Alessandrino (metrica)

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Nella metrica francese e provenzale, l'alessandrino è un verso composto da un doppio esasillabo (hexasyllabe). Nella metrica italiana all'esasillabo corrisponde il settenario, e quindi l'alessandrino, detto anche "martelliano", è un doppio settenario.

Indice

[modifica] Storia

L'alessandrino deve il suo nome al poema francese Roman d'Alexandre di Alessandro di Bernay, della fine del XII secolo, dove questo tipo di verso venne utilizzato per la prima volta (esempio: Li pui de Tus sunt haut envers le ciel tout droit); la denominazione di «Alexandrin» in Francia risale tuttavia al XIV secolo. Il verso alessandrino, diffuso nella letteratura d'oïl fu accolto nell'Italia settentrionale nel Duecento in un poemetto didascalico di autore anonimo veneto, Proverbia quae dicuntur super natura feminarum, dove lo si ritrova in quartine monorime col primo emistichio sdrucciolo, sebbene non costantemente; fu poi utilizzato da Uguccione da Lodi, Giacomino da Verona, e Bonvesin de la Riva; presto si estese al Centro e al Sud dell'Italia e soprattutto fra i poeti della Scuola siciliana.

In Francia l'alexandrin classique (alessandrino classico), formato da due emistichi di senari con forte cesura, venne utilizzato nel XVI secolo dai poeti del La Pléiade e dai grandi drammaturghi; l'uso della cesura venne teorizzato così da Boileau:

« Que toujours dans vos vers || le sens, coupant les mots
Suspende l'hémistiche, || en marque le repos. »
(Nicolas Boileau, L'Art poétique, Chant I)

Nel XVIII secolo Pier Jacopo Martello lo introdusse nella poesia drammatica in lingua italiana, sull'esempio di quanto era avvenuto in quella in lingua francese nel secolo precedente; proprio dal Martello deriva il nome di "martelliano" assunto dall'alessandrino nella letteratura italiana. In epoca moderna l'alessandrino verrà usato, fra gli altri, da Giosue Carducci, Guido Gozzano ed Eugenio Montale, quest'ultimo per es. in Voce giunta con le folaghe (Poiché la via percorsa, se mi volgo, è più lunga). In Francia, l'alessandrino libero (alexandrin libéré) con la cesura inserita dopo la sesta venne usato dai simbolisti francesi, soprattutto da Verlaine e darà il via in Europa al verso libero.

[modifica] Esempi

Un esempio di metro alessandrino utilizzato da un poeta della Scuola siciliana del XIII secolo lo si trova nel Contrasto di Cielo d'Alcamo, che è formato da tre versi alessandrini monorima composti ciascuno da settenario sdrucciolo e da un settenario piano, seguiti con due endecasillabi a rima baciata:

«Rosa fresca aulentis[s]ima || ch'apari inver' la state,
le donne ti disiano, || pulzell' e maritate:
tràgemi d'este focora, || se t'este a bolontate;
per te non ajo abento notte e dia,
penzando pur di voi, madonna mia»

(Cielo d'Alcamo, Rosa fresca aulentissima)

Esempi di settenari doppi (versi "martellini") di Pier Jacopo Martello:

«Tu morrai, Parricida. || Chi mi ritien la destra?
Vivrà dunque impunito || chi uccisa ha Clitennestra?
No; fuggi invano, invano || teco hai l'Erinni al fianco;
Te seguirò agli abissi; || ma all'uopo il piè vien manco»

(Pier Jacopo Martello, Ifigenia in Tauride, Atto I, scena I)

In "Sui campi di Marengo", Giosue Carducci dispone i doppi settenari piani in quartine con rima AABB:

Su i campi di Marengo || batte la luna; fosco
Tra la Bormida e il Tanaro || s'agita e mugge un bosco;
Un bosco d'alabarde, || d'uomini e di cavalli,
Che fuggon d'Alessandria || da i mal tentati valli.

D'alti fuochi Alessandria || giù giù da l'Apennino
Illumina la fuga || del Cesar ghibellino:
I fuochi de la lega || rispondon da Tortona,
E un canto di vittoria || ne la pia notte suona

(Giosue Carducci, "Sui campi di Marengo", Rime nuove)

Ai primi del '900, in epoca moderna quindi, Guido Gozzano ha utilizzato settenari doppi con rime interne ed esterne incrociate (aBbA):

«Tra le bande verdi gialle || d'innumeri ginestre
la bella strada alpestre || scendeva nella valle.

Andavo con l'Amica, || recando nell'ascesa
la triste che già pesa || nostra catena antica;

quando nel lento oblio, || rapidamente in vista
apparve una ciclista || a sommo del pendio.»

(Guido Gozzano, "Le due strade", La via del rifugio)

[modifica] Bibliografia

  • Giorgio Bertone, "Alessandrino" in Breve dizionario di metrica italiana, Torino : Einaudi, 1999

[modifica] Collegamenti esterni

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