Aleksandr Sergeevič Griboedov

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Aleksandr Sergeevič Griboedov (in russo Алекса́ндр Серге́евич Грибое́дов [?]) (Mosca4 gennaio 1795 – Teheran30 gennaio 1829) è stato un drammaturgo, poeta, compositore e diplomatico russo.

La sua opera più famosa, una commedia in versi, si intitola Горе от ума (Gore ot uma), tradotta in italiano come "Che disgrazia l'intelligenza" o "L'ingegno che guaio!", ancora una delle più rappresentate nei teatri in Russia. Nato a Mosca, Griboedov studiò all'università della capitale dal 1810 al 1812. Ottenne poi un incarico nel reggimento Ussaro ma si congedò nel 1816. L'anno dopo entrò in ruolo nell'ammistrazione pubblica, e nel 1818 fu nominato segretario dell'ambasceria di Russia in Persia e venne trasferito in Georgia. Cominciò a scrivere presto e, nel 1816, pubblicò a San Pietroburgo una commedia in versi dal titolo I giovani sposi, a cui seguirono altri lavori dello stesso tipo. Ma né questi né i saggi e i versi da lui scritti saranno ricordati come l'immenso successo ottenuto dalla sua commedia in versi "L'ingegno che guaio!", una satira sulla società aristocratica russa.

Il Canale Griboedova prende il nome da questo scrittore.

[modifica] Aforismi

Gli aforismi di questo scrittore sono diventati così popolari da entrare a far parte del linguaggio comune russo.

  • «Счастливые часов не наблюдают» I fortunati non guardano l'orologio
  • «Чуть свет - уж на ногах! И я у Ваших ног!» Alla prima luce, già in piedi! Ed io ai vostri piedi!
  • «Читай не так, как пономарь, а с чувством, с толком, с расстановкой!» Non leggere così, come un sagrestano, ma con espressione, con senso, e con le pause
  • «Служить бы рад, прислуживаться тошно» Sono lieto di servire, ma non sopporto la servilità.
  • «И точно, начал свет глупеть» È come se il mondo avesse cominciato ad istupidirsi
  • «Свежо преданье, а верится с трудом» Una leggenda fresca, ma ci si crede con difficoltà
  • «Что говорит! И говорит как пишет!» Cosa dice! E parla come scrive!
  • «Ах! Боже мой! Что станет говорить Княгиня Марья Алексевна!» Ah! Dio mio! Cosa dirà Knjaghinja Marja Aleksievna!
  • «Вон из Москвы! Сюда я больше не ездок. Бегу, не оглянусь, пойду искать по свету, где оскорблённому есть чувству уголок! КАРЕТУ МНЕ КАРЕТУ!» Via da Mosca! Non ci tornerò più. Corro, senza voltarmi, vado a cercare per il mondo, dove esista un angolo per una sensibilità offesa. Una carrozza, a me una carrozza!

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