Aleksej Nikolaevič Kuropatkin
| Aleksej Nikolaevič Kuropatkin | |
|---|---|
| 25 marzo 1848 - 16 gennaio 1925 | |
| Nato a | Pskov |
| Morto a | Pskov |
| Dati militari | |
| Nazione servita | Impero Russo |
| Forza armata | Esercito Imperiale Russo |
| Guerre | Guerra russo-turca (1877-1878) Guerra russo-giapponese Prima guerra mondiale |
|
Kowner, op. cit., pp. 197-199 |
|
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Aleksej Nikolaevič Kuropatkin (in russo: Алексей Николаевич Куропаткин; Pskov, 25 marzo 1848 – Pskov, 16 gennaio 1925) è stato un generale russo, ministro della guerra dell'Impero russo., considerato generalmente il principale responsabile delle sconfitte dell'esercito russo nella guerra russo-giapponese, in particolare durante la battaglia di Mukden, di Sandepu e di Liaoyang.
Indice |
Biografia [modifica]
Primi anni [modifica]
Kuropatkin nacque nel 1848 in quella che ora è Pskov nell'Impero Russo. Suo padre era un ufficiale in pensione dell'esercito.[1]
Dopo gli studi nella scuola del Corpo Cadetti (Кадетский Корпус) e nella Scuola militare Pavel (Павловское военное училище) di San Pietroburgo, venne arruolato nell'esercito nel 1864. L'8 agosto 1866 fu promosso a tenete nel 1º Battaglione di fanteria del Turkestan e partecipò ai combattimenti per la conquista di Bukhara, l'assalto a Samarcanda e ad altre battaglie russe per la conquista del Turkestan. Nel'agosto 1870 venne promosso maggiore. Servi nel Distretto militare del Turkestan fino al 1871.[1]
Dal 1872 al 1874 studiò presso la Scuola militare di stato maggiore Nicolas (Императорская Николаевская военная академия)[1] quindi fu inviato come attaché militare a Berlino e a Parigi per completare i suoi studi e con le truppe dell'Esercito francese in Algeria, accompagnando la spedizione francese nel Sahara. Ritornato in Russia alla fine del 1875 venne assegnato al Distretto militare del Turkestan. Ricevette la decorazione dell'Ordine di San Giorgio (4ª classe) per il suo ruolo nella conquista russa di Koland.
Dal 1875 al 1876 fu inviato in missione diplomatica presso la corte di Yaqub Beg (governatore della Kashgaria) per risolvere il problema della rivendicazioni russe sulla valle di Fergana. Dal settembre 1877 al settembre 1878 fu capo di stato maggiore della 16ª Divisione di fanteria. Nell'agosto 1879 divenne comandante della Brigata fucilieri del Turkestan[1], che in 18 giorni attraversò 800 km di deserto per unirsi all'invasione del Turkmenistan del generale Mikhail Skobelev. Kuropatkin condusse l'attacco principale contro la città fortezza di Geok Tepe il 12 gennaio 1881. Ricevete la decorazione di San Giorgio (3ª classe) per la sua vittoria nella battaglia. Dopo la guerra scrisse una cronaca dettagliata e critica delle operazioni, che venne ben accolta.
Il 29 gennaio 1882 fu promosso maggior generale. Si unì allo stato maggiore l'anno seguente e nel 1890 venne promosso tenente generale.
Dal 1890 al 1898 fu governatore della Regione Transcapiana nell'Asia Centrale, con capitale a Askhabad. Durante la sua gestione sviluppò città, commercio e agricoltura in un'area precedentemente nota per banditismo e schiavismo endemico. Stabilì un sistema giudiziario locale e un sistema scolastico, incoraggiando l'insediamento di coloni dalle province interne dell'Impero russo.
Ministro della guerra [modifica]
Nel 1898 Kuropatkin fu richiamato a San Pietroburgo e nominato ministro della guerra[1]. La sua prima priorità fu di migliorare la struttura di comando dell'esercito, così come le condizioni di vita dei suoi ufficiali. Le sue riforme inclusero misure per ringiovanire l'esercito imponendo limiti di età per gli ufficiali operativi e per i candidati ai comandi superiori, e con l'incremento del periodo di rotazione degli ufficiali dallo stato maggiore alle unità operative. Tentò anche di migliorare la qualità degli ufficiali aumentando da due a tre anni la durata del programma di addestramento dei cadetti e aprendo sette nuove scuole per cadetti. Aumentò anche il numero di manovre di addestramento.
Comunque per quanto riguarda i ranghi inferiori le riforme di Kuropatkin fallirono. Pur consapevole della cattiva qualità del cibo, abiti e abitazione dei soldati, non riuscì a ottenere i fondi necessari per migliorarli, quindi le sue attività si limitarono a migliorare il livello del morale aumentando l'uso di cappellani militari, abolendo le punizioni corporali e migliorando le cucine da campo.
Guerra russo-giapponese [modifica]
Kuropatkin fu coinvolto nei negoziati con l'Impero del Giappone prima della guerra russo-giapponese del 1904. Non sostenne il conflitto armato con il Giappone e si oppose al Circolo di Bezobrazov[1]. Le sue opinioni vennero confermate da una visita in Giappone nel giugno 1903[1].
Kuropatkin fu nominato comandante in capo delle forze di terra russe in Manciuria il 7 febbraio 1904 e comandante generale delle forze russe in Asia Orientale il 13 ottobre dello stesso anno, mantendendo la carica fino a marzo 1905.[1]
Kuropatkin fu pesantemente responsabile del fallimento delle forze terrestri russe durante la guerra. Sebbene le motivzioni del suo approccio fossero di combattere una guerra di attrito e di evitare un'offensiva fino a che la Ferrovia Transiberiana non avesse portato truppe e materiali a sufficienza, la sua cautela e le sue esitazioni influenzarono fortemente le ripetute sconfitte russe. Gli storici militari considerano la sua indecisione e le sue manchevolezze nell'organizzazione di operazioni militari su larga scala come uno delle cause principali della sconfitta russa.[1]
Al termine della guerra nel 1906 servì come membro del Consiglio di Stato dell'Impero russo. Comunque nel 1907 si ritirò nella sua casa di campagna e scrisse la sua propria onesta difesa, che fu tradotta in diverse lingue.
All'inizio della prima guerra mondiale Kuropatkin chiese di essere riammesso al suo grado e inviato al fronte, comunque la sua richiesta fu bloccata dal granduca ) Nikolaj Nikolaevič Romanov. Comunque una volta che lo zar Nicola II assunse il posto di comandante supremo mise Kuropatkin al comando del Corpo dei granatieri nell'ottobre 1915. Alla fine del gennaio 1916 divenne comandante della 5ª Armata e nel febbraio 1916 comandante del Fronte Nord, succedendo al generale Pavel Plehve. All'inizio di marzo le sue forze intrapresero un'offensiva limitata vicino a Riga, ma venne circondato e forzato a ritirarsi sulla linea del fiume Daugava. Un mese più tardi una seconda e più grande offensiva riuscì ad avanzare di soli un paio di chilometri. Lo zar Nicola II non accettò le scuse di Kuropatkin riguardo alla mancanza di supporto di artiglieria, cattive strade e tempo. Kuropatkin fu sollevato dal comando il 22 luglio 1916 e riassegnato al Turkestan dove servì come governatore-generale del Distretto militare del Turkestan, così come atamano dei Cosacchi Semirechye. Il supporto agli sforzi russi nella prima guerra mondiale, specialmente contro l'Impero Ottomano era estremamente impopolare tra le popolazioni indigene del Turkestan, comunque Kuropatkin fu molto popolare e aiutò a spegnere prima del nascere una grande ribellione.
Dopo la rivoluzione [modifica]
Nella Rivoluzione di febbraio del 1917 Kuropatkin era in San Pietroburgo e giurò rapidamente fedeltà al Governo Provvisorio Russo tagliando le insegne reali dalla sua uniforme. Venne confermato al suo posto come comandante del Distretto militare del Turkestan dal ministro della guerra del governo provvisorio Alexander Guchkov. Comunque la nomina venne contestata dal bolscevico Deputato dei lavoratori e dei soldati sovietici del Soviet del Tashkent che lo mise agli arresti e lo rinviò a San Pietroburgo. Venne liberato dal Governo provvisorio e ritornato alla sua provincia natia. Dopo la Rivoluzione di ottobre e fino alla sua morte nel 1925 insegnò nella scuola agricola che aveva fondato.[2]
Decorazioni [modifica]
| Ordine di San Alessandro Nevsky (con diamanti) | |
| Ordine di San Giorgio (4ª classe) | |
| Ordine di San Giorgio (3ª classe) | |
| Ordine dell'Aquila Bianca | |
| Ordine di San Vladimiro (4º grado) | |
| Ordine di San Vladimiro (3º grado) | |
| Ordine di San Vladimiro (2º grado) | |
| Ordine di San Stanislao (3º grado) | |
| Ordine di San Stanislao (2º grado) | |
| Ordine di San Stanislao (1º grado) | |
| Ordine di Sant'Anna (3º grado) | |
| Ordine di Sant'Anna (2º grado) | |
| Ordine di Sant'Anna (1º grado) | |
| Cavaliere della Legion d'onore (Francia) | |
| Ordine della Stella di Romania | |
| Ordine di Sant'Alessandro (Bulgaria) | |
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Hugh Chisholm (a cura di), Encyclopædia Britannica, XI edizione, Cambridge University Press, 1911
- Alfred Knox (giugno 1925). General Kuropatkin. The Slavonic Review 4 (10): 164-168.
- Rotem Kowner, Historical Dictionary of the Russo-Japanese War, Scarecrow, 2006. ISBN 0-8108-4927-5
- Richard Connaughton, Rising Sun and Tumbling Bear, Londra, Cassell, 2003. ISBN 0-304-36657-9
- Geoffrey Jukes, The Russo-Japanese War 1904-1905, Osprey Publishing, 19 agosto 2002. ISBN 978-1-84176-446-7 URL consultato il 10 giugno 2012.
- Aleksei Nikolaevich Kuropatkin, The Russian Army and the Japanese War: Being Historical and Critical Comments on the Military Policy and Power of Russia and on the Campaign in the Far East, città, E.P. Dutton, 1909, II. (ISBN non disponibile) isbn
- Denis Ashton Warner e Peggy Warner, The Tide at Sunrise: A History of the Russo-Japanese War 1904-1905, New York, Charterhouse, 1974. ISBN 0-7146-5256-3.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Aleksej Nikolaevič Kuropatkin