Alberto Pariani

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Alberto Pariani
Alberto Pariani

Luogotenente generale del Regno d'Albania
Durata mandato marzo - 6 settembre 1943
Predecessore Francesco Jacomoni di San Savino
Successore carica abolita

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista

Alberto Pariani (Milano, 27 novembre 1876Malcesine, 1 marzo 1955) è stato un generale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terminò la prima guerra mondiale come comandante del 6º Reggimento alpini. Dal 1920 al 1924 fu capo di Stato Maggiore d'armata. Dal 1925 al 1926 fu capo operazioni dello Stato Maggiore generale, mentre dal 1927 al 1933 fu addetto militare a Tirana e capo della missione militare italiana in Albania. Dal 1933, promosso generale, al 1934 fu al comando della 11ª Divisione Brennero. Dal 1934 al 1936 servì come vice capo di Stato Maggiore generale, mentre dal 1936 al 1939 fu capo di Stato Maggiore dell'Esercito ed al contempo sottosegretario alla Guerra.

Nel 1939 entrò in congedo (diede le dimissioni dopo aver consegnato a Mussolini la relazione sullo stato dell'esercito, stato non consono all'entrata in guerra[1]) ma nel 1943 fu richiamato per divenire comandante generale delle forze d'Albania e luogotenente generale del piccolo stato balcanico. Fu il Capo di SME che plasmò la famigerata divisione binaria, riorganizzazione dell'unità base dell'esercito che divenne famosa appunto come "riforma Pariani".

Nel 1943, al momento dell'Armistizio di Cassibile, fu catturato dai tedeschi. Arrestato dopo la fine della guerra per crimini fascisti, venne assolto nel 1947. Bibliofilo e collezionista appassionato, nel 1952 venne eletto sindaco di Malcesine: mantenne la carica di primo cittadino fino al 1º marzo 1955, giorno in cui morì improvvisamente poco dopo una seduta consiliare[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 31 luglio 1939[3]
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 19 settembre 1918[4]
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Carlo Fusco, Guerra d'albania, Sellerio Editore, Palermo.
  2. ^ Alberto Pariani a cura di Giancarlo Volpato
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano Successore Flag of the chief of staff of armed force.svg
Federico Baistrocchi 1936 - 1939 Rodolfo Graziani
Predecessore Luogotenente generale del Regno d'Albania Successore Flag of luogotenente generale in Albania of the Kingdom of Italy.svg
Francesco Jacomoni di San Savino marzo - 6 settembre 1943 Titolo abolito

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