Alcelaphus buselaphus buselaphus

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Alcelafo bubalo
Bubalhartebeest-londonzoo.jpg
Alcelaphus buselaphus buselaphus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EX it.svg
Estinto (1923)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Bovidae
Sottofamiglia Alcelaphinae
Genere Alcelaphus
Specie A. buselaphus
Sottospecie A. b. buselaphus
Nomenclatura trinomiale
Alcelaphus buselaphus buselaphus
Pallas, 1766

L'alcelafo bubalo (Alcelaphus buselaphus buselaphus Pallas, 1766) è un bovide che in passato era diffuso in un territorio che andava dal Marocco all'Egitto e probabilmente anche in Palestina e in Arabia.

La scoperta delle sue corna nelle tombe egizie di Abadiyeh ci fa capire quanto fosse importante sia dal punto di vista mitologico che alimentare. Quelle tipiche corna a forma di lira hanno fatto pensare sia agli antichi che ai moderni che ci fosse una parentela più con i buoi che con le antilopi. Henry Barth nella sua descrizione, del 1857, delle colline di Anahef nel centro Sahara parlava anche di "grosse mandrie di buoi selvatici (Antilope bubalis)" che evitavano il suo gruppo "arrampicandosi sulle rocce molto più agilmente di un uomo".

All'inizio del secolo scorso si trovava solo nelle montagne a sud dell'Algeria e sull'Alto Atlante marocchino. I grossi branchi che vivevano sulla Catena dell'Atlante un centinaio di anni prima erano scomparsi, lasciando solo amati ricordi nelle menti di qualche colonnello francese "che li aveva abbattuti nelle grandi battute di caccia organizzate nei primi periodi dell'occupazione francese". Comunque, non mancarono i cacciatori che sfidando il terreno impervio trovarono anche gli ultimi superstiti.

L'ultima notizia affidabile sull'avvistamento e abbattimento di un bubalo in Algeria la abbiamo nel 1902, anche se c'è chi afferma di averne visti anche molto dopo quella data. L'alcelafo fu avvistato in Marocco nel 1925 da Missour, ma ben pochi esperti diedero credito all'affermazione e così la femmina che morì nello zoo di Parigi nel 1923 è in genere considerata l'ultima della sua sottospecie.

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