Alessandra Borghese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alessandra Borghese (Roma, 25 settembre 1963) è una scrittrice e giornalista italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alessandra Romana Borghese è figlia del Principe Alessandro Romano Borghese (1924-1994) e della Contessa Fabrizia Citterio (1938). È stata sposata con l'armatore greco Konstantinos Niarchos, dal quale ha divorziato[1]. È una delle eredi della potente famiglia romana che ha abitato la famosa Villa omonima e il Palazzo Borghese fino agli inizi del secolo scorso. Compie studi cattolici presso l'Istituto Trinità dei Monti di Roma.

Consegue la laurea in Business Administration all'Università John Cabot College con specializzazione in marketing e management. Lavora per tre anni nella città di New York presso la società American Express. Ritornata a Roma, nel 1990 fonda il Centro Culturale Alessandra Borghese. Si occupa di ideare ed organizzare, insieme a Sergio Illuminato, esposizioni d'arte di grande successo e prestigio internazionale. Ne ricordiamo alcune: Intorno al Futurismo (1991/92), La Seduzione da Boucher a Warhol (1992/93), Tamara de Lempicka (1994). Ed ancora, Cinema: Cento anni di meraviglia (1994/95), Leni Riefenstahl (1996), Passione per la Vita: la rivoluzione dell'arte messicana del XX secolo (1996/97).

Allo stesso tempo segue il restauro di una proprietà di famiglia del '600 vicino Montecatini Terme, trasformandola da azienda agricola a polo turistico alberghiero. Per promuovere la nuova struttura organizza la manifestazione "Country Art alla Fattoria Medicea" (1995/96). Durante la seconda edizione della stessa commissiona ai maggiori artisti figurativi contemporanei italiani la mostra "I Borghese una committenza nel 1996", a cui fa seguito un convegno internazionale sul tema della committenza artistica contemporanea. Per il Giubileo del 2000 diventa consigliere speciale per la Cultura e il Turismo (incarico fiduciario e non politico) dell'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. Negli anni ha promosso e organizzato delle celebrazioni liturgiche nelle più importanti Basiliche romane, presieduta da cardinali della curia ed accompagnate musicalmente da grandi orchestre internazionali come la Grande Orchestra di Dresda (2000), il Coro di Ratisbona (1999) e la Camerata Salzburg (2001).

Dal 2001 è autrice di libri, alcuni dei quali best seller. Dal maggio 2005 è Hospitalière del Santuario Notre Dame de Lourdes e dal luglio 2006 è componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Civitas Lateranensis, carica rinnovata anche per il secondo quinquennio fino al 2016 che ha come fine la promozione e il sostegno della Pontificia Università Lateranense. Dopo aver collaborato con Panorama, con il quotidiano Il Tempo ed il settimanale Gente, scrive per Style (mensile del Corriere della Sera) e per QN-Il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno per il quale firma la rubrica "Lo Sguardo". Cura inoltre e la rubrica "Via della Conciliazione" per il Messaggero di Sant'Antonio.

Ha guidato la lista dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro al Senato nella circoscrizione Lazio alle elezioni politiche del 2008. Dal novembre 2009 al giugno 2011 ha collaborato con Expò Milano 2015 promuovendo e coordinando degli importanti incontri istituzionali sotto il titolo "Expò e Chiesa: un dialogo aperto verso il 2015". È appena uscita la sua ultima pubblicazione "Aplomb Vaticano", una raccolta di articoli pubblicati su Style del Corriere della Sera.

Ha uno stretto rapporto con la Principessa Gloria Von Thurn und Taxis, con il quale il gossip vuole abbia una relazione[2].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama d'Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Dama d'Onore e di Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 1 pag. 763-764
  2. ^ The Conversion of Gloria TNT | Culture | Vanity Fair

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 9955443 LCCN: n94062090