Aleksandr Vasil'evič Samsonov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Aleksandr Vasil'evič Samsonov

Aleksandr Vasil'evič Samsonov (in russo: Александр Васильевич Самсонов[?]) (Ekaterinoslav', 2 novembre 1859Willenberg in Prussia Orientale, 30 agosto 1914) è stato un generale russo, che fu a capo dell'esercito dello Zar nella disastrosa battaglia di Tannenberg, nel corso della quale trovò la morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Samsonov entrò nell'esercito russo all'età di 18 anni nel 1877 e nel 1878 fu inviato a combattere nella guerra russo-turca. Comandò uno squadrone di cavalleria durante la repressione della ribellione dei boxer (1900) e durante la guerra russo-giapponese.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale, gli fu affidata l'invasione della Prussia orientale al comando di 150.000 uomini. Il 22 agosto ebbe inizio l'operazione, passata alla storia come Battaglia di Tannenberg, ma le truppe russe, seppur in forte superiorità numerica, dovettero arrestarsi davanti alle trincee tedesche. Dopo giorni di feroci combattimenti, i tedeschi riuscirono a mandare in rotta i fianchi dell'esercito invasore (26 e 27 agosto), prendendo così alle spalle il grosso dell'armata zarista. Circa 140.000 russi trovarono la morte o la prigionia in quella disfatta. Il 30 agosto Samsonov disse al proprio capo di stato maggiore: "Come comparire di nuovo al suo cospetto [al cospetto dello Zar] dopo un simile disastro?"[1]. Poco dopo il generale Samsonov si sarebbe sparato un colpo di rivoltella in testa. Il suo corpo venne ritrovato dai tedeschi in mezzo ad altri caduti russi con un foro di proiettile in testa ed in mano la rivoltella.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Martin Gilbert - La grande storia della prima guerra mondiale, vol. 1 pag. 69/70

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 74653607 LCCN: nr90009762