Alcesti (mitologia)

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Alcesti e Admeto; affresco romano da Pompei, Casa del poeta tragico, regio VI,8,3 tablino 8, IV stile, 45-79 d.C.

Alcesti è un personaggio della mitologia greca, figlia di Pelia, re di Iolco, e di Anassibia.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Suo padre Pelia la promise in sposa a chi sarebbe riuscito a mettere al giogo due bestie feroci.

Il re di Fere, Admeto, grazie all'aiuto di Apollo, riuscì nell'impresa e ottenne Alcesti in sposa. Il giovane, infatti, ricevette dal dio del sole un carro tirato da un leone e da un cinghiale. Apollo, una volta compiuta l'impresa, chiese ad Admeto di sacrificarsi per ricambiare l'aiuto ricevuto. Admeto chiede ai suoi genitori di sacrificarsi per lui ma loro rifiutano. Allora, Alcesti decide di sacrificarsi al posto del suo sposo.

Ancora in lutto Admeto ospita Eracle a casa sua e gli racconta la sua storia. Eracle, commosso sia dalla storia, sia dall'ospitalità che gli ha offerto il povero Admeto, decide di scendere negli Inferi, e riporta Alcesti sulla terra.

La concezione platonica[modifica | modifica sorgente]

Nel Simposio di Platone, Alcesti assurge a emblema dell'amore disinteressato, dell'Eros più autentico, per cui solo chi ama è disposto a morire per la persona cui ha consacrato il proprio cuore. In questo senso, Alcesti è l'opposto di Orfeo, che, invece di sacrificare la propria vita ricongiungendosi così a Euridice, chiede gli venga restituita.

Alcesti, al contrario del cantore tracio, supera nell'amore gli stessi genitori di Admeto, e il «gesto da lei compiuto parve così bello non solo agli uomini, ma anche agli dèi, al punto che questi, pur avendo concesso solamente a pochissimi uomini fra i molti che compirono molte buone azioni il dono di lasciar tornare l'anima dall'Ade, tuttavia lasciarono tornare la sua anima, meravigliati dalla sua azione».[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Discorso di Fedro, 179 C, in Platone, Simposio, Milano, Bompiani, 2008, p. 81, trad. di Giovanni Reale

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

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