Alessandro Romani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alessandro Romani (Roma, 18 luglio 1974Farah, 17 settembre 2010) è stato un militare italiano, tenente incursore nel 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alessandro Romani inizia la sua carriera militare nel gennaio 1995 quando viene ammesso al 159º corso allievi ufficiali di complemento della Scuola militare di fanteria e cavalleria di Cesano (Roma). Inquadrato tra gli aspiranti paracadutisti, dopo cinque mesi di corso viene assegnato alla Brigata paracadutisti Folgore. Consegue il brevetto militare a Pisa nel settembre 1995 e successivamente inizia il servizio di prima nomina a Livorno presso il 187º Reggimento, II Battaglione Tarquinia. Alla Caserma "Vannucci", il giovane sottotenente Romani rimane tre anni. Effettivo presso la V Compagnia Pipistrelli, Alessandro matura esperienza e professionalità partecipando a diverse missioni internazionali (Bosnia, Albania).

Dopo il congedo, Romani impiega poco tempo a rientrare nell'Esercito approdando come allievo maresciallo alla Scuola sottufficiali di Viterbo nel 1998, avendone vinto il concorso per il 1º Corso[1]. Fin dall'inizio domanda di entrare nella forze speciali e con il grado di maresciallo, nel marzo 2001, viene mandato al 186º Reggimento paracadutisti "Folgore" di Siena ed inquadrato nella 13ª Compagnia Paracadutisti Condor del 5º Battaglione El Alamein in attesa del corso 80b (attualmente corso O.B.O.S., acronimo di Operatore Basico Operazioni Speciali).

Rimane a Siena per circa 10 mesi prima di approdare al 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" dove, nel 2003, consegue la qualifica di incursore paracadutista.

Partecipa a diverse missioni in Iraq ed Afghanistan. Diviene sottotenente nel 2006 partecipando e vincendo il concorso annuale per ufficiali rs. Viene promosso al grado di tenente nel 2008 per anzianità di servizio.

Elemento della Task Force 45, unità composta da forze speciali degli eserciti Nato dislocata in Afghanistan, il 17 settembre 2010, insieme al distaccamento operativo di cui fa parte, viene elitrasportato nella zona di Bakwah, provincia di Herat, per catturare dei terroristi Afghani individuati da un drone predator mentre piazzano un ordigno sotto il ponte di una strada.

Ferito ad una spalla nello scontro a fuoco che ne consegue, muore poche ore dopo all'ospedale Role 2 di Farah per arresto cardiocircolatorio dovuto alle ferite riportate.

È la trentesima vittima italiana in Afghanistan dall'inizio della missione nel 2004.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il 29 luglio 2011 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Medaglia d'oro al valore dell'Esercito alla memoria, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valore dell'Esercito alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore dell'Esercito alla memoria
«Incursore e soccorritore militare, interveniva, con la sua unità, nel tentativo di catturare degli insorti intenti a posizionare un ordigno esplosivo sul ciglio di una strada. Dimostrando spiccato coraggio e somma perizia, nel corso dell'azione esponeva scientemente la propria vita a manifesto rischio per contrastare la reazione ostile. Gravemente ferito, negli ultimi istanti di vita anteponeva il dovere alla propria incolumità, preoccupandosi del buon esito della missione e delle condizioni di salute dei suoi uomini. Splendida figura di ufficiale che, con il proprio estremo sacrificio, ha dato lustro all'Esercito nel contesto internazionale. Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010 »
— (Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010)[2]


Il 23 dicembre 2010 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito della Croce d'Onore alla memoria, con la seguente motivazione:

Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all'estero
«Giovane Ufficiale del nono° Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin", animato da straordinarie qualità morali e professionali, corroborate da una grande esperienza nello specifico settore, comandato in missione di pace in teatro afgano, si prodigava, con rara perizia ed estrema efficacia, nell'assolvimento dei propri compiti. Il 17 settembre 2010, impegnato in un'operazione finalizzata alla cattura di elementi ostili, individuati in precedenza nell'atto di occultare un ordigno esplosivo rudimentale, ingaggiava con questi, unitamente alla propria unità, un violento conflitto a fuoco. Colpito gravemente al torace, periva a seguito delle ferite riportate, immolando la propria vita. Chiaro esempio di attaccamento al servizio ed altissimo senso del dovere spinto sino all'estremo sacrificio. Bakwa (Afghanistan), 17 settembre 2010 »
— (Farah (Afghanistan), 17 settembre 2010)[3]

Commemorazione[modifica | modifica sorgente]

Stemma del CXLIII Corso ANPd'I "Cap. Par. Inc. Alessandro Romani"

In suo onore è stato intitolato dalla sezione A.N.P.d'I (Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia) di Roma un corso di paracadutismo, tenuto da istruttori paracadutisti congedati dalla Brigata Paracadutisti Folgore, seguendo il programma previsto e attuato dal C.A.PAR. (Centro Addestramento Paracadutisti) di Pisa. Tale corso è il CXLIII "Cap. Par. Inc. Alessandro Romani" che è stato portato a compimento, con il conseguimento del brevetto militare di abilitazione al lancio con paracadute, in dicembre 2010. Inoltre, il 52º Corso Forward Air Controller (F.A.C.), tenutosi presso la Scuola di Aerocoperazione di Guidonia (Roma) e l'Aeroporto di Decimomannu (CA) nell'ottobre 2010, fu intitolato alla valorosa memoria di Alessandro.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Archivio Corsi ANPd'I Roma - CXLIII Corso [1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Era dello stesso corso ufficiali rs di Antonio Fortunato, paracadutista della Folgore caduto sempre in Afghanistan esattamente un anno prima, il 17 settembre 2009 nell'attentato di Kabul.
  2. ^ Motivazione della medaglia dal sito del Quirinale
  3. ^ Motivazione della medaglia dal sito del Quirinale

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]