Albert Abrams

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Albert Abrams

Albert Abrams (San Francisco, 1863 circa – 1924) è stato un medico, inventore statunitense, molto noto in vita per aver inventato macchine che secondo lui potevano diagnosticare e curare la maggior parte delle malattie. Tali affermazioni vennero contestate fin dall'inizio e, sia verso la fine della sua vita che poco dopo la sua morte, venne definitivamente dimostrato che le propagandate proprietà diagnostiche e curative delle macchine da lui inventate, erano false e volutamente ingannevoli.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Abrams nacque a San Francisco intorno al 1863 (data incerta in quanto in diverse occasioni riferì date diverse comprese tra il 1861 e il 1865). Nel 1910 Abrams pubblica un libro dal nome Spondylotherapy, dove descrive la teoria e la pratica di una tecnica medica da lui chiamata spondylotherapy, tecnica manipolativa non dissimile dalla chiropratica e osteopatia ma che coinvolge l'elettricità. Tra il 1910 e il 1918 Abrams pubblica diversi libri su questa tecnica. Promosse l'idea che gli elettroni erano l'elemento base di tutta la vita; diede a questa teoria il nome ERA (Electronic Reactions of Abrams, reazione elettronica di Abrams) e introdusse una serie di macchine basate sul presunto principio.

Le macchine[modifica | modifica sorgente]

Il Dynomizer, una delle macchine da lui inventate, assomigliava vagamente ad una radio. Abrams affermò che con questa macchina e una sola goccia di sangue, o in alternativa la scrittura del paziente, poteva diagnosticare alcune malattie conosciute. Eseguì diverse diagnosi su campioni di sangue essiccato inviategli per posta su pezzi di carta. Apparentemente Abrams sostenne persino che con le sue macchine poteva condurre pratiche mediche al telefono e che poteva determinare le caratteristiche di personalità dell'interlocutore. Il dynomizer divenne un grande business, dal 1918 i corsi di spondylotherapy ed ERA costavano circa 200 dollari (lo stesso potere d'acquisto di circa 2.800 dollari nel 2008). L'apparecchiatura veniva affittata a circa 200 dollari, con un canone mensile successivo di cinque dollari. Il locatario doveva firmare un contratto dove si impegnava a non aprire mai il dispositivo; Abrams spiegò che questa regola serviva per evitare che i delicati componenti presenti all'interno della macchina si starassero, ma la regola serviva anche ad evitare che il dispositivo venisse esaminato. Abrams in seguito costruì nuove ed ancora più impressionanti macchine, per esempio l'Oscilloclast e la Radioclast, queste macchine venivano fornite con specifiche tabelle di frequenze studiate presumibilmente per attaccare malattie specifiche.

Spesso gli operatori di dynomizer tendevano a fare diagnosi allarmanti, che prevedevano la combinazione di gravi malattie come il cancro, il diabete e la sifilide. Abrams stesso inventò una malattia chiamata "la sifilide bovina", malattia sconosciuta ad altri medici. Egli affermò che l'oscilloclast era in grado, usandolo per un certo periodo di tempo, di sconfiggere la maggior parte di queste malattie.

Si stima che nel 1921 ci fossero ben 3.500 professionisti che utilizzavano la tecnologia ERA. I medici convenzionali però restavano estremamente sospettosi.

Lo scandalo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1923 un uomo anziano a cui era stato diagnosticato un cancro allo stomaco inoperabile si rivolse ad un professionista ERA, che dopo vari trattamenti lo dichiarò completamente guarito. L'uomo morì dopo un mese e ne seguì un pubblico scandalo.

Inchiesta[modifica | modifica sorgente]

La disputa tra Abrams e i suoi seguaci e l'associazione medica Americana (AMA) fu intensa. Come difensori vennero inclusi l'autore americano radicale Upton Sinclair e lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes. La risoluzione della controversia avvenne tramite l'intervento di una terza parte scientificamente rispettata: si trattava della rivista "Scientific American". La rivista decise di indagare sulle affermazioni del Dr. Abrams. La Scientific American si era già interessata alla faccenda in quanto alcuni lettori, tramite lettere al direttore del giornale, affermavano che le macchine di Abrams potevano essere una delle più grandi invenzioni del secolo e quindi la questione andava discussa nelle pagine della rivista stessa. Scientific American riunì un team di ricercatori che lavorò insieme ad un anziano socio di Abrams, a cui venne dato lo pseudonimo di "Dottor X". I ricercatori svilupparono una serie di test, la rivista inoltre chiese di proporre dei propri test anche ai lettori. I ricercatori chiesero al Dottor X di identificare tramite la macchina sei flaconi contenenti agenti patogeni sconosciuti. È probabile che il dottor X avesse creduto onestamente nelle macchine di Abrams, infatti permise ai ricercatori scientifici di osservare tutta la sua procedura. Il Dottor X sbagliò a riconoscere il contenuto di tutte e sei le fiale; esaminate le fiale, però, sottolineò che queste avevano etichette in inchiostro rosso e che questo poteva confondere gli strumenti. Gli investigatori gli dettero nuove fiale con nuove etichette con colori diversi: il risultato fu lo stesso, la macchina sbagliò completamente il risultato. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Scientific American e hanno portato ad un prevedibile dibattito tra sostenitori e critici. I ricercatori continuarono nel loro lavoro, Abrams si offrì di collaborare con gli inquirenti ma non riuscì mai a farlo adducendo vari pretesti. Abrams non partecipò mai effettivamente alla ricerca e in una pubblicazione su ERA affermò che era vittima di un'ingiusta persecuzione.

Smascherato[modifica | modifica sorgente]

Un membro AMA inviò un campione di sangue ad un collaboratore di Abrams, il quale analizzandolo diagnosticò la malaria, il diabete, il cancro e la sifilide. In realtà il campione di sangue proveniva da un gallo di Plymouth Rock. Campioni simili sono stati inviati ad altri collaboratori di Abrams, molti dei quali hanno dovuto affrontare accuse di frode in tribunale. In un caso, a Jonesboro nell'Arkansas, Abrams venne chiamato direttamente come testimone. Non fu però in grado di partecipare al processo iniziato nel gennaio 1924 perché morì poco prima di polmonite, all'età di 62 anni. Dopo la sua morte, gli investigatori della Food and Drug Administration (FDA), hanno aperto alcune delle macchine del medico: in una hanno trovato una bobina simile a quelle usate nei campanelli elettrici, in un'altra invece un piccolo trasmettitore a radio frequenza di piccola potenza.

Controllo di autorità VIAF: 31036550

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