Albertano da Brescia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Albertano da Brescia, noto anche come Albertanus causidicus Brixiensis (Brescia, fine del XII secoloBrescia, dopo il 1253), è stato un giurista e letterato italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Non molto è noto della vita di Albertano da Brescia; molti dati sono desunti dall'esame delle sue opere o da registrazioni in atti pubblici. Fu ascritto al "collegio dei causidici" di Brescia, la corporazione dalla quale provenivano i magistrati del comune bresciano, di tradizioni guelfe. Si è pertanto inferito che abbia studiato all'università di Bologna intorno al 1215-1220. Sentì gli influssi del nascente movimento francescano a cui si ispirò nel corso della vita.

Durante la lotta dei bresciani contro l'imperatore Federico II, il quale nel 1238 aveva cinto d'assedio Brescia, comandò la difesa di Gavardo. Il 26 agosto 1238 fu fatto prigioniero dagli imperiali e incarcerato a Cremona, città ghibellina. In carcere scrisse De amore et dilectione Dei et proximi, il primo dei suoi lavori filosofici che dedicò ai suoi tre figli Vincenzo, Stefano e Giovanni degli Albertani. Liberato pochi mesi dopo, ritornò a Brescia. Nel 1243 si recò a Genova come "assessor", cioè consulente legale del podestà Emmanuele Maggi, bresciano. Non si hanno più notizie documentate su di lui dopo il 1253.

I trattati rappresentano una vasta opera erudita sacra e profana, insieme di dettami etici di origine biblica ma anche di autori latini, il tutto pervaso di spirito francescano. Sono stati volgarizzati nel 1268 da Andrea da Grosseto e da Soffredi del Grazia nel 1278.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Trattati
  • De amore et dilectione Dei et proximi et aliarum rerum et de forma vitae (1238)
  • Ars loquendi et tacendi (1245), ed. Paola Navone: Liber de doctrina dicendi et tacendi: la parola del cittadino nell'Italia del Duecento / Albertano da Brescia, Tavarnuzze 1998 (Per Verba, Testi mediolatini con traduzioni, 11) (ISBN 88-87027-30-7).
  • Liber consolationis et consilii (1246): Albertani Brixiensis, Liber consolationis et consilii ex quo hausta est fabula de Melibeo et Prudentia, a cura di Thor Sundby, Havniae 1873. È un trattato morale sul tema del perdono, inteso non solo come alta virtù umana e cristiana, ma come necessaria dote civile, in una società che sta mutando i suoi orizzonti e che proprio per questo richiede comportamenti ispirati a moderazione. In tempi recenti, l’opera è diventata oggetto di analisi da parte degli storici dell’economia, che hanno individuato in Albertano il pioniere di un nuovo approccio alla questione del progresso individuale e collettivo, fondato sul riconoscimento della liceità della ricchezza, purché ottenuta grazie al lavoro onesto e nell’osservanza del principio evangelico di solidarietà verso i poveri.

Il Liber consolationis aveva riscosso da subito un grande successo, perdurato a tutto il XV secolo, e anche dopo. Innumerevoli le edizioni, gli adattamenti, le traduzioni in varie lingue: oltre che nel volgare italiano, in francese, olandese, spagnolo, tedesco, ceco. Da una versione di Renaud de Louens, il Livre de Mélibée et de Dame Prudence, Geoffrey Chaucer ricavò uno dei suoi Racconti di Canterbury, ossia The Tale of Melibee (Il Racconto di Melibeo). L’illustre dantista Santino Caramella ha ipotizzato che l’opera abbia esercitato un influsso sulla Divina Commedia.

La vicenda narrata nel Liber consolationis et consilii è quella di un delitto.

“Un giovane, chiamato Melibeo, uomo ricco e potente, lasciò la moglie e la figlia, che molto amava, in casa e, chiusa la porta d’ingresso, se ne andò altrove a divertirsi. Avendo visto ciò, tre suoi vicini e antichi nemici, poste delle scale ed entrati attraverso le finestre, picchiarono violentemente la moglie di Melibeo, di nome Prudenza, e, dopo aver inferto alla figlia cinque piaghe, agli occhi, alle orecchie, alla bocca, al naso e alle mani, se ne partirono, abbandonandola mezza morta”. (cap. I)

A tale vicenda è ispirato un romanzo storico di Enrico Giustacchini, Il giudice Albertano e il caso della fanciulla che sembrava in croce, nel quale la soluzione del delitto è affidata proprio all’acume, alle conoscenze filosofico-letterarie e alle capacità deduttive del giurista e scrittore bresciano.

Sermoni
  • Sermo Januensis (1243)
  • Sermones quattuor (entro il 1250)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Guerrini, «ALBERTANO da Brescia». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. I, Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1960 (on-line)
  • Manlio Pastore Stocchi, «Albertano da Brescia». In: Vittore Branca (a cura di), Dizionario critico della letteratura italiana, Torino: UTET, 1973, vol. 1, pp. 7-10.
  • James M. Powell: Albertanus of Brescia: The pursuit of happiness in the early thirteenth century, Philadelphia 1992 (ISBN 0-8122-3138-4)
  • James M. Powell: "Albertano Da Brescia" in Dictionary of the Middle Ages, Supplement 1, 2004
  • Angus Graham. "Albertanus of Brescia: A Preliminary Census of Vernacular Manuscripts." Studi Medieval 41 (2000): 891-924
  • Albertano da Brescia: Alle origini del Razionalismo economico, dell'Umanesimo civile, della Grande Europa, a cura di Franc[esc]o Spinelli, Brescia 1996 (ISBN 88-7385-306-4).
  • Enrico Artifoni, Prudenza del consigliare. L’educazione del cittadino nel Liber consolationis et consilii di Albertano da Brescia (1246), in Consilium. Teorie e pratiche del consigliare nella cultura medievale, a cura di Carla Casagrande - Chiara Crisciani - Silvana Vecchio, Firenze 2004, pp. 195-216.
  • Marco Vitale, Albertano da Brescia. La nascita dello spirito d’impresa, Milano 2007.
  • Santino Caramella, Dante e Albertano da Brescia, in Miscellanea in onore di G. Santini, Palermo 1956.
  • Enrico Giustacchini, Il giudice Albertano e il caso della fanciulla che sembrava in croce, Liberedizioni, Brescia 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]