Alessandro Galli da Bibbiena

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Alessandro Galli da Bibiena in una stampa d'epoca

Alessandro Galli da Bibbiena, detto da Bibiena o Alessandro Bibiena (Parma, 15 ottobre 1686Mannheim, 5 agosto 1748), è stato un architetto, pittore e scenografo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Appartenne alla famosa famiglia di artisti dei Galli da Bibbiena (originari appunto del paese toscano di Bibbiena) che dominò la scena teatrale delle grandi corti europee nel XVII e soprattutto nel XVIII secolo.

Fu figlio promogenito di Ferdinando Galli da Bibbiena e fratello di Giuseppe Galli da Bibbiena. Si formò come artista con il padre e lavorò con lui e con i fratelli in Spagna (Barcellona) dal 1708 e a Vienna dal 1711. Tra il 1716 ed il 1717 lavorò a Innsbruck (scenografie per il teatro di corte: Tigrane, 1715; Radamisto, 1716) e poi per l'Elettore Palatino a Neuburg (scenografie per Crudeltà consuma amore, 1717) ed a Heidelberg (apparati effimeri per la cappella di corte 1717); tra il 1718 ed il 1719 con il padre dipinse le scene per il Teatro della Fortuna di Fano.

Oltre che come scenografo, nella scia della tradizione familiare, fu attivo anche come architetto e pittore e nel 1719 divenne architetto e scenografo di corte dell'Elettore Palatino e si trasferì a Mannheim nuova capitale del principato. La sua presenza contribuì alla diffusione del barocco ed alla nascita del rococò in Germania insieme a numerosi altri artisti, compresi i suoi fratelli, ed artigiani attivi nelle varie corti dei piccoli stati tedeschi.

Fu direttore generale delle costruzioni, intendente teatrale ed insignito di titolo nobiliare ereditario[1].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Dal 1719 lavorò costantemente al servizio della corte, prima per l'Elettore Carlo Filippo e poi per il successore Carlo Teodoro. Ebbe come allievo, collaboratore e continuatore Francesco Guglielmo Roballiati. Le sue opere maggiori di architettura furono:

  • L'ala destra del palazzo (o castello) dell'Elettore a Mannheim.
  • L'ampliamento del castello di Schwetzingen, residenza estiva dell'elettore (1719-1755); l'ampliamento comprendeva grandiose "orangeries".
  • Il teatro dell'opera di Mannheim (1737 e il 1741), situato presso il palazzo; per tale teatro disegnò anche delle scenografie; l'edificio andò bruciato per cause belliche nel 1795.
  • La Kaufhaus (Palazzo della Mercanzia) a Mannheim (1736-1746), costruita su volontà del sovrano che voleva incoraggiare il commercio con l'estero, in posizione dominante sulla Paradeplatz. Fu distrutta nel corso della seconda guerra mondiale.
  • La chiesa ed il collegio dei gesuiti a Mannheim (1733-1760) nei pressi del palazzo elettorale, ricostruita nel dopoguerra a causa dei numerosi danni subiti nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giuseppe De Logu, L'architettura italiana del Seicento e del Settecento, Dedalo edizioni, Bari 1980, p. 156

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aa.Vv., I Galli Bibiena: una dinastia di architetti e scenografi, (a cura di) Deanna Lenzi, Wanda Bergamini, Editore Accademia Galli Bibiena, Bibbiena 1997
  • Jadranka Bentini, Deanna Lenzi, I Bibiena: una famiglia europea, Marsilio, Venezia 2000
  • Alexandra Glanz, Harald Zielske, Alessandro Galli-Bibiena (1686-1748), inventore delle scene und premier architecteur am kurpfälzischen Hof in Mannheim: ein Beitrag zur Bibiena-Forschung, Volume 69 di Schriften der Gesellschaft für Theatergeschichte, Berlin, Gesellschaft für Theatergeschichte, Berlino 1991

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 20482743 LCCN: nr/90/23354