Aleksandr Nikolaevič Radiščev

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Aleksandr Nikolaevič Radiščev

Aleksandr Nikolaevič Radiščev, in russo: Александр Николаевич Радищев? (Mosca, 31 agosto 1749San Pietroburgo, 24 settembre 1802), è stato uno scrittore russo.

Radiščev apparteneva ad una nobile famiglia di origine tatara. Studiò a Pietroburgo dove lì venne compreso in una lista di 12 giovani russi che Caterina II mandava e quindi si perfezionò all'Università di Lipsia. La residenza all'estero e il più stretto contatto con il pensiero filosofico francese, da Helvétius a Voltaire a Rousseau, rafforzarono in lui la consapevolezza dei mali che gravavano sulla società del suo tempo. Inoltre imparò il tedesco, il latino, l'etica e il diritto romano.

Il suo Viaggio da Pietroburgo a Mosca del 1790, dove con il pretesto della cronaca di un viaggio, Radiščev denuncia le reali condizioni del popolo sotto l'impero di Caterina II esprimendo una vibrata condanna della servitù della gleba e invocando il principio di uguaglianza. Fu stampato privatamente dallo stesso Radiščev e subito proibito dall'imperatrice che ne esiliò l'autore per 10 anni in Siberia. In uno dei capitoli del Viaggio è inoltre inserita l'ode Alla libertà del 1783, che ebbe vasta risonanza e provocò perfino il sorgere di una vera e propria scuola di poeti radisceviani. Inoltre presentò l'animo della Russia, la popolazione pensierosa e triste, il sistema corrotto accusando gli alti dirigenti di sperperare i soldi dello Stato per i vizi e per i loro piaceri (alludendo così a Grigorij Aleksandrovič Potëmkin, il favorito di Caterina II) e descrivendo un vero sovrano illuminato alla ricerca della verità. Radiščev mette in evidenza l'importanza della cultura e delle tradizioni russe. L'opera fu scritta in russo per esprimere meglio i concetti e i pensieri, perciò diede importanza alla tesi sulla supremazia della lingua russa del linguista Michail Vasil'evič Lomonosov.

Autore anche di saggi economici e politici, Radiščev è il primo, oltre che il maggiore, di quegli illuministi russi che nella questione contadina seppero vedere il problema sociale di fondo del paese. Ottenuto dallo zar Paolo I il permesso di tornare, Radiščev riprese l'attività di scrittore, incontrando tuttavia nuovi ostacoli e persecuzioni che lo spinsero infine al suicidio nel 1802. Controllo di autorità VIAF: 17252249 LCCN: n/80/131447