Aleksandr Vasil'evič Družinin

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Aleksandr Vasil'evič Družinin

Aleksandr Vasil'evič Družinin (in russo: Александр Васильевич Дружинин?; Pietroburgo, 1824Pietroburgo, 1864) è stato uno scrittore e critico letterario russo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1851 svolse l'attività di Ufficiale e di impiegato dopodiché si dedicò con profitto all'attività letteraria, di cui, quattro anni prima, diede una significativa anteprima con il romanzo Polin'ka Saks, alla cui fama rimase legato per tutta la sua carriera di romanziere.[1]

Il romanzo era incentrato su una delle tematiche più scottanti presenti e discusse nel panorama della letteratura russa dell'epoca: i diritti delle donne e la loro emancipazione. La novità introdotta da Družinin fu, dal punto di vista contenutistico, la possibilità per una moglie di ritornare tra le braccia del proprio marito, nonostante avesse in precedenza raggiunto una totale indipendenza nei rapporti matrimoniali. Lo sviluppo non parve originale in assoluto nell'ambito della letteratura europea, dato che una decina di anni prima George Sand, nel suo romanzo Jacques, aveva già affrontato la stessa tematica.

Il successo del suo primo romanzo lo spinse a scriverne altri, proseguendo lungo il cammino dell'arte realistica tesa ad affrontare argomenti sociali. come nel caso di Lola Montez e Julija, ancora imperniati sulla questione femminile, invece Rasskaz Alekseja Dmitriča ("Il racconto di...") è basato su tematiche sociale, mentre il gusto satirico divenne predominante nel Sentimental'noe putešestvie Ivana Černoknižnikova po peterburgskim dačam ("Viaggio sentimentale di I. C. per le ville di Pietroburgo").

Come critico letterario, Družinin dissentì dalla linea di alcuni suoi colleghi illustri quali Dmitrij Ivanovič Pisarev, poiché tese a difendere la tradizione puškiniana di fronte invece ai promotori delle tendenze gogoliane.

Tra le altre attività meritevoli di una citazione, ricordiamo l'intenso lavoro come traduttore di opere straniere, da William Shakespeare a Walter Scott.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Muse, De Agostini, Novara, 1966, Vol.IV, pag.267

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