Aleksandr Gel'evič Dugin

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Aleksandr Gel'evič Dugin

Aleksandr Gel'evič Dugin (in russo: Александр Гельевич Дугин; Mosca, 7 gennaio 1962) è un politologo e filosofo russo, appartenente all'estrema destra[1].

È noto anche al di fuori della Russia per aver teorizzato la fondazione di un "impero euro-asiatico" in grado di contrapporsi agli interessi nord-atlantici[2][3][4]. È stato l'organizzatore e il primo leader del Partito Nazional-Bolscevico e, in seguito, di altri partiti di estrema destra (Fronte Nazionale Bolscevico, Partito Eurasia). Il suo programma politico mira all'unificazione di tutti i popoli di lingua russa in un unico paese attraverso lo smembramento delle repubbliche ex-sovietiche[5][6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aleksandr Dugin è nato da famiglia di tradizioni militari: il padre era un ufficiale del servizi segreti e la madre una dottoressa[7]. Nel 1979 si iscrive all'Istituto Aeronautico di Mosca, che presto abbandona per conseguire la laurea in filosofia.

Lavora come giornalista dai primi anni Ottanta, diffondendo i suoi articoli clandestinamente. Nel 1988, insieme all'amico Gejdar Džema, si unisce al gruppo nazionalista anti-occidentale Pamjat. Negli anni della dissoluzione dell'Unione Sovietica si oppone prima a Michail Gorbačëv e poi a Boris El'cin, prendendo parte al "Fronte di Salvezza Nazionale". Dopo la caduta dell'URSS collabora con Gennadij Zjuganov alla scrittura del programma politico del nuovo Partito Comunista della Federazione Russa[8].

Nel 1993 fonda il Partito Nazional-Bolscevico con lo scrittore Eduard Limonov. Comincia a pubblicare il suo giornale, Elementy, sul quale loda l'ideologo neo-fascista e anti-atlantista Jean-François Thiriart. Negli anni seguenti celebra sia lo zarismo sia la prassi politica di Stalin, oltre a Julius Evola. Collabora anche con il settimanale Den (Il giorno), uno dei centri ideologico dell'anti-cosmopolitismo russo[8].

In un articolo del 1997, Fascismo, senza frontiere e rosso, Dugin proclama l'arrivo in Russia di "un fascismo genuino, vero, radicalmente rivoluzionario e coerente". Sostiene che non sono stati "assolutamente gli aspetti razzisti e sciovinisti del nazismo a determinare questa ideologia. Gli eccessi in Germania riguardano esclusivamente i tedeschi [...], mentre il fascismo russo è una combinazione del naturale conservatorismo nazionale con un appassionato desiderio di veri cambiamenti"[9]. Secondo Dugin, "le Waffen-SS, e soprattutto il reparto scientifico dell'organizzazione" erano "un'oasi intellettuale all'interno del regime nazional-socialista"[9].

Le differenze ideologiche con Limonov si fanno nel frattempo incolmabili e Dugin, insieme ai militanti più accesamente nazionalisti, esce dal partito. Si sposta in seguito ancora più a destra, con la fondazione di organizzazioni (dalla visibilità politica quasi inesistente) violentemente anti-liberali e anti-progressiste, tra le quali il Fronte Nazionale Bolscevico. Dopo la rottura con Limonov, nel 1998 si avvicina a Evgenij Primakov e, in seguito, alla cerchia di Vladimir Putin[10].

Nel 2000 ha fondato un nuovo movimento, il Partito Politico Panrusso Eurasia, che nel 2003 è divenuto una ONG col nome di Movimento Internazionale Eurasiatista (Meždunarodnae Evrazijskoe Dviženie, MED).

Il nazionalbolscevismo[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti che gli ispirarono la teorizzazione di questa nuova ideologia, secondo quanto scritto da Dugin stesso, furono sostanzialmente tre: il nazionalbolscevismo tedesco (Ernst Niekisch); la corrente di pensiero nota come rivoluzione conservatrice (Ernst Jünger); i comunisti russi più patriottici (Karl Radek, Stalin). Il nazionalbolscevismo, come viene teorizzato da Dugin, è la negazione del primato dell'individuo sulla collettività, del particolare sull'Assoluto, del soggettivo sull'oggettivo. È cioè l'antitesi stessa del liberalismo.

Ideologie apparentemente opposte, come il fascismo (ma solo nella sua ala sociale) ed il comunismo (ma solo nella sua corrente patriottica), a livello metafisico si fondono, proprio perché esaltano l'Uno rispetto al Molteplice. Essi possono e debbono fondersi contro il nemico comune finora trionfante: il liberalismo, luogo dell'individualismo e del caos.[senza fonte]

Euro-asiatismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Eurasia (poi Movimento Eurasiatista) è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero della giustizia russo il 31 maggio 2001[8]. Il partito dichiara di avere il supporto di alcuni circoli militari e di alcuni alti esponenti della chiesa ortodossa russa e delle comunità musulmane, buddhiste ed ebraiche. Dugin ritiene che il partito possa giocare un ruolo chiave nella risoluzione del problema ceceno, con l'obiettivo di realizzare un'alleanza strategica tra l'Europa e gli stati mediorientali, in particolare l'Iran. Le idee di Dugin su una possibile "alleanza turco-slava in una sfera euroasiatica" hanno recentemente raggiunto una certa popolarità in alcuni circoli nazionalisti della Turchia, tra i quali la rete Egernok, protagonista di un clamoroso processo con l'accusa di cospirazione. Dugin propone inoltre un'alleanza russo-araba[11].

« Per principio, l'Eurasia e la nostra terra, la Russia vera e propria, restano il centro di una nuova rivoluzione anti-borghese e anti-americana. [...] Il nuovo Impero Euroasiatico sarà costruito sul principio fondamentale del nemico comune: il rigetto dell'atlantismo, strategia di dominio degli USA, e il divieto di permettere ai valori liberali di dominarci. Questo impulso civilizzatore sarà la base di un'unione politica e strategica.[12] »

Dugin ha criticato l'infulenza "euro-atlantica" nelle elezioni presidenziali in Ucraina del 2004, considerata una strategia per creare un "cordone sanitario" attorno alla Russia, simile al tentativo britannico dopo la Prima guerra mondiale. Ha criticato anche Putin per la "perdita" dell'Ucraina e ha accusato il suo eroasiatismo di essere "vuoto". Nel 2005 ha annunciato la creazione di un "movimento giovanile anti-arancione" per contrastare simili tendenze in Russia. L'Unione Giovanile Euroasiatica", fondata e finanziata da Dugin, è stata accusata di atti vandalici e attività estremiste e in seguito messa al bando in Ucraina; Dugin stesso è stato dichiarato "persona non grata" a causa delle sue attività anti-ucraine[13][14]

Prima dello scoppio della guerra in Ossezia del Sud nel 2008, Dugin ha visitato l'Ossezia meridionale e ha dichiarato: "Le nostre truppe occuperanno Tbilisi, l'intero paese, e forse anche l'Ucraina e la Crimea, che comunque fa storicamente parte della Russia"[15]. Ha poi dichiarato che la Russia non dovrebbe "limitarsi a liberare l'Ossezia del Sud, ma dovrebbe andare avanti. [...] Dovremmo fare qualcosa di simile in Ucraina"[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anton Shekhovtsov, "The Palingenetic Thrust of Russian Neo-Eurasianism: Ideas of Rebirth in Aleksandr Dugin’s Worldview", Totalitarian Movements and Political Religions, Vol. 9, No. 4 (2008), pp. 491-506.
  2. ^ Anton Shekhovtsov, "Aleksandr Dugin’s Neo-Eurasianism: The New Right à la Russe", Religion Compass: Political Religions, Vol. 3, No. 4 (2009), pp. 697-716.
  3. ^ Alan Ingram, "Alexander Dugin: Geopolitics and Neo-Fascism in Post-Soviet Russia", Political Geography, Vol. 20, No. 8 (2001), pp. 1029-1051.
  4. ^ Stephen Shenfield, Russian Fascism: Traditions, Tendencies, Movements (Armonk: M.E. Sharpe, 2001), p. 195.
  5. ^ Robert Horvath, Beware the rise of Russia's new imperialism, The Age, August 21, 2008
  6. ^ (RU) Intervista all'Echo Moskvy.
  7. ^ (RU) Доктор Дугин, Литературная Россия. URL consultato il 18 marzo 2012..
  8. ^ a b c John B. Dunlop, Aleksandr Dugin's Foundations of Geopolitics.
  9. ^ a b Andreas Umland, Will United Russia become a fascist party?, Turkish Daily News, 15 aprile 2008.
  10. ^ Jeffrey Mankoff, Russian Foreign Policy: The Return of Great Power Politics, Rowman & Littlefield, 2009, pp. 66-67.
  11. ^ Russian nationalist advocates Eurasian alliance against the U.S., Los Angeles Times, 4 settembre 2008.
  12. ^ Aleksandr Dugin, Le basi della geopolitica, 1997.
  13. ^ (UK) "SBU singled out people responsible for Hoveral attack", Novynar, 20 ottobre 2007.
  14. ^ "Neo-Eurasianist Alexander Dugin on the Russian-Georgia Conflict", Central Asia-Caucasus Institute Analyst, 3 settembre 2008.
  15. ^ Road to War in Georgia: The Chronicle of a Caucasian Tragedy, Spiegel, 25 agosto 2008.
  16. ^ (RU) Intervista ad Aleksandr Dugin, Echo Moskvy, 8 agosto 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Testo: La metafisica del nazional-bolscevismo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 64230212 LCCN: nr/95/1941