Aldo Cibic

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Aldo Cibic (Schio, 1955) è un designer italiano.

Biografia e carriera[modifica | modifica sorgente]

Aldo Cibic [1] si forma a Milano sotto la guida di Ettore Sottsass. Ancora giovane, infatti, si trasferisce nel capoluogo lombardo diventando nel 1980 socio della "Sottsass Associati", insieme a Matteo Thun e Marco Zanini, e di Memphis negli anni che seguono. Gli anni ottanta coincidono per la formazione professionale di Aldo Cibic con le fasi di massima sperimentazione nel design e nell’architettura e di maturazione stilistica.[senza fonte] Sul finire del decennio, Aldo Cibic ufficializza il divorzio dalla scuola sottsassiana per fondare un proprio studio, che abbraccia a tutt’oggi attività nel campo dell’architettura, dei progetti d’interni e di design in Italia e all'estero. Sviluppa, parallelamente, un lavoro di ricerca su modalità progettuali alternative nel campo del design e dell'architettura, che in ambito accademico, con la Domus Academy, il Politecnico di Milano, l’Università IUAV di Venezia e la Tongji University di Shanghai, di cui è Professore Onorario.[senza fonte]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Living Nature - Sustainable resort community, Milano Santa Giulia, X Biennale di Architettura, La Rinascente, Positec Cina, Diesel-Staff, Fondazione Cariverona, Nuova sede Cisl a Vicenza, Autogrill, I progetti per Santo Stefano Ticino, Concorso GD, Museo Maserati e Fondazione casa natale di Enzo Ferrari, Uffici Dallaverde, Move In, Water.

Design[modifica | modifica sorgente]

Memphis, Standard, Artemide "Klik", Paola C., Foscarini "Cocò" e "Lampoon", Cappellini, Antonengeli "Formosa", Millepiedi, QBX, 1X1, Not for Sale, New Stories New Design, Ottone Meloda, X Novo, Smart Home Fitness, Steel & Style, Even, Shanghai Made in Italy, A Perfect Weekend, Perché Design, Antologia

Interni[modifica | modifica sorgente]

Selfridges Manchester e Birmingham, I.Net British Telecom, Abitare, Autogrill, Mövenpick, Marazzi, Medusa Multisala, Move In, Geox, Una Hotel, New England, Marina Yachting, Esprit, Casa Venezia, Casa Vicenza,

Allestimenti[modifica | modifica sorgente]

Andrea Palladio 500, 10 Biennale di Architettura di Venezia, La città degli orti - Saie Spring 2008, Eire, Vista con camera - Abitare il Tempo 2007, Microrealities, Microrealities-Graz, New Stories New Design, A perfect weekend, Andrea Palladio e la villa veneta. Da Petrarca a Carlo Scarpa, Farming-on-Thames, Whirpool, Telecom, Pirelli, Pitti Ynformal, Risanamento, Una vita semplice - Abitare il Tempo 2004, Gourmet Lounge, X Novo, Com.Dome NeoZone, Triennale Milano 1993

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Microrealities[modifica | modifica sorgente]

Un progetto sui luoghi e sulle persone. L'idea è che tante piccole storie messe insieme possano creare narrazioni più grandi e significative. Sono le azioni delle persone che possono determinare l'identità di uno spazio. Il progetto propone visioni in cui, attraverso la riorganizzazione di potenzialità ed energie, si favoriscono le condizioni per attivare occasioni di incontro, di scambio, di condivisione che caratterizzano i momenti di vita collettiva. È la creatività nei processi che fa nascere realtà più stimolanti.

Microrealities (2004) propone 4 progetti su Milano e Shanghai che riguardano riflessioni e idee sulla città in relazione all'uomo che la vive:

  1. Le porte della città. Nuovi simboli per nuovi confini.
  2. Centro commerciale+spazi pubblici+... La possibilità di creare nuovi centri urbani
  3. La città degli orti. Riappropriarsi delle stagioni.
  4. Shangai: 100 nuove stazioni del metro. Un’occasione per produrre identità e senso di appartenenza nelle periferie.

New Stories New Design[modifica | modifica sorgente]

New Stories New Design (2002 e 2004) è un tentativo di guardare all'universo del design usando diverse chiavi di lettura. È un invito ad inventare storie capaci di contestualizzare prodotti e servizi. Il designer diventa quindi esploratore e collezionista, lettore e interprete, critico e narratore. Partendo dalla duplice analisi di attività e relazioni, il progetto genera occasioni per nuove opportunità d'impresa, in cui qualità e dignità siano i valori di riferimento. In questo senso il designer opera attraverso un lavoro generoso e generativo.

Perché Design[modifica | modifica sorgente]

La Rinascente ha offerto ad Aldo Cibic e il suo team (insieme ad altri tre designer) la propria vetrina per realizzare un progetto durante il Salone del Mobile del 2006. Perché Design è stata un'indagine sul punto di vista di diversi gruppi di persone rispetto al design in generale, al design e il prodotto, al design e la città.

La vetrina si è tramutata in una redazione con un salottino per intervistare gli ospiti: designer, produttori e giornalisti; ma anche politici, storici, imprenditori di altri settori, artisti, filosofi... e passanti che hanno voluto esprimere la loro opinione. La finalità è stata quella di raccogliere un gran numero di testimonianze, in una pubblicazione video e stampata, in grado di produrre un quadro variegato di quello che è il percepito del design nella capitale del design.

Le 3 domande poste erano:

  1. cos’è il design per te?
  2. quale oggetto più ami e quale ti manca?
  3. cosa ti piace e cosa vorresti nella tua città?

A Perfect Weekend[modifica | modifica sorgente]

A Perfect Weekend (2005) è una storia, anzi la continuazione di una storia già iniziata da Aldo Cibic con "Microrealities" nell’edizione 2004 della Biennale di Architettura di Venezia e proseguita con "Una vita semplice" in mostra a Verona nell’ambito della fiera "Abitare il tempo 2004". Una storia che ci offre delle alternative per vivere meglio e più consapevolmente di prima. Una storia che ha la forma di una tenda o di più tende, ma non è una storia da campeggio. E’, semmai, un invito alla socialità e allo stare insieme, alla riscoperta di valori autentici e fondamentali, senza rinnegare o disperdere quel gusto e quella qualità delle cose che rendono la vita migliore.

Citizen City[modifica | modifica sorgente]

Attraverso la proposta di microstorie Citizen City (Ricerca sulle persone e sulle città, 2003) ha voluto produrre avvicinamenti a fatti e valori, a certezze e poesia del quotidiano. Tutto questo si è concretizzato in una somma di progetti che attraverso immagini, simulazioni, pensieri e modelli hanno suggerito immaginari e realtà più vivibili: possibilità, aspirazioni, desideri.

  • Hotel a Una Stella: Luogo fatto solo di accoglienza.
  • Comunità Urbana: Il villaggio nella grande città.
  • Lontano ma Vicino: Una telecomunicazione che annulla le distanze.
  • Città Mercato: Il commercio che produce vitalità, contaminazioni, relazioni.
  • Nuovi Lavori: Economia e occupazione creativa.
  • Cena a Casa Mia: La domesticità condivisa.
  • Cappelle Laiche: Luoghi di sosta e riflessione sparsi per la città.
  • Family Business: Nuove ricette di relazioni.
  • Domesticità Digitale: Una tecnologia più umana.
  • Vuoto e Pieno: Quanto spazio per la natura.

Family Business[modifica | modifica sorgente]

Family Business (1995) è stata una ricerca condotta per The Solid Side, Domus Academy e Philips Design. A partire dall'analisi dei comportamenti della gente e delle famiglie nella quotidianità (attività, rapporti interpersonali, oggetti e ambienti utilizzati) il progetto propone i nuovi "spazi ibridi" fra la casa e il lavoro. Case officina organizzate a partire da modi nuovi di stare insieme e di lavorare che, anche grazie alle nuove tecnologie digitali, ottimizzano l'uso degli spazi privati intesi come fattori di aggregazione di nuove comunità di lavoro urbano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • RETHINKING HAPPINESS di Aldo Cibic - Corraini Editore
  • ALDO CIBIC di Doveil Frida - Abitare Segesta
  • MICROREALITIES, A project about places and people - Skira
  • MANIFESTO PER LA METROPOLI NORDEST - Marsilio
  • ALDO CIBIC DESIGNER - Skira

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Cibic, dopo la separazione dal gruppo Memphis, ha avuto un rapporto difficile con il grande maestro del design Ettore Sottsass; tuttavia questi, nell'ultima intervista rilasciata alla rivista Panorama pochi giorni prima della morte, riferendosi ai suoi collaboratori-allievi ha affermato: “non credo di aver lasciato alcuna traccia del mio lavoro, forse qualcosa in Aldo Cibic”[2].

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aldo Cibic: la casa è mobile (e autosufficiente) - Wise Society
  2. ^ Panorama - Cultura e società consultato il 10 dicembre 2007