Aleksandr Nevskij (Prokof'ev)

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Aleksandr Nevskij è il tema musicale composto dal musicista e compositore Sergej Prokof'ev nel 1938 per l'omonimo film del regista sovietico Sergej Ejzenštejn. Da una rielaborazione del tema, lo stesso compositore trasse successivamente una cantata per soprano, mezzosoprano, coro e orchestra. È rimasta una delle più celebri cantate del XX secolo.

La storia di Aleksandr Nevskij si svolge in Russia nel XIII secolo quando, in seguito alla morte di Gengis Khan, il popolo dell'Orda d'Oro di stirpe mongolica, spingendosi verso Occidente travolse le città e i principati della Russia antica e Aleksandr, che era il sovrano di Novgorod, fu il condottiero eletto dal popolo come simbolo d'indipendenza perché riuscì a frenare l'espansione di alcuni gruppi di origine germanica.

Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn prese come soggetto del suo film la Battaglia del lago ghiacciato, durante la quale Aleksandr, capo dell'esercito russo, sconfigge l'esercito teutonico nel 1242 presso il Lago dei Ciudi ai confini dell'odierna Estonia. Secondo la leggenda Aleksandr diede ordine ai propri cavalieri di combattere privi di armature e di condurre i nemici sulla sottile superficie ghiaccata del lago, nel quale i cavalieri teutonici sprofondarono sotto il peso delle proprie bardature metalliche.

Aleksandr Nevskij (colonna sonora)[modifica | modifica sorgente]

Si trattò del terzo lavoro di Prokof'ev per il cinema. La colonna sonora era composta da 21 sezioni e Prokof'ev si occupò attivamente non solo della composizione, ma anche della fase di registrazione. Fece numerosi esperimenti posizionando il microfono a distanze diverse per ottenere il suono desiderato. I corni, ad esempio, usati per rappresentare i Cavalieri Teutonici furono fatti suonare vicini ai microfoni per produrre un suono crepitante e distorto. Le parti degli ottoni e del coro furono registrate in studi diversi e successivamente mixate insieme.

Prokof'ev utilizzò diverse sezioni dell'orchestra, così come diversi stili compositivi, al fine di evocare negli ascoltatori le immagini che desiderava. Ad esempio, i Cavalieri Teutonici (visti come il nemico) sono affidati agli ottoni pesanti, che eseguono note dissonanti con un ritmo marziale. Al contrario, l'esercito russo, che rappresenta il bene e con cui il pubblico deve identificarsi, viene evocato con un materiale più popolareggiante e armonioso.

Aleksandr Nevskij (cantata)[modifica | modifica sorgente]

La "Cantata op. 78", nata anche come opera di propaganda stalinista, vuole rappresentare i differenti momenti della vicenda narrata nel film. Composta per mezzosoprano, coro ed orchestra, venne eseguita per la prima volta a Mosca dalla "Filarmonica di Mosca" il 17 maggio 1939 sotto la direzione di Prokofiev e con Valentina Gagarina come voce solista. Come era avvenuto per la colonna sonora venne anch'essa ben accolta dal pubblico. Inizialmente dedicata al sessantesimo anniversario di Stalin, si caricò di letture sempre più spiccatamente patriottiche dopo l'invasione dell'Unione Sovietica da parte di Hitler.

La prima esecuzione negli Stati Uniti venne diretta da Leopold Stokowski e venne eseguita dividendola in sette movimenti, della durata di circa 40 minuti. È stata cantata in russo, ma Prokofiev ha utilizzato per il terzo e il quinto movimento il latino.

Ad un primo quadro storico che fa da prologo intitolato La Russia sotto il giogo dei Mongoli introdotto da un brano orchestrale che nel film accompagnava le sequenze di immagini che rappresentavano la patria sotto il giogo mongolo, segue una melodia corale dagli accenti nostalgici dal titolo Il canto di Aleksandr Nevskij che rammenta le imprese compiute da Aleksandr contro gli svedesi.
Il terzo brano, I Crociati in Pskov, dall'aggressivo canto isoritmico latino Peregrinus expectavi, pedes meos in cymbalis, è dedicato all'invasione dei Cavalieri Teutonici.
Questo pezzo, a parte un breve passo dolente che sottolinea il dolore degli invasi, è pervaso da una tematica musicale di carattere barbarico reso in modo perfetto dal suono cupo dei tromboni.

Senza alcuna pausa segue il canto che esorta a combattere, Sollèvati, popolo russo!, che gioca su temi assai semplici resi però corposi da un'orchestrazione altisonante.

Il pezzo maggiormente spettacolare è La battaglia sul ghiaccio dove viene vissuto il clima dello scontro con profonde sonorità, accordi dissonanti, passaggi politonali tutti accompagnati dai numerosi strumenti a percussione.

Il penultimo quadro, ricco di umanità, intitolato Il campo dei caduti è lasciato alla voce di mezzosoprano di una giovane donna russa che cerca tra i morti e i feriti il suo fidanzato dicendo di voler sposare un uomo coraggioso.

La Cantata si conclude con il brano dal tono grandioso L'entrata di Aleksandr in Pskov che riporta il tema musicale del condottiero già affrontata nel secondo brano, dove la veloce trasposizione da una tonalità all'altra crea un notevole effetto.

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