Alessandra Celletti (pianista)

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Alessandra Celletti
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica minimalista
Musica classica
Periodo di attività 1990 – in attività
Strumento Pianoforte
Compositrice
Etichetta Bleriot/Kha/LTM/Transparency
Album pubblicati 17
Studio 17
Sito web

Alessandra Celletti (Roma, 6 giugno 1966) è una pianista e compositrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la propria carriera artistica nel 1993, operando prevalentemente in ambito classico e classico moderno. È autrice del lavoro "Chi mi darà le ali[1]" (2006), con un repertorio che include composizioni di Debussy, Ravel e Satie [2]; ma anche Gurdjieff, Scott Joplin e Philip Glass.

Come compositrice nel 2007 pubblica l'album "The Golden Fly". Nel 2008 pubblica il lavoro “Way Out”[3] per l'etichetta inglese LTM Recordings; si tratta di 16 brani nei quali le sonorità del pianoforte si fondono alla ritmica della batteria.

Continua la propria ricerca stilistica attraverso collaborazioni fra le quali quelle con il gruppo etno-rock Agricantus, con Paulina Wallenberg Olsson, col sassofonista Nicola Alesini, il compositore Mark Tranmer (aka GNAC) con il quale pubblica l'album "The Red Pages".

Con Hans-Joachim Roedelius pubblica "Sustanza di cose sperata", lavoro registrato interamente in studio nell'inverno del 2009, pubblicato dall'etichetta statunitense Transparency. Nello stesso periodo, esce "Alessandra Celletti plays Baldassarre Galuppi", album dedicato a sei sonate di Baldassare Galuppi, autore veneto del Settecento, sezionando sei sonate originariamente composte per clavicembalo.

Il poeta Beppe Costa utilizza suoi brani per i propri recital e spettacoli di poesia.[4].

Nel 2011 si dedica a un progetto per la casa editrice Transeuropa: dalle pagine dimenticate e frammentate di “W.C.”, inedito dello scrittore surrealista Georges Bataille, trae ispirazione per la composizione di dodici tracce nell'album “W.C. Georges Bataille” (libro + CD).

Nel 2011 pubblica l'album Grazy Girl Blue (Transparency, 2011), presentato a marzo 2012 al palazzo del Quirinale per il ciclo I concerti del Quirinale[5] e recensito[6] da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Alessandra Celletti durante il suo concerto al Quirinale, marzo 2012
  • Les sons et les parfums (Debussy-Ravel-Satie) (Bleriot, 1994)
  • Viaggio a Praga (autori boemi dal '700 al '900) (Bleriot, 1996)
  • Overground (Bleriot, 1997)
  • Hidden Sources[7] (Gurdjieff-de Hartmann) (KHA, 1998)
  • Esoterik Satie (Erik Satie) (KHA, 2000)
  • Black Baby (Scott Joplin) (KHA, 2002)
  • Metamorphosis (Philip Glass) (KHA, 2005)
  • Chi mi darà le ali (Bleriot, 2006)
  • The Golden Fly (KHA, 2007)
  • Way Out (Ltm, 2008)
  • Alessandra Celletti Plays Baldassarre Galuppi (Transparency, 2009)
Alessandra Celletti con Joachim Roedelius in concerto a Los Angeles
  • Sustanza di Cose Sperata (Celletti-Roedelius) (Transparency, 2009)
  • The Red Pages (Celletti-Tranmer) (Vespertine & Son, 2010)
  • Sketches of Sacagawea (Al-Kemi Lab, 2010)
  • W.C. George Bataille (Transeuropa, 2011)
  • Crazy Girl Blue (Transparency, 2011)
  • Above the sky (Transparency, 2013)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi mi darà le ali, Corriere della Sera, 9 aprile 2006
  2. ^ Massimo Marchini, Esoterik, Ondarock
  3. ^ Massimo Marchini, Way Out, Ondarock
  4. ^ Collaborazione con Beppe Costa, You Tube
  5. ^ Per I Concerti del Quirinale la pianista romana Alessandra Celletti, Libero
  6. ^ Recensioni d’autore: Alessandra Celletti vista (e ascoltata) da Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Panorama.it
  7. ^ Kha Records, Rassegna stampa

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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