Aleksandr Vasil'evič Suvorov

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Aleksandr Vasil'evič Suvorov

Aleksandr Vasil'evič Suvorov in russo: Александр Васильевич Суворов?, a volte traslitterato dal russo come Suvarov o Suvarof o Suworow (Mosca, 24 novembre 1729San Pietroburgo, 18 maggio 1800) è stato un militare russo. Conte di Suvorov di Rymnik, Principe d'Italia, fu un famoso generalissimo, l'ultimo nella storia del suo Paese (escludendo Stalin). Considerato uno fra i più grandi generali dei suoi tempi, vinse molte battaglie contro i turchi e i polacchi, ottenendo prestigio e fama. Personalità in grado di galvanizzare le sue truppe, non mostrò tuttavia grandi qualità di stratega durante la campagna del 1799 in Italia e in Svizzera, essendo infine costretto, dopo una serie di vittorie non decisive in Lombardia e Piemonte, ad una disastrosa ritirata attraverso le montagne svizzere per evitare la disfatta completa[1].

La sua vita[modifica | modifica sorgente]

Figlio unico maschio del generale Vasilij Ivanovič Suvorov ed appartenente ad una nobile famiglia originaria di Velikij Novgorod, il 3 novembre 1742 Aleksandr Vasil'evič Suvorov entrò a far parte del Reggimento della Guardia Semënovskij. Fino al momento del suo ingresso nella vita militare attiva col grado di caporale il 12 gennaio 1748, i suoi compiti erano consistiti unicamente nel perfezionare la sua formazione scolastica. Nel 1749 il reggimento, fino ad allora stanziato a San Pietroburgo, venne spostato a Mosca, dove Suvorov divenne cadetto dell'accademia militare. Coloro che vi si diplomavano, anche se fino a quel momento non avevano ancora partecipato ad una vita militare attiva, potevano guadagnarsi due gradi militari che permettevano di accedere sia ad una carriera militare che civile. L'anno 1751 gli valse il grado di Aiutante presso il maggior generale N.F. Sokovnin. Fra marzo ed ottobre seguì quest'ultimo in missione diplomatica a Dresda e a Vienna. Nel 1755 egli fu impegnato per la prima volta in un altro reggimento: il Reggimento di fanteria Ingermanlandiano.

Combatté contro i prussiani nella Guerra dei sette anni (1756 - 1763). Distintosi in battaglia, divenne colonnello nel 1762.

In seguito Suvorov combatté in Polonia e prese Cracovia (1768), preparando la strada alla prima spartizione della Polonia e raggiungendo il grado di maggior generale. Nella guerra contro l'Impero Ottomano tra il 1773 e il 1774, soprattutto con la battaglia di Kozluca (Turchia), il generale iniziò a consolidare la propria reputazione.

Nel 1775 ricevette l'incarico di sopprimere la ribellione di Pugačëv, ma arrivò sulla scena in ritardo, quando il leader ribelle era già stato tradito dai suoi cosacchi. Lo interrogò e lo condusse a Mosca dove venne decapitato.

La frusta di polacchi e turchi[modifica | modifica sorgente]

Francobollo dell’Unione Sovietica, Aleksandr Suvorov, 1980 (Michel 5009, Scott 4878)

Dal 1777 al 1783, Suvorov servì in Crimea e nel Caucaso, divenendo tenente-generale nel 1780, e generale di fanteria nel 1783, alla conclusione della campagna. Dal 1787 al 1791 lottò nuovamente contro i turchi durante la guerra russo-turca del 17871792 ed ottenne numerose vittorie; fu ferito due volte nel Kinburn (1787), prese parte all'assedio di Ochakov e nel 1788 ottenne due grandi vittorie a Focsani e sul fiume Rymnik.

In entrambe le battaglie fu affiancato da un Corpo d'armata austriaco sotto il comando del principe Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saalfeld; nella battaglia di Rymnik (Râmnicu Sărat, Romania), Suvorov comandava l'intera forza alleata. Dopo l'ultima vittoria, Caterina II, la Grande, fece ottenere a Suvorov il titolo di conte del Sacro Romano Impero. Il 22 dicembre 1790, Suvorov attaccò l'impenetrabile fortezza di Ismail, in Bessarabia. Le forze turche avevano ordini di mantenere la posizione fino alla fine e declinarono, in forma arrogante, l'ultimatum russo. La sconfitta significò una catastrofe per l'Impero Ottomano mentre in Russia la vittoria fu glorificata nel suo primo inno nazionale, "Suonano i tuoni della Vittoria"

Immediatamente dopo la firma della pace coi turchi, Suvorov fu trasferito nuovamente in Polonia, dove assunse il comando di uno dei corpi d'armata che presero parte alla Battaglia di Maciejowice, nella quale catturarono il comandante in capo polacco Tadeusz Kościuszko. Il 4 novembre 1794, le forze di Suvorov attaccarono Varsavia ed occuparono uno dei suoi sobborghi denominato Praga. L'uccisione di molti civili, in quello che fu definito il "Massacro di Praga", frantumò il morale dei difensori e mise rapidamente fine all'insurrezione di Kosciuszko.[2] Il famoso Maresciallo di Campo rimase in Polonia fino al 1795, quando ritornò a San Pietroburgo. Ma la sua sovrana ed amica Caterina morì nel 1796 ed il suo successore Paolo I lo licenziò, facendolo cadere in disgrazia.

Suvorov visse allora alcuni anni ritirato nella sua proprietà di Konchanskoe, vicino a Novgorod. Criticava le nuove tattiche militari e le uniformi introdotte dall'imperatore ed alcune delle sue frasi più caustiche giunsero all'orecchio dello Zar. La sua condotta cominciò ad essere vigilata come la sua corrispondenza con la moglie, che rimaneva a Mosca poiché le loro relazioni matrimoniali non erano buone.[3]

La campagna italiana[modifica | modifica sorgente]

Un esiliato Suvorov riceve l'ordine imperiale di comando delle truppe nella lotta contro Napoleone

Dopo aver aderito alla seconda coalizione e promesso un forte contingente militare, lo Zar Paolo I aveva convocato il vecchio generale per affidargli il comando. La scelta era stata favorita dalla pressante richiesta degli alleati di avere Suvorov quale comandante delle forze austro-russe nella campagna d'Italia. Nel febbraio del 1799, lo Zar reintegrò Suvorov nei ranghi dell'esercito; il generale fu insignito della Gran Croce dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Il 14 aprile, Suvorov raggiunse Montebello Vicentino, dove le forze della coalizione avevano il loro quartier generale, e assunse il comando delle operazioni contro gli eserciti rivoluzionari francesi in Italia.

La prima preoccupazione di Suronov fu di saggiare gli umori dei lombardi e dei veneti, cui indirizzò il celebre "Proclama agli Italiani", facendo leva sui valori religiosi e della proprietà privata e promettendo il più crudo trattamento nei confronti di coloro che intendessero allearsi ai francesi.

« ... Ma riflettete: se mai si trovassero in mezzo di voi degli uomini tanto perfidi che brandiscono le armi contro il nostro Augusto Sovrano, o favoriscono in qualche modo le astute manovre della Repubblica francese, se mai, io dico, si trovassero persone di tal sorta, sul momento, senza alcun riguardo per il loro stato, nascita, impiego, condizione, saranno fucilati; ed inoltre le loro famiglie perseguitate ed annientate, le loro case rase e confiscati i beni. ... »
(dal Proclama agli Italiani del generale Suvorov - 14 marzo 1799)
Suvorov alla battaglia di Cassano d'Adda. Dipinto di Luigi Schiavonetti (1765-1810)

In poche settimane, Suvorov riuscì a reclutare 10.000 volontari, tra le popolazioni scontente ed impaurite dalle ruberie messe in atto dall'esercito francese.

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[4], a Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie, il re di Sardegna concesse a Suvorov il rango di Principe di Casa Savoia.

Le truppe del Generalíssimo Suvorov attraversando le Alpi nel 1799. Dipinto di Vasilij Ivanovič Sùrikov

Ma gli ultimi eventi di quell'anno pieno di novità crearono grossi problemi alla Russia. Le forze del generale Korsakov furono battute dal generale André Masséna a Zurigo. Tradito dagli austriaci, il vecchio maresciallo di campo dovette passare attraverso le Alpi fino all'alto Reno e ritirarsi nel Vorarlberg, dove l'esercito in disfatta, senza cavalli né artiglieria, aveva i suoi acquartieramenti invernali. Quando Suvorov si fece strada attraverso le cime innevate delle Alpi, il suo esercito si vide sottoposto ad una dura prova, benché non fosse stato sconfitto. Per una così grande ritirata strategica, che non si vedeva dai tempi di Annibale, Suvorov venne elevato al rango, senza precedenti, di Generalissimo. Gli venne promesso ufficialmente che gli sarebbero stati tributati gli onori militari al suo ritorno in Russia, ma gli intrighi della corte portarono l'Imperatore Paolo a cancellare la cerimonia.

Agli inizi del 1800, Suvorov tornò a San Pietroburgo. Paolo I rifiutò di riceverlo in udienza e, ferito e malato, il vecchio comandante morì dopo alcuni giorni, il 18 maggio del 1800 nella capitale. Lord Whitworth, l'ambasciatore inglese, ed il poeta Deržavin furono le uniche persone importanti presenti al suo funerale.

Suvorov è sepolto nella Chiesa dell'Annunciazione, nel Monastero di Aleksandr Nevskij. Secondo i suoi desideri, sul suo sepolcro venne posta una semplice iscrizione: "Qui giace Suvorov". Ma un anno dopo la sua morte, lo zar Alessandro I eresse una statua alla sua memoria nel Campo di Marte di San Pietroburgo.

La sua discendenza ed i titoli[modifica | modifica sorgente]

Il suo nome completo, i titoli secondo la pronuncia russa, i ranghi e le onorificenze, sono le seguenti: Aleksandr Vasil'evič Suvorov, Principe d'Italia (knjaz' italijskij), Conte di Rymnik (graf rymnikskij), Conte del Sacro Romano Impero, Principe di Sardegna, Generalissimo delle forze terrestri e navali della Russia, Maresciallo di Campo degli eserciti dell'Austria e Sardegna.

Seriamente ferito sei volte, nel corso della sua carriera militare, fu insignito dell'Ordine di Sant'Andrea, Ordine di San Jorge il Trionfante di Prima Classe, Ordine di San Vladimir di Prima Classe, Ordine di Sant'Aleksandr Nevskij, Ordine di Santa Ana di Prima Classe, Gran Croce dell'Ordine di San Juan di Gerusalemme (Austria), Ordine di María Teresa di Prima Classe (Prussia), Ordine dell'Aquila Nera, Ordine del Ágila Rosso, Menzione al Merito (Sardegna), Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Baviera), Ordine di San Gubert, la Leonessa d'Oro (Francia), Ordine della Carmelitana Vergine María, Santa Lasara (Polonia), Ordine dell'Aquila Bianca, Ordine di San Stanislao.

Il figlio di Suvorov, Arcadij (1783 - 1811) servì come ufficiale nell'esercito imperiale russo durante le guerre turche e le Guerre napoleoniche agli inizi del secolo XIX, ed annegò nello stesso fiume Rymnik che tanta fama aveva dato a suo padre. Pure suo nipote, Aleksandr Arkadievič (1804 - 1882) fu un generale russo.

Valutazioni[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Suvorov nelle Alpi Svizzere, scolpito nella roccia a lato della strada che collega Andermatt a Göschenen

I russi hanno glorificato largamente la memoria di Suvorov. Quale grande comandante per tutta la durata della sua vita militare, è considerato il condottiero della nazione russa per la riconosciuta grandezza delle sue imprese e per il carattere della sua leadership, sempre sensibile al rispetto dei suoi uomini. In un'epoca nella quale la guerra si era trasformata in un'azione più importante della diplomazia, egli restaurò il suo vero significato come atto di forza. Ebbe una gran semplicità di maniere, e mentre si trovava in guerra viveva come un soldato semplice, dormendo sulla paglia ed accontentandosi della paga più umile, benché fosse passato per tutti i gradi delle gerarchie militari.

Le sue beffe gli procurarono non pochi nemici. Come uomo di azione, disprezzava i favoriti ignoranti ed i cavalieri da salotto, ma le sue battute servirono, in alcune occasioni, per nascondere il suo carattere schivo ed in altre per esprimere un genio militare i cui successi rimasero indelebili nell'esercito russo. Se le tattiche dei russi nella guerra russo-giapponese del 1904 - 1905 rifletterono troppo pedissequamente alcune delle massime delle guerre turche di Suvorov, lo spirito di sacrificio, la risolutezza e l'indifferenza per le perdite che mostrarono, costituirono un prezioso lascito proveniente da queste guerre. Michail Ivanovič Dragomirov dichiarò di aver basato la sua condotta sulle tattiche di Suvorov, ritenendole rappresentative del tradizionale approccio alla guerra della nazione russa.

Nel 1904 venne aperto il Museo Suvorov. Oltre che a San Pietroburgo, vennero eretti altri monumenti a Suvorov, a Ochakov (1907), Sebastopoli, Izmail, Tul'čin (Тульчин, Ucraina), Kobrin, Ladoga, Cherson, Timanovka, Simferopoli, Kaliningrad, Končanskoe, Rymnik (Râmnicu Sărat, Romania) e sulle Alpi svizzere. Il 29 luglio del 1942, il Presidium del Soviet Supremo dell'URSS creò l'Ordine di Suvorov che veniva concesso a chi si fosse distinto in imprese offensive di successo contro le forze nemiche.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze russe[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky
Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Vladimiro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Vladimiro
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto
Cavaliere dell'Ordine San Lazzaro e di Nostra Signore di Monte Carmelo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine San Lazzaro e di Nostra Signore di Monte Carmelo
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite
Balì di Gran Croce dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Balì di Gran Croce dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (Russia)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il generale Suvorov, secondo le cronache dell'epoca, aveva fama di persona particolarmente stravagante. Nel Palazzo d'Inverno percorreva frequentemente i corridoi saltando su un solo piede, anche fermandosi a baciare il ritratto dell'imperatrice Caterina che le dame presenti portavano al collo. Durante le missioni belliche era solito anticipare il battere della Diana, mettendosi al centro dell'accampamento sul proprio cavallo, in camicia da notte, imitando il canto del gallo.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A.Mathiez/G.Lefebvre, La rivoluzione francese, pp. 476-477 e 491-492.
  2. ^ Si dice che il comandante russo abbia inviato una relazione alla sua sovrana consistente in tre parole: Urrà da Varsavia, Suvorov. L'imperatrice russa avrebbe risposto altrettanto brevemente: Auguri, Maresciallo di Campo. Caterina.
  3. ^ Suvorov conduceva una vita molto semplice: le domeniche suonava la campana della chiesa e cantava coi compaesani del villaggio. I giorni infrasettimanali lavorava come uno di loro.
  4. ^ Sul Trebbia lo sconfitto fu il generale francese MacDonald
  5. ^ Melchiorre Gioia, Il nuovo galateo, Editore Meline, Cans e C., Brusselle, 1838

Bibliografia Italiana[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Galandra e Marco Baratto, 1799 le baionette sagge, Pavia, 1999.
  • Francesco Frasca,La campagna degli Austro-Russi in Italia: aspetti tattici e strategici, in atti del Colloque Souvorov du Bicentenaire 1799-1999, Zurich: Bibliothèque militaire fédérale, 2001, pp. 144–161.
  • Maria Fedotova, SUVOROV - La Campagna Italo-Svizzera e la liberazione di Torino nel 1799, ed. Pintore, 2004.

Bibliografia straniera[modifica | modifica sorgente]

Francobollo commemorativo di Suvorov emesso dalle poste sovietiche (1980)
  • Anthing, Versuch einer Kriegsgeschichte des Grafen Suworow (Gotha, 1796 - 1799)
  • F. von Smut, Suworows Leben und Heerzüge (Vilna, 1833–1834) and Suworow and Polens Untergang (Leipzig, 1858,)
  • Von Reding-Biberegg, Der Zug Suworows durch die Schweiz (Zürich 1896)
  • Lieut.-Colonel Spalding, Suvorof (London, 1890)
  • G. von Fuchs, Suworows Korrespondenz, 1799 (Glogau, 1835)
  • Souvorov en Italie by Gachot, Masséna’s biographer (Paris, 1903)
  • The standard Russian biographies of Polevoi (1853; Ger. trans., Mitau, 1853); Rybkin (Moscow, 1874), Vasiliev (Vilna, 1899), Meshcheryakov and Beskrovnyi (Moscow, 1946), and Osipov (Moscow, 1955).
  • The Russian examinations of his martial art, by Bogolyubov (Moscow, 1939) and Nikolsky (Moscow, 1949).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Feldmaresciallo del Sacro Romano Impero Successore Héraldique meuble Aigle bicéphale éploye.svg
Federico Augusto di Nassau-Usingen 1791-1792 Ferdinando III di Toscana

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