Alea (musica)

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Con alea (pronuncia àlea, aleatòria) si intende il metodo compositivo sviluppatosi dagli anni Cinquanta del Novecento in avanti in cui il compositore ricerca la collaborazione creativa dell'interprete tramite una reinterpretazione del concetto di notazione musicale.

[modifica] Caratteristiche

Il compositore accorda agli esecutori una certa libertà improvvisativa: se questa libertà è limitata ad alcuni parametri (ad esempio l'improvvisazione tra determinate altezze) si parla di alea controllata. Figura fondamentale dell'alea è il compositore americano John Cage (si veda, per quanto riguarda le composizioni per orchestra di Cage l'Atlas Eclipticalis o il suo Concerto per pianoforte e orchestra). In Italia è ritenuto "fondatore" della musica aleatoria il compositore e direttore Bruno Maderna, che fu uno dei primi a delinearne i caratteri principali (tra le composizioni più importanti di Maderna per quanto concerne l'uso della tecnica aleatoria vi sono la Grande Aulodia per flauto e oboe soli ed Orchestra, e successivamente le composizioni Biogramma, Aura e Quadrivium per quattro percussionisti e quattro gruppi d'Orchestra disposti nello spazio; inoltre, fra i tre composti, il III Concerto per Oboe ed Orchestra).

Tra gli europei, solo per citarne alcuni, hanno utilizzato l'alea i compositori Karlheinz Stockhausen e l'italiano Luciano Berio. Anche Luigi Nono non fu da meno, specialmente con uno dei suoi ultimi e più celebri lavori, Fragmente-Stille, an Diotima per quartetto d'archi: prendendo spunto da frammenti di testo, Nono scrive delle brevissime parti (Fragmente-Stille appunto, frammenti-attimi) per i quattro esecutori, parti spesso non rigorose o precise, affidate alla sensibilità e all'improvvisazione degli artisti stessi.

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