Aleksandr Ivanovič Lebed'

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Aleksandr Ivanovič Lebed
Aleksandr Lebed a una conferenza stampa a Mosca nel 1996
Aleksandr Lebed a una conferenza stampa a Mosca nel 1996
20 aprile 1950 - 28 aprile 2002
Nato a Novočerkassk
Morto a Kraj di Krasnojarsk
Cause della morte Incidente aereo
Dati militari
Paese servito URSS URSS
Russia Russia
Forza armata Truppe Aerotrasportate Russe
Anni di servizio 1969 - 1995
Grado Tenente generale
Comandanti Pavel Grachev
Guerre Guerra in Afghanistan
Guerra di Transnistria
Comandante di 106ª Divisione Aerotrasportata delle Guardie
14ª Armata Russa
Decorazioni
Studi militari
  • Ryazan Airborne Military Command School
  • Accademia militare "Frunze"
Altro lavoro politico

[senza fonte]

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Incarici politici

Segretario del Consiglio di Sicurezza
Durata mandato 1996 - 1996

Governatore del Kraj di Krasnojarsk
Durata mandato 1998 - 2002

Dati generali
Partito politico Congresso delle Comunità Russe

Aleksandr Ivanovič Lebed (in russo: Алекса́ндр Ива́нович Ле́бедь?; Novočerkassk, 20 aprile 1950Kraj di Krasnojarsk, 28 aprile 2002) è stato un generale e politico russo.

È stato un tenente generale dell'Armata Rossa, ed un politico molto popolare nella Russia post-sovietica, vicepresidente della Federazione Russa durante il periodo di Boris Eltsin. Rimase ucciso per la catastrofica caduta di un elicottero Mi-8 nella Siberia occidentale.

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver represso brutalmente il dissenso nel Caucaso durante gli anni ottanta, includendo la dispersione violenta di un raduno indipendentista il 9 aprile, di fronte all'edificio di governo di Tbilisi (capitale della Georgia), che fece venti morti, Aleksandr Lebed' divenne comandante della 106ª Divisione Aerotrasportata delle Guardie di Tula dal 1990 al 1991.

Lebed rimase al centro dell'attenzione nazionale russa ed internazionale dopo il fallito colpo di stato sovietico del 1991, col quale l'ala oltranzista del PCUS cercò di rovesciare il governo riformista di Mikhail Gorbaciov, note come "Glasnost" e "Perestrojka". All'apice della crisi, i golpisti circondarono la Casa Bianca, sede del parlamento russo, in particolare, a Lebed' fu ordinato di circondare il parlamento con truppe corazzate, ma egli non intraprese alcuna azione ostile nei confronti degli assediati né contro Boris Eltsin, presidente della Repubblica Socialista Sovietica Russa), il cui deciso intervento fece fallire il colpo di stato.

Più tardi, Lebed venne promosso e divenne il vice del comandante supremo delle Truppe Aerotrasportate Russe, generale Pavel Sergeevič Gračëv.

Alla testa della 14ª Armata[modifica | modifica sorgente]

Aleksandr Lebed divenne nel giugno 1992 il comandante della 14ª Armata Russa, basata in Moldavia.

La presenza delle sue truppe è generalmente considerata responsabile del conflitto su vasta scala nella regione, anche perché Lebed espresse pubblicamente il suo disgusto per la corruzione e l'ininterrotta occupazione del potere di Igor Smirnov, presidente della Transnistria (una sub-regione che aspirava a separarsi dalla Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia).

Il 30 maggio del 1995 rassegna le sue dimissioni, per darsi alla politica. Alle elezioni alla Duma di Stato (il parlamento della Federazione Russa) del dicembre 1995, Lebed è a capo di un partito nazionalista moderato con il nome Congresso delle Comunità Russe (Конгресс русских общин). Il partito non riesce a superare lo sbarramento del 5% per ottenere posti nel parlamento ma lo stesso Lebed' viene eletto in un singolo collegio elettorale.

Elezioni presidenziali russe del 1996[modifica | modifica sorgente]

Aleksandr Lebed corre come candidato alle elezioni presidenziali russe del 1996 e finisce terzo con il 14.5% dei voti nella prima tornata. Due giorni dopo la prima fase, il presidente incombente Boris Yeltsin sceglie Lebed per il ruolo di Segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa e come Consulente di Sicurezza Nazionale del Presidente. Lebed a sua volta appoggia Yeltsin nella tornata elettorale finale due settimane più tardi, ed infine Yeltsin vinse il ballottaggio.

Il corso politico di Lebed è stato marcatamente propenso alla militarizzazione. Lebed acclamò il colpo di stato di Augusto Pinochet in Cile, affermando in un articolo che "preservare l'esercito è la base per preservare il governo."[senza fonte]

Come capo del consiglio di sicurezza russo, Lebed intavolò negoziati con il presidente ceceno Aslan Maskhadov e firmò l'accordo di pace a Chasavjurt, in Dagestan, che nell'agosto 1996 decretò la fine della prima guerra cecena. In seguito venne espulso dal Consiglio di Sicurezza Russo dal presidente Boris Yeltsin, nel ottobre del 1996, in seguito all'istaurarsi di grosse conflittualità tra Aleksandr Lebed e l'influente Ministro degli Interni, Anatolij Kulikov.

Nel 1997 denuncia la scomparsa di armi nucleari portatili[modifica | modifica sorgente]

Il 7 settembre del 1997, in un'intervista TV con il newsmagazine Sixty Minutes, Aleksandr Lebed sosteneva che l'ex Unione Sovietica aveva perso dai suoi arsenali, la traccia sui registri di alcune armi nucleari miniaturizzate, della dimensione di una valigetta (oppure contenute in uno zaino). Sia i governi degli Stati Uniti che la Federazione Russa hanno immediatamente confutato le affermazioni di Lebed, con il governo russo che arrivava a contestare di aver mai creato di tali armi.

Morte sospetta in un incidente su un grosso elicottero di trasporto civile[modifica | modifica sorgente]

Il 17 maggio del 1998, Aleksandr Lebed' vinse l'elezione per il governatorato di Kraj di Krasnojarsk. Occupò questo incarico fino alla sua morte, ad appena 52 anni, il 28 aprile del 2002, in un incidente di elicottero. Il Mi-8 sul quale viaggiava assieme ad altre 19 passeggeri piloti compresi, mentre andava all'inaugurazione di una pista da sci, precipita causando la morte di altre 6 persone. Oltre a Lebed vi muore anche il vice Governatore di Krasnojarsk Nadezhda Kolbadalle. Le cause controverse, la popolarità e l'affetto che lo avevano circondato, sia nel mondo militare sia dalla popolazione civile, causarono molto scalpore e commozione. La causa ufficiale dell'incidente è stata la collisione dell'elicottero in questione con linee elettriche durante l'attravversamento dei Monti Sajany in una giornata di nebbia cadendo su la neve senza incendiarsi. La sua morte è circondata da diverse teorie della cospirazione.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine della Bandiera Rossa - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa
Ordine della Stella Rossa - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Stella Rossa
Ordine del Servizio alla Patria nelle Forze Armate - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Servizio alla Patria nelle Forze Armate

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