Albero del Ténéré

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L'Albero del Ténéré conservato nel museo di Niamey.

L'albero del Ténéré (in francese L'Arbre du Ténéré) era un'acacia (probabilmente un'Acacia tortilis raddiana), che si ergeva solitaria nel deserto del Ténéré, e veniva considerata l'albero più isolato al mondo, dal momento che non ve n'erano altri per un raggio di oltre 400 chilometri tutt'intorno. Costituiva un punto di riferimento per le carovane di cammelli che attraversavano questo deserto, nel nordovest del Niger. A tal punto che è l'unico albero ad essere segnalato su di una cartina a scala 1:4.000.000. La sua posizione era 17°45′00″N 10°04′00″E / 17.75°N 10.066667°E17.75; 10.066667

L'albero nel 1961

Si trattava dell'ultima pianta sopravvissuta di un gruppo di alberi cresciuto quando il deserto era meno arido di oggi. L'albero è rimasto in piedi per molti decenni. Durante l'inverno del 19381939, scavando un pozzo in prossimità dell'albero si ebbe modo di scoprire che le radici raggiungevano la falda freatica, profonda 33–36 metri nel sottosuolo.

Il comandante delle A.M.M. (affaires militaires musulmanes), Michel Lesourd, del Service central des affaires sahariennes, vide l'albero il 21 maggio 1939:

"Bisogna vedere l'albero per convincersi della sua esistenza. Qual è il suo segreto? Come può essere ancora vivo nonostante le moltitudini di cammelli che scalpitano intorno ad esso? Com'è che nel corso dell'azalai non capita mai che un cammello disperso ne mangi le foglie e le spine? Perché i numerosi Tuareg che conducono le carovane del sale non tagliano i suoi rami per farne fuochi per preparare il tè? La sola risposta possibile è che l'albero sia tabù e come tale venga considerato dai carovanieri."
"Vi è una specie di superstizione, un ordine tribale che viene sempre rispettato. Ogni anno l'azalai si raduna intorno all'Albero prima di affrontare la traversata del Ténéré. L'acacia è divenuta un faro vivente; è il primo o l'ultimo punto di riferimento per l'azalai che lascia Agadez diretto a Bilma, o per quello che ne ritorna." [1]
L'attuale Albero del Ténéré, visto nel dicembre del 1985

Nel 1973 l'albero venne investito ed abbattuto da un camionista libico -a quanto si dice- ubriaco. L'8 novembre 1973 l'albero morto venne trasferito al Museo Nazional del Niger nella capitale, Niamey.[2] Nel luogo ove esso si ergeva è stata in seguito collocata una scultura metallica che simboleggia un albero.

Per la verità non si trattava del primo scontro che l'albero subiva ad opera di un camion. Nel suo libro L'épopée du Ténéré, l'etnologo e esploratore francese Henri Lhote descrisse i suoi due viaggi fino all'Albero del Ténéré. La sua prima visita avvenne nel 1934 in occasione del primo collegamento automobilistico tra Djanet e Agadez. Egli descrive l'albero come "un'acacia con un tronco in stato degenerativo, dall'aspetto malato, malsano. Ciononostante l'albero ha delle belle foglie verdi, ed alcuni fiori gialli". Tornò poi a visitarlo venticinque anni dopo, il 26 novembre 1959 con la missione Berliet-Ténéré, ma trovò che esso era stato malamente danneggiato dopo che un veicolo aveva avuto una collisione con esso:

"Prima, quest'albero era verde e fiorito; adesso è un albero spinoso incolore e spoglio. Non lo riconosco più. Aveva due tronchi distinti, mentre adesso ce n'è uno solo, con un ceppo mozzato da una parte, tagliato per il lungo più che segato via ad un metro dal suolo. Cos'era successo a questo albero sfortunato? Semplicemente, un camion diretto a Bilma vi era finito contro... ma ha abbastanza spazio per evitarlo... l'albero tabù e sacro, che nessun nomade avrebbe osato danneggiare con la propria mano... quest'albero è stato vittima di un meccanico..." [3]

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