tessuti.
Si dice che i genitori si occupassero poco dei figli: il padre sembra aver perduto, poco prima della Grande Guerra, un milione di rubli al Casino di Montecarlo, ed esser stato posto, per questo motivo, sotto tutela, mentre la madre, alcolizzata, morì a Basilea in una clinica per malattie mentali. Fu in particolare la nonna a prendersi cura dei suoi nipoti e vi è chi vede, in questi precedenti, sia la causa originaria dell'alcolismo di cui Alechin soffrì quasi tutta la vita, sia il motivo della sua predilezione per le donne più anziane di lui.
Ad Alechin gli scacchi furono insegnati dalla madre, dalla sorella maggiore Varvara (Barbara) e dal fratello maggiore Aleksej;[12][13] quest'ultimo, in particolare, era un discreto giocatore dilettante: sono conservati alcuni quaderni in cui i due fratelli annotavano partite ed elaboravano analisi. Disse lo stesso Alechin di aver imparato a giocare a sette anni ma di essersi dedicato seriamente agli scacchi soltanto a dodici: precisò poi che questa sua decisione fu anche influenzata dalla profonda impressione ricevuta, quando aveva nove anni, vedendo al Circolo degli scacchi di Mosca, nel 1901, il campione statunitense Harry Nelson Pillsbury giocare alla cieca una serie di 25 partite simultanee; in seguito, Alechin ricordò: L'impresa mi lasciò stupefatto, come del resto stupì tutto il mondo degli scacchi.[14]
La sua casa era frequentata anche da importanti giocatori russi del tempo: Nenarokov, Blumenfeld e Duž-Chotimirskij, il quale gli avrebbe dato, già alla fine del secolo, alcune lezioni private.[15]
[modifica] Primi passi
Alechin partecipò a molti tornei per corrispondenza, tra il 1902 e il 1911, sponsorizzati dalla rivista Šachmatnoe Obozrenie e così la sua prima partita che ci è nota fu giocata in un torneo per corrispondenza iniziato il 3 dicembre 1902. Nel 1907, a quattordici anni, si classificò agli ultimi posti, 11°-13°, nel «Torneo di ottobre» del Circolo dilettanti di scacchi di Mosca, mentre il fratello maggiore Aleksej si classificò 4°-6°: si prese tuttavia la rivincita l'anno seguente, vincendolo, intanto che in agosto si classificò 4°-5° nel Torneo di Düsseldorf. Ancora nel 1908 ebbe confronti individuali con maestri di buona forza: Curt von Bardeleben, che sconfisse per 4 1/2 : 1/2, Blumenfeld, da lui sconfitto con il medesimo risultato, e con Fahrni, col quale pattò 1 1/2 : 1 1/2. Si confermò il miglior dilettante moscovita vincendo ancora l'annuale Torneo di Mosca del 1909 ma soprattutto, a diciassette anni, si affermò come il miglior giovane giocatore russo del momento vincendo il Campionato nazionale dilettanti a San Pietroburgo con 12 vittorie, una patta e 4 sconfitte e ottenendo così il titolo di Maestro.
In quell'occasione conobbe Savielly Tartakower che anni dopo disse di lui che già allora Alechin «manifestò quella volontà di vincere, quell'orientamento verso un obiettivo concreto, che caratterizzò tutta la sua vita e che non va confuso con la volgare ambizione». Aggiunse Tartakower che i fattori che portarono Alechin al massimo livello furono: «1. Innanzi tutto, la dedizione incondizionata agli scacchi, che egli considerò una vera arte. 2. Un'intelligenza molto sviluppata e una solida istruzione. 3. Una inesauribile fonte di idee. 4. Un costante lavoro di perfezionamento, ma non attraverso compilazioni di varianti, come fecero Grünfeld e il dottor Euwe, bensì attraverso l'impostazione artistica di schemi, di piani di gioco e di combinazioni. 5. Il mezzo: porre problemi all'avversario in quasi tutte le mosse. 6. La serenità, tanto nelle sconfitte che nelle vittorie e la consapevolezza che ogni successo era solo una tappa del cammino verso una successiva e superiore tappa. In effetti, Alechin divise in tappe tutta la sua carriera scacchistica».[16]
Aleksandr concluse quell'anno gli studi ginnasiali e s'iscrisse nella Facoltà di giurisprudenza dell'Università di San Pietroburgo.
Il conseguimento del titolo di maestro gli permetteva ora di partecipare ai tornei internazionali: giocatore di talento, ma non precoce e naturale come fu invece, per esempio, Capablanca, le sue prime prove non furono esaltanti. Nel 1910 si classificò 7°-8° nel Torneo di Amburgo vinto da Schlechter, nel 1911 fu 8°-11° in quello di Karlsbad, vinto da Teichmann e 6°-7° a Vilna, dove si affermò Rubinstein: in compenso, nel 1912 si classificò al primo posto a Stoccolma, in un torneo peraltro di non alto livello. Si può dire che in questo periodo Alechin fosse un giocatore di seconda fila nel panorama internazionale, essendo la prima fila formata dal campione del mondo Lasker, da Rubinstein e da Capablanca.
Nel 1914 si tiene a San Pietroburgo un importante torneo internazionale il cui esito avrebbe designato lo sfidante al titolo di campione mondiale e fu proprio Lasker a classificarsi primo, vincendo l'ultima partita contro Capablanca, giunto secondo. Terzo fu Alechin, a rispettabile distanza dai due migliori giocatori del momento, ma riuscendo a imporsi a giocatori del talento di Rubinstein e di Nimzowitsch e guadagnando il titolo di Grande Maestro: non si trattava tuttavia di un titolo ufficiale (questo titolo sarà infatti ufficialmente istituito dalla FIDE solo nel 1950), ma di un riconoscimento onorifico tributato dallo zar di Russia ai primi cinque classificati del torneo (oltre a Lasker, Capablanca e Alechin, Siegbert Tarrasch e Frank Marshall). Proprio in quella circostanza Alechin comprese che, data l'età ormai avanzata di Lasker, presto sarebbe stato Capablanca il prossimo campione e lui sarebbe divenuto il suo sfidante di diritto.
[modifica] La pausa della Grande Guerra e della Rivoluzione
Si trovava in Germania, disputando brillantemente il torneo di Mannheim, quando scoppiò la guerra: come cittadino russo, fu brevemente internato. Tornato in Russia, è destinato alla Sanità militare, operando sul fronte austriaco: in seguito a uno shock da bombardamento viene ricoverato all'ospedale di Tarnopol, dove non perde occasione di giocare a scacchi.
Le notizie che lo riguardano, a partire dal 1917, sono molto confuse: la Rivoluzione del febbraio 1917 lo coglie a Mosca, mentre sembra che subito dopo quella di ottobre egli intendesse lasciare la Russia, imbarcandosi da Odessa. Sta di fatto che egli partecipò a due tornei magistrali a Mosca nel 1918 e nel 1919 e alla I Olimpiade panrussa, celebrata nel 1920, che vince, ottenendo il titolo di Campione di Russia. Quello stesso anno è attestata la sua nomina a giudice istruttore della polizia criminale di Mosca, incarico corrispondente a quello di ispettore di polizia. Anche la notizia di un suo arresto come sospetto di simpatie controrivoluzionarie e persino di una sua condanna a morte per spionaggio, dalla quale sarebbe stato sottratto dall'intervento personale di Trotski, ha il sapore della leggenda: pur essendo dichiaratamente anticomunista, Alechin, più volte richiesto in merito, durante tutta la sua vita non confermò mai quelle circostanze.
Ancora nel 1920 Alechin sposò la baronessa russa von Severgin, una donna più anziana di lui e già vedova: il matrimonio sarebbe stato celebrato solo allo scopo di legittimare la loro figlia Valentina, nata nel 1913. Poco dopo fu interprete presso il Comintern conoscendo, in questa occasione, Annaliese Rüegg, una giornalista svizzera piuttosto nota al tempo:[17] subito divorziato, Alechin la sposò il 15 marzo 1921 ed entrambi furono autorizzati a lasciare la Russia il 23 aprile 1921. Pertanto, contrariamente a quanto a volte si sostiene, Alechin lasciò legalmente la Russia.[18]
[modifica] Tutto per gli scacchi
Da Riga, in Lettonia, si trasferisce subito a Berlino, dove gioca due match con i maestri tedeschi Richard Teichmann e Friedrich Sämisch. Deciso a dedicarsi interamente agli scacchi, dai quali deve ottenere anche il sostentamento economico, partecipa in rapida successione a tre importanti tornei a Triberg, a Budapest e a L'Aia, vincendoli tutti, intanto che a L'Avana Capablanca si affermava nuovo Campione mondiale battendo facilmente l'anziano Lasker. Si trasferisce a Parigi e sogna di presentarsi come il prossimo sfidante del cubano, il quale sembra un'autentica macchina costruita per vincere. Il torneo di Londra, tenutosi nell'agosto del 1922, è facilmente vinto da Capablanca che distanzia Alechin di 3 punti e mezzo: il loro confronto diretto finisce dopo mezzora con una patta proposta dal campione cubano dopo sole 17 mosse.
In quell'occasione, Capablanca stabilì - come aveva diritto, essendo il titolo considerato a quel tempo una «proprietà privata» del campione in carica - le regole del prossimo Campionato mondiale: l'incontro sarebbe terminato al conseguimento di 6 vittorie; il tempo di riflessione per giocatore in ogni partita veniva fissato in due ore e mezza per 40 mosse; lo sfidante doveva offrire una borsa di 10.000 dollari; il campione in carica era tenuto a mettere in palio il titolo entro un anno.
La cifra di 10.000 dollari era allora molto elevata - e occorreva preventivare tutte le spese di soggiorno durante un match che si prospettava di lunga durata - e per raccoglierla occorreva solo giocare e vincere i premi dei tornei, sperando anche nell'aiuto economico di qualche magnate appassionato di scacchi. E occorreva studiare, perfezionarsi in quella che Alechin considerava un'arte, nella quale egli sapeva di essere ancora inferiore al suo grande rivale: bisognava in particolare studiare le sue partite per scoprire i difetti del suo gioco. Naturalmente, occorre fare un'analisi dei propri difetti, per prenderne coscienza e superarli: è probabilmente a questo scopo - oltre a quello di presentare un aperto manifesto della sua maestria - che Alechin pubblicò un primo volume de Le mie migliori partite. 1908-1923 e un successivo volume di commenti a tutte le partite giocate nel Torneo di New York 1924: oltre alle sue capacità nel gioco di combinazione, che gli faceva scoprire in una partite varianti passate inosservate, «il merito principale dei commenti di Alechin consiste nel mettere in evidenza i bruschi cambiamenti della contesa, i momenti critici in cui da una posizione favorevole si passa a una posizione equilibrata o inferiore per poi mutare nuovamente».[19].
Nel 1923 i risultati ottenuti sono modesti: separatosi dalla moglie, che non sopportava il suo modo di vivere, si unisce - ma solo per qualche anno - con Nadja Fabrižkaia, come al solito una donna più anziana, vedova del generale zarista Vasiljev, con la quale sembra aver condotto una vita familiare molto tranquilla. Nello stesso tempo, intenzionato a ottenere la cittadinanza francese, studia diritto per sostenere l'esame che gli permetta di ottenere il riconoscimento legale della laurea ottenuta in Russia.
Alla fine dell'anno partì per il Canada: il 29 novembre scrisse da Montréal a Capablanca, informandolo che negli Stati Uniti intendeva raccogliere il denaro necessario per sostenere il campionato. Non riuscì però nell'intento: vennero finanziamenti solo per organizzare un torneo a doppio turno a New York, il vincitore del quale, o il meglio piazzato dopo Capablanca, avrebbe avuto il diritto di sfidarlo. A sorpresa, ma meritatamente, vinse il «vecchio» Lasker con 16 punti su 20, davanti a Capablanca con 14 1/2, che subì contro Reti la sua prima sconfitta dopo otto anni, e ad Alechin con 12. Svanivano così le possibilità di poter sostenere il match mondiale - un confronto tra Capablanca e Lasker era comunque escluso - e veniva ribadita la sua inferiorità rispetto al giocatore cubano, che gli vinse una partita e, non sfruttando una posizione vantaggiosa, pattò la seconda.
L'anno 1925 è uno dei più favorevoli: vinti facilmente i non impegnativi tornei di Parigi e di Berna, trionfa nel grande Torneo di Baden-Baden nel quale, assenti Capablanca e Lasker, supera i maggiori maestri del tempo: Rubinstein, Sämisch, Bogoljubov, Marshall, Nimzowitsch, Spielmann, Réti, contro il quale realizza una partita da antologia degli scacchi. Scrisse Tartakower: «Capablanca detiene il titolo, Lasker possiede i risultati, ma Alechin ha lo stile di un vero campione del mondo».
Finalmente, il 19 febbraio 1927, s'inaugura a New York un nuovo Torneo, al quale partecipano solo sei giocatori - Capablanca, Alechin, Vidmar, Marshall, Nimzowitsch e Spielmann, ognuno dei quali avrebbe però sostenuto quattro partite con ciascun avversario - con un importante accordo: chi avesse vinto il Torneo, o si fosse piazzato secondo dietro Capablanca, sarebbe stato lo sfidante al titolo di campione del mondo. Vinse ancora Capablanca, imbattuto con due punti e mezzo di vantaggio su Alechin, sconfitto in una delle quattro partite dirette: ma ora il russo aveva acquisito il diritto a sfidare il campione cubano. La sede era fissata a Buenos Aires, avendo lo stesso governo argentino garantito i finanziamenti necessari.
[modifica] Campione del mondo
| Per approfondire, vedi la voce Campionato del mondo di scacchi 1927. |
Non c'è dubbio che Alechin si presentò a Buenos Aires dopo aver svolto una lunga e minuziosa preparazione su se stesso e sulle caratteristiche del gioco del suo avversario. Pensava di aver individuato i suoi punti deboli, che espose in un articolo scritto dopo la conclusione del campionato: «Nel 1925 Capablanca dovette sopportare una delle maggiori delusioni della sua attività sportiva: nel Torneo di Mosca occupò a fatica il terzo posto e perdette due partite [...] le cause vanno cercate nella sua tendenza, sempre più accentuata, alla semplificazione della posizione, alla riduzione del gioco a pura tecnica, spegnendo quello spirito vivo che brillò nelle sue partite di San Sebastián (1911) e di San Pietroburgo (1914) [...] è assurdo considerare "macchina scacchistica e "miglior campione di tutti i tempi" un giocatore in ogni cui partita si scoprono generalmente due o tre imprecisioni, per non dire errori evidenti».[20] Rilevato il limitato repertorio di aperture utilizzato abitualmente da Capablanca, ne indica la causa nel suo «istinto di conservazione» che lo porta a semplificare il gioco senza trarre alcun vantaggio dall'apertura.
Nel medio gioco, Capablanca ha una rapidissima capacità di giudizio, cosicché se le sue scelte appaiono buone, tuttavia non sono sempre le migliori: la fiducia in se stesso lo conduce a non approfondire e a non scoprire tutte le possibilità offerte dalla posizione. Alechin sostiene che nemmeno nel finale - fase della partita nella quale si giudicava il cubano impeccabile - egli era insuperabile.
[modifica] Sconfitta con Euwe, riconquista e morte
Alechin non concesse tuttavia il match di ritorno a Capablanca, preferendo affrontare avversari più morbidi come Efim Bogoljubov (nel 1929 e 1934) e Max Euwe, che tuttavia lo batté inaspettatamente nel 1935. Il regno di Euwe durò tuttavia solo due anni, in quanto fu battuto dallo stesso Alechin nel 1937. La seconda guerra mondiale impedì l'organizzazione di ulteriori match, tanto che quando Alechin morì, nel 1946, era ancora campione. È sepolto nel Cimitero di Montparnasse.
[modifica] Scritti
Alechin ha scritto più di venti libri sugli scacchi.[21] Alcuni dei più conosciuti sono:
- # Alekhine, Alexander (1985). My Best Games of Chess 1908-1937. Dover. ISBN 0-486-24941-7. Originariamente pubblicato in due volumi, My Best Games of Chess 1908-1923 e My Best Games of Chess 1924-1937.
- Alekhine, Alexander (1968). The Book of the Hastings International Masters' Chess Tournament 1922. Dover. ISBN 0-486-21960-7.
- Alekhine, Alexander (1961). The Book of the New York International Chess Tournament 1924. Dover. ISBN 0-486-20752-8.
- Alekhine, Alexander (1962). The Book of the Nottingham International Chess Tournament. Dover. ISBN 0-486-20189-9.
- Alekhine, Alexander (1973). The World's Chess Championship, 1937. Dover. ISBN 0-486-20455-3.
Delle analisi di alcune partite, pubblicate dopo il 1938, sono state redatte da Edward Winter e pubblicate nel 1980 nel libro:
- Alekhine, Alexander & Edward Winter (1992). 107 Great Chess Battles 1939-1945. Dover. ISBN 0-486-27104-8.
[modifica] Riassunto dei risultati nelle varie competizioni
[modifica] Risultati dei tornei
Di seguito vengono elencati i piazzamenti e i punteggi di Alechin in alcuni tornei:[22][23][24][25][26][27][28][29]
- Notazione: + partite vinte; = partite patte; - partite perse.
| Data | Luogo | Piazzamento | Punteggio | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1907 | Mosca | 11–13 | 5½/15 | +5=1−9 | Suo fratello Alexei Alekhine pareggiò per il 4º-6º posto |
| 1908 | Mosca | 1 | ? | ? | Torneo Primaverile del Circolo di Mosca.[30] |
| 1908 | Düsseldorf | 3–4 | 9/13 | +8=2−3 | 16º Congresso DSB, Torneo A |
| 1908/09 | Mosca | 1 | 6½/9 | +5=3−1 | Torneo Autunnale del Circolo di Mosca |
| 1909 | San Pietroburgo | 1 | 13/16 | +12=2−2 | Torneo Russo Amatoriale |
| 1910 | Amburgo | 7–8 | 8½/16 | +5=7−4 | 17º Congresso DSB, vinse Schlechter |
| 1911 | Colonia | 1 | 3/3 | +3=0−0 | Quadrangolare |
| 1911 | Karlovy Vary | 8–9 | 13½/25 | +11=5−9 | Vinse Teichmann |
| 1912 | San Pietroburgo | 1–2 | 8/9 | +8=0-1 | Primo Torneo Invernale, una partita persa contro Vasily Osipovich Smyslov |
| 1912 | San Pietroburgo | 1 | 7/9 | +6=2−1 ? | Secondo Torneo Invernale, una partita persa contro Boris Koyalovich |
| 1912 | Stoccolma | 1 | 8½/10 | +8=1−1 | 8º Campionato Nordico, davanti a Spielmann |
| 1912 | Vilnius | 6–7 | 8½/18 | +7=3−8 | 7° Campionato Risso (Torneo Magistrale Russo), vinse Rubinstein |
| 1913 | San Pietroburgo | 1–2 | 2/3 | +2=0−1 | Quadrangolare, pareggio con Levenfish |
| 1913 | Scheveningen | 1 | 11½/13 | +11=1−1 | Davanti a Janowski |
| 1913/14 | San Pietroburgo | 1–2 | 13½/17 | +13=1−3 | 8° Campionato Russo (Torneo Magistrale Russo), pareggio con Nimzowitsch |
| 1914 | San Pietroburgo | 3 | 10-18 | +6=8-4 | Lasker 13½, Capablanca 13, Alechin 10, Tarrasch 8½, Marshall 8 |
| 1914 | Parigi | 1-2 | 2½/3 | +2=1−0 | Continentale Quadrangolare Cafe, pareggio con Marshall, terzo Muffang, quarto Hallegua |
| 1914 | Mannheim | Leader | 9½/11 | +9=1−1 | 19º Congresso DSB, interrotto dallo scoppo della I Guerra Mondiale |
| 1915 | Mosca | 1 | 10½/11 | +10=1−0 | Campionato del Circolo di Mosca |
| 1919/20 | Mosca | 1 | 11/11 | +11=0-0 | Campionato della Città di Mosca, non dichiarato Campionato di Mosca perché egli non era un residente a Mosca |
| 1920 | Mosca | 1 | 12/15 | +9=6−0 | Più tardi riconosciuto come il primo Campionato URSS |
| 1921 | Triberg | 1 | 7/8 | +6=2−0 | Davanti a Bogoljubov |
| 1921 | Budapest | 1 | 8½/11 | +6=5−0 | Davanti a Grünfeld |
| 1921 | L'Aia | 1 | 8/9 | +7=2−0 | Davanti a Tartakower |
| 1922 | Piešťany | 2-3 | 14½/18 | +12=5−1 | Pareggio con Spielmann, dietro a Bogoljubov |
| 1922 | Londra | 2 | 11½/15 | +8=7−0 | Capablanca 13, Alechin 11½, Vidmar 11, Rubinstein 10½ |
| 1922 | Hastings | 1 | 7½/10 | +6=3−1 | Rubinstein 7, Bogoljubov e Thomas 4½, Tarrasch 4, Yates 2½ |
| 1922 | Vienna | 3–6 | 9/14 | +7=4−3 | Vinse Rubinstein |
| 1923 | Margate | 2–5 | 4½/7 | +3=3−1 | Vinse Grünfeld |
| 1923 | Karlovy Vary | 1–3 | 11½/17 | +9=5−3 | Pareggio con Bogoljubov e Maróczy |
| 1923 | Portsmouth | 1 | 11½/12 | +11=1−0 | Davanti a Vajda |
| 1924 | New York | 3 | 12/20 | +6=12−2 | Lasker 16, Capablanca 14½, Alechin 12, Marshall 11, Réti 10½, Maróczy 10, Bogoljubov 9½ |
| 1925 | Parigi | 1 | 6½/8 | +5=3−0 | Davanti a Tartakower |
| 1925 | Berna | 1 | 4/6 | +3=2−1 | Quadrangolare |
| 1925 | Baden-Baden | 1 | 16/20 | +12=8−0 | Davanti a Rubinstein |
| 1925/26 | Hastings | 1–2 | 8½/9 | +8=1−0 | Pareggio con Vidmar |
| 1926 | Semmering | 2 | 12½/17 | +11=3−3 | Vinse Spielmann |
| 1926 | Dresda | 2 | 7/9 | +5=4−0 | Vinse Nimzowitsch |
| 1926 | Scarborough | 1 | 5½/6 | +5=1−0 | Alechin vinse un play-off contro Colle 2-0 |
| 1926 | Birmingham | 1 | 5/5 | +5=0−0 | Davanti a Znosko-Borovskij |
| 1926 | Buenos Aires | 1 | 10/10 | +10=0−0 | Davanti a Villegas e Illa |
| 1927 | New York | 2 | 11½/20 | +5=13−2 | Capablanca 14, Alechin 11½, Nimzowitsch 10½, Vidmar 10, Spielmann 8, Marshall 6 |
| 1927 | Kecskemét | 1 | 12/16 | +8=8−0 | Davanti a Nimzowitsch e Steiner |
| 1929 | Bradley Beach | 1 | 8½/9 | +8=1−0 | Davanti a Steiner |
| 1930 | Sanremo | 1 | 14/15 | +13=2−0 | Nimzowitsch 10½, Rubinstein 10, Bogoljubov 9½, Yates 9 |
| 1931 | Nizza | 1 | 6/8 | +4=4−0 | Riunione del torneo |
| 1931 | Bled | 1 | 20½/26 | +15=11−0 | Bogoljubov 15, Nimzowitsch 14, Flohr, Kashdan, Stoltz e Vidmar 13½ |
| 1932 | Berna | 1–3 | 2/3 | +2=0−1 | Quadrangolare, pareggio con Voellmy e Naegeli |
| 1932 | Berna | 1 | 12½/15 | +11=3−1 | Campionato Svizzero (titolo assegnato a Hans Johner e Paul Johner) |
| 1932 | Londra | 1 | 9/11 | +7=4−0 | Davanti a Flohr |
| 1932 | Pasadena | 1 | 8½/11 | +7=3−1 | Davanti a Kashdan |
| 1932 | Città del Messico | 1-2 | 8½/9 | +8=1−0 | Pareggio con Kashdan |
| 1933 | Parigi | 1 | 8/9 | +7=2−0 | Davanti a Tartakower |
| 1933/34 | Hastings | 2 | 6½/9 | +4=5−0 | Flohr 7, Alechin e Lilienthal 6½, C.H.O'D. Alexander e Eliskases 5 |
| 1934 | Rotterdam | 1 | 3/3 | +3=0−0 | Quadrangolare |
| 1934 | Zurigo | 1 | 13/15 | +12=2−1 | Campionato Svizzero (titolo assegnato a Hans Johner) |
| 1935 | Örebro | 1 | 8½/9 | +8=1−0 | Davanti a Lundin |
| 1936 | Bad Nauheim | 1-2 | 6½/9 | +4=5−0 | Pareggio con Keres |
| 1936 | Poděbrady | 2 | 12½/17 | +8=9−0 | Vinse Flohr |
| 1936 | Nottingham | 6 | 9/14 | +6=6−2 | Botvinnik e Capablanca 10, Euwe, Fine e Reshevsky 9½ |
| 1936 | Amsterdam | 3 | 4½/7 | +3=3−1 | Vinsero Euwe e Fine |
| 1936 | Amsterdam | 1-2 | 2½/3 | +2=1−0 | Quadrangolare, pareggio con Landau |
| 1936/37 | Hastings | 1 | 8/9 | +7=2−0 | Fine 7½, Eliskases 5½, Vidmar e Feigins 4½ |
| 1937 | Margate | 3 | 6/9 | +6=0−3 | Keres e Fine pareggiarono ai posti 1-2 |
| 1937 | Ķemeri | 4-5 | 11½/17 | +7=9−1 | Flohr, Petrovs e Reshevsky pareggiarono ai posti 1-3 |
| 1937 | Bad Nauheim | 2-3 | 3½/6 | +3=1−2 | Quadrangolare, vinse Euwe, gli altri giocatori erano Bogoljubov e Sämisch |
| 1937 | Nizza | 1 | 2½/3 | +2=1−0 | Quadrangolare |
| 1938 | Montevideo | 1 | 13/15 | +11=4−0 | Davanti a Guimard |
| 1938 | Margate | 1 | 7/9 | +6=2−1 | Davanti a Spielmann |
| 1938 | Paesi Bassi (dieci città) | 4-6 | 7/14 | +3=8−3 | Torneo AVRO; Keres e Fine 8½, Botvinnik 7½, Alechin, Euwe e Reshevsky 7, Capablanca 6 |
| 1939 | Montevideo | 1 | 7/7 | +7=0−0 | Davanti a Golombek |
| 1939 | Caracas | 1 | 10/10 | +10=0−0 | |
| 1941 | Monaco di Baviera | 2-3 | 10½/15 | +8=5−2 | Pareggio con Lundin, dietro a Stoltz |
| 1941 | Cracovia, Varsavia | 1-2 | 8½/11 | +6=5−0 | Pareggio con Schmidt |
| 1941 | Madrid | 1 | 5/5 | +5=0−0 | |
| 1942 | Salisburgo | 1 | 7½/10 | +7=1−2 | Davanti a Keres |
| 1942 | Monaco di Baviera | 1 | 8½/11 | +7=3−1 | 1º Campionato Europeo; davanti a Keres |
| 1942 | Varsavia, Lublino, Cracovia | 1 | 7½/11 | +6=3−1 | Davanti a Junge |
| 1942 | Praga | 1-2 | 8½/11 | +6=5−0 | Pareggio con Junge |
| 1943 | Praga | 1 | 17/19 | +15=4−0 | Davanti a Keres |
| 1943 | Salisburgo | 1-2 | 7½/10 | +5=5−0 | Pareggio con Keres |
| 1944 | Gijón | 1 | 7½/8 | +7=1−0 | |
| 1945 | Madrid | 1 | 8½/9 | +8=1−0 | |
| 1945 | Gijón | 2-3 | 6½/9 | +6=1−2 | Pareggio con Medina, dietro a Rico |
| 1945 | Sabadell | 1 | 7½/9 | +6=3−0 | |
| 1945 | Almería | 1-2 | 5½/8 | +4=3−1 | Pareggio con Lopez Nunez |
| 1945 | Melilla | 1 | 6½/7 | +6=1−0 | |
| 1945 | Cáceres | 2 | 3.5/5 | +3=1−1 | Vinse Lupi |
[modifica] Risultati delle competizioni individuali
Di seguito vengono elencati i risultati di Alechin di alcune competizioni individuali:[22][24]
- Notazione: + partite vinte; = partite patte; - partite perse.
| Data | Avversario | Risultato | Luogo | Punteggio | Note | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1908 | Curt von Bardeleben | Vinta | Düsseldorf | 4½/5 | +4=1−0 | |
| 1908 | Hans Fahrni | Patta | Monaco di Baviera | 1½/3 | +1=1−1 | |
| 1908 | Vladimir Nenarokov | Persa | Mosca | 0/3 | +0=0−3 | |
| 1913 | Stepan Levitsky | Vinta | San Pietroburgo | 7/10 | +7=0−3 | |
| 1913 | Edward Lasker | Vinta | Parigi, Londra | 3/3 | +3=0−0 | |
| 1913 | José Raúl Capablanca | Persa | San Pietroburgo | 0/2 | +0=0−2 | Incontro d'esibizione |
| 1914 | Aron Nimzowitsch | Patta | San Pietroburgo | 1/2 | +1=0−1 | Play-off |
| 1916 | Alexander Evenson | Vinta | Kiev | 2/3 | +2=0−1 | |
| 1918 | Abram Rabinovich | Vinta | Mosca | 3½/4 | +3=1−0 | |
| 1918 | Boris Verlinsky | Vinta | Odessa | 6/6 | +6=0−0 | |
| 1920 | Nikolay Pavlov-Pianov | Patta | Mosca | 1/2 | +1=0−1 | Incontro d'allenamento |
| 1921 | Nikolai Grigoriev | Vinta | Mosca | 4½/7 | +2=5−0 | Incontro d'allenamento |
| 1921 | Efim Bogoljubov | Patta | Triberg | 2/4 | +1=2−1 | Incontro d'allenamento "segreto" |
| 1921 | Richard Teichmann | Patta | Berlino | 3/6 | +2=2−2 | |
| 1921 | Friedrich Sämisch | Vinta | Berlino | 2/2 | +2=0−0 | |
| 1922 | Ossip Bernstein | Vinta | Parigi | 1½/2 | +1=1−0 | |
| 1922 | Arnold Aurbach | Vinta | Parigi | 1½/2 | +1=1−0 | |
| 1922 | Manuel Golmayo Torriente | Vinta | Madrid | 1½/2 | +1=1−0 | |
| 1923 | André Muffang | Vinta | Parigi | 2/2 | +2=0−0 | |
| 1926 | Edgar Colle | Vinta | Scarborough | 2/2 | +2=0−0 | Play-off |
| 1926/27 | Max Euwe | Vinta | Amsterdam | 5½/10 | +3=5−2 | |
| 1927 | José Raúl Capablanca | Vinta | Buenos Aires | 18½/34 | +6=25−3 | Alechin divenne campione del mondo |
| 1927 | Charles Jaffe | Vinta | New York | 2/2 | +2=0−0 | Incontro d'esibizione |
| 1929 | Efim Bogoljubow | Vinta | Wiesbaden, Berlino, Amsterdam | 15½/25 | +11=9−5 | Titolo conservato |
| 1933 | Rafael Cintron | Vinta | San Juan | 4/4 | +4=0−0 | Incontro d'esibizione |
| 1933 | Ossip Bernstein | Patta | Parigi | 2/4 | +1=2−1 | |
| 1934 | Efim Bogoljubow | Vinta | Baden-Baden, Villingen, Pforzheim, Bayreuth, Kissingen, Berlino | 15½/25 | +8=15−3 | Titolo conservato |
| 1935 | Max Euwe | Persa | Amsterdam, L'Aia, Utrecht | 14½/30 | +8=13−9 | Titolo perduto |
| 1937 | Max Euwe | Vinta | Rotterdam, Haarlem, Leiden, Zwolle, Amsterdam, Delft, L'Aia | 15½/25 | +10=11−4 | Titolo riconquistato |
| 1937 | Max Euwe | Persa | L'Aia | 2/5 | +1=2−2 | Incontro d'esibizione |
| 1941 | Lopez Esnaola | Vinta | Vitoria | 2/2 | +2=0−0 | |
| 1943 | Efim Bogoljubow | Patta | Varsavia | 1/2 | +1=0−1 | |
| 1944 | Ramón Rey Ardid | Vinta | Zaragoza | 2½/4 | +1=3−0 | |
| 1946 | Francisco Lupi | Vinta | Estoril | 2½/4 | +2=1−1 | |
[modifica] Risultati delle Olimpiadi degli Scacchi
Di seguito vengono elencati i risultati di Alechin alle Olimpiadi degli Scacchi. Giocò come Capitano della Francia in tutti questi eventi.
- Notazione: + partite vinte; = partite patte; - partite perse.
| Data | Luogo | Numero | Punteggio | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1930 | Amburgo | 3 | 9/9 | +9=0−0 | Alechin vinse il premio di bellezza per la sua partita contro Gideon Ståhlberg (Svezia). Non vinse una medaglia perché i vincitori delle medaglie giocarono ciascuno 17 partite.[2] |
| 1931 | Praga | 4 | 13½/18 | +10=7−1 | Alechin vinse la medaglia d'oro per il 1º posto. La sua sconfitta contro Hermanis Matisons (Lettonia) fu la sua prima sconfitta in un serio evento di scacchi dopo la vittoria del campionato del mondo.[3] |
| 1933 | Folkestone | 5 | 9½/12 | +8=3−1 | Alechin vinse la medaglia d'oro per il 1º posto. La sua sconfitta contro Savielly Tartakower (Polonia) fu la sua seconda ed ultima sconfitta subita durante le Olimpiadi.[4] |
| 1935 | Varsavia | 6 | 12/17 | +7=10−0 | Alechin vinse la medaglia d'argento per il 1º posto (Salo Flohr, cecoslovacco, si aggiudicò la medaglia d'oro con il punteggio di 13/17).[5] |
| 1939 | Buenos Aires | 8 | 7½/10 (12½/16) | +9=7−0 | Alechin vinse la medaglia d'argento per il 1º posto (José Raúl Capablanca, cubano, si aggiudicò la medaglia d'oro con il punteggio 8½/11). Solo le partite nelle fasi finale vennero contate per assegnare le medaglia. Il primo punteggio è per la fase finale, quello in parentesi è il punteggio totale di Alechin.[6] |
[modifica] Note
- ^ Quando divenne un cittadino Francese, "Alekhine" diventò il modo corretto di pronunciare il suo nome nell'alfabeto Latino. Si arrabbiò quando i Russi a volte lo pronunciavano "Al-YOH-khin"[aˈlʲɔxin], che egli considerava come una distorsione Yiddish del suo nome, ed insistette nel dire che la corretta pronuncia Russa fosse "Al-YEH-khin". Vedi Kmoch, H.. Grandmasters I Have Known: Alexander Alexandrovich Alekhine (PDF), pp. 2, 5. URL consultato il 30 maggio 2010. Gli altri componenti della sua famiglia pronunciano il nome di famiglia [aˈlʲɔxin]. Alekhine è la più comune trascrizione linguistica del suo nome nei testi Inglesi, ed anche in Francese, Catalano, Portoghese, Gallico, Turco. Esistono molte altre trascrizioni in altre lingue: Aljechin in Tedesco, Danese, Olandese, Ceco; Aljehin in Ungherese, Croato, Sloveno; Alejin in Spagnolo; Alechin in Italiano, Polacco, Slovacco, Svedese; Alekhin in Norvegese; Alehhin in Estone; Alehin in Rumeno, Finnico; Aļehins in Lettone; Alechinas o Aliochinas in Lituano.
- ^ a b 3rd Chess Olympiad: Hamburg 1930. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ a b 4th Chess Olympiad: Prague 1931. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ a b 5th Chess Olympiad: Folkestone 1933. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ a b 6th Chess Olympiad: Warsaw 1935. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ a b 8th Chess Olympiad: Buenos Aires 1939. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ ALEXANDER ALEKHINE (1892-1946) by Bill Wall. URL consultato il 24 luglio 2008. (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2009)
- ^ Litmanowicz, Władysław & Giżycki, Jerzy (1986). Szachy od A do Z. Wydawnictwo Sport i Turystyka, Warszawa. pp. 16 (Polish edition).
- ^ Chess Notes Archive 28 - "When was Alekhine born?". URL consultato il 20 maggio 2008.
- ^ Kotov Alexander Alexandrovich (1973). Alexander Alekhine. Fizkultura i sport. pp. 8 (Russian edition).
- ^ Denker 1995
- ^ Biography of Alexander Alekhinen on supreme-chess.com. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ Biography of Alexander Alekhine on chessgames.com. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ Scacchierando.net
- ^ Venne pagato cinque rubli a lezione. Duž-Chotimirskij raccontò poi, spiritosamente, che certamente quelle lezioni furono la causa dei pur pochi difetti del gioco di Alechin. Citato in A. Kotov, Alekhine, Barcellona, 1975, p. 10
- ^ A. Kotov, cit., pp. 14-15
- ^ Il 16 novembre del 1920 la Rüegg ottenne un'intervista da Lenin
- ^ Nel passaporto di Alechin risulta la nota: «Il Commissariato Nazionale degli Affari Esteri autorizza il cittadino Alechin Aleksandr Aleksandrovič a passare in Lettonia dal posto di frontiera di Soboš». In A. Kotov, cit., p. 17
- ^ Nikolai Grigorjev, in A. Kotov, cit., p. 57
- ^ In A. Kotov, cit., pp. 61-63
- ^ Wall, W.. Alekhine's Writings. URL consultato il 20 maggio 2008. (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2009)
- ^ a b Wall, W. "Alexander Alekhine (1892 - 1946)" Archiviato dall'originale il 25-10-2009. Consultato il 20-5-2008
- ^ Fine 1952
- ^ a b Alekhine 1985
- ^ da Nobrega, A.W. and Goeller, M.. Frank James Marshall: Tournament and Match Record. The Frank James Marshall Electronic Archive and Museum, 2002. URL consultato il 20 maggio 2008.
- ^ Alekhine's Results at www.chessclub.demon.co.uk. chessclub.demon.co.uk. URL consultato il 20 maggio 2008.
- ^ Alekhine's results at chessmetrics.com. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ La grande storia degli scacchi. URL consultato il 23 maggio 2008.
- ^ http://www.geocities.com/al2055Km/index.html RUSBASE. Archived 2009-10-24.
- ^ L'Alexander Alekhine chess games dà quattro partite winte da Alechin e pubblicate nel 1938, gli autori scrivono:
« Alekhine ha vinto questo evento, ma non si conoscono né i risultati dettagliati né la lista completa dei partecipanti. »
[modifica] Bibliografia
- Alekhine, Alexander (1980). 107 Great Chess Battles. Oxford University Press. ISBN 978-0-19-217590-8. Questa è una collezione delle partite annotate da Alekhine, pubblicate molto dopo la sua morte.
- Alekhine, Alexander (1985). My Best Games of Chess 1908-1937. Dover. ISBN 0-486-24941-7. Questa ristampa del 1985 è composta da due volumi separati pubblicati originariamente nel 1929 e 1937, uniti poi per formare questo volume unico.
- Botvinnik, M. Michail (1951). One hundred selected games. Bell. ASIN B000PZU8S4.
- Chernev, Irving (1995). Twelve Great Chess Players and Their Best Games. New York: Dover. pp. 163–180. ISBN 0-486-28674-6.
- Donaldson, John W.; Minev, Nikolay (1992). Alekhine in the Americas. Seattle, Washington: International Chess Enterprises. ISBN 978-1-879479-06-7.
- Denker, Arnold; Parr, Larry (1995). The Bobby Fischer I Knew And Other Stories. Hypermodern Press. ISBN 978-1-886040-18-2.
- Elo, Arpad E. (1978). The Rating of Chessplayers, Past and Present. Batsford. ISBN 978-0-7134-1860-6.
- Fine, Reuben (1952). The World's Great Chess Games. Courier Dover Publications. ISBN 0-486-24512-8
- Gillam, Anthony J.; Swift, A.J. (2001). 1st European championship Munich 1942. The Chess Player. ISBN 1-901034-46-1.
- Hooper, David; Whyld, Kenneth (1984). The Oxford Companion to Chess. Oxford University Press. ISBN 0-19-217540-8.
- Kalendovský, Jan; Fiala, Vlastimil (1992). Complete Games of Alekhine: Volume I, 1892-1921. Moravian Chess. ISBN 80-85476-10-X.
- Kasparov, Garry (2003). Garry Kasparov on My Great Predecessors: Part 1. Everyman Chess. ISBN 1-85744-330-6.
- Keene, Raymond; Divinsky, Nathan (1989) Warriors of the Mind. Batsford. ISBN 978-0-9513757-0-9.
- Khalifman, Alexander (2002). Alexander Alekhine: Games 1902-1922. Chess Direct. ISBN 978-954-8782-21-0.
- Khalifman, Alexander (2002). Alexander Alekhine: Games 1923-1934. Chess Direct. ISBN 954-8782-23-5.
- Khalifman, Alexander (2002). Alexander Alekhine: Games 1935-1946. Chess Stars. ISBN 978-954-8782-25-8.
- Kotov, Alexander; Yudovich, Y. (1958). The Soviet School of Chess. Hardinge Simpole (2002 edition). ISBN 978-1-84382-007-9.
- Kotov, Alexander (1975). Alexander Alekhine. R.H.M. Press. ISBN 0-89058-007-3.
- Münninghoff, Alexander (2001). Max Euwe: The Biography. New in Chess. ISBN 978-1-58863-002-5.
- Réti, Richard (1923). Modern Ideas in Chess. Hardinge Simpole. ISBN 1-84382-015-3.
- Reinfeld, Fred (1942). The Immortal Games of Capablanca. Dover Publishers.
- Reshevsky, Samuel (1976). Great Chess Upsets. Arco. ISBN 978-0-668-03493-7.
- Soloviov, Sergei (2004). Bogoljubow, the Fate of a Chess Player. Chess Stars. ISBN 978-954-8782-38-8.
- Saidy, Anthony; Lessing, Norman (1974). The World of Chess. Random House. ISBN 0-394-48777-X.
- Soltis, Andrew (1994). Frank Marshall, United States Chess Champion. McFarland. ISBN 978-0-89950-887-0.
- Soltis, Andrew (2002). Chess Lists. McFarland. ISBN 978-0-7864-1296-9.
- Winter, Edward (1981). World Chess Champions. Pergamon. ISBN 0-08-024094-1.
- Winter, Edward (1999). Kings, Commoners and Knaves: Further Chess Explorations. Russell Enterprises. ISBN 1-888690-04-6.
- Winter, Edward (2003). A Chess Omnibus. Russell Enterprises. ISBN 1-888690-17-8.
[modifica] Voci correlate
- Campionato del mondo di scacchi 1927
- Campionato del mondo di scacchi 1929
- Campionato del mondo di scacchi 1935
- Campionato del mondo di scacchi 1937
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Aleksandr Aleksandrovič Alechin
Wikiquote contiene citazioni di o su Aleksandr Aleksandrovič Alechin
[modifica] Collegamenti esterni
- Biografia e 1.900+ partite di Alechin su Chessgames.com
- Raccolta delle migliori partite di Alekhine
- Raccolta di 50+ partite alla cieca di Alekhine
- Alekhine rare interview (sound clip)
- Hans Kmoch talks about Alekhine
- Alekhine's death. An unresolved mystery
- Edward Winter, List of Books About Capablanca and Alekhine
| Predecessore: | Campione del mondo di scacchi | Successore: |
|---|---|---|
| José Raúl Capablanca | 1927 - 1935 | Max Euwe |
| Predecessore: | Campione del mondo di scacchi | Successore: |
|---|---|---|
| Max Euwe | 1937 - 1946 | Michail Botvinnik |