Alberico da Barbiano (incrociatore)

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Alberico da Barbiano
Foto ufficiale
Foto ufficiale
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo incrociatore leggero
Classe Condottieri tipo Alberto di Giussano
Proprietario/a Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Costruttori Ansaldo
Cantiere Genova
Impostata 1928
Varata 23 agosto 1930
Entrata in servizio 1931
Destino finale Affondato, 13 dicembre 1941
Caratteristiche generali
Dislocamento 6.570 t (standard); 6.954 t (pieno carico)
Lunghezza 169,3 m
Larghezza 15,5 m
Pescaggio 5,3 m
Propulsione 6 caldaie, 2 turbine, 2 eliche
95.000 CV
Velocità 37 nodi  (42 durante le prove km/h)
Autonomia 3.800 mn a 18 nodi (7.037 km a 33 km/h)
Equipaggio 507, di cui 19 ufficiali
Armamento
Artiglieria Alla costruzione: Nel 1938/39 i pezzi da 37/54 furono sostituiti con pezzi da 20/65 e furono imbarcate due lanciabombe antisommergibile
Siluri 4 tubi lanciasiluri da 533 mm
Corazzatura Orizzontale: 20 mm; Verticale: 24 mm; Artiglierie: 23 mm; Torrione: 40 mm.
Mezzi aerei 2 × IMAM Ro.43
catapulte fisse a prua

dati tratti da [1]

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L'Alberico da Barbiano fu un incrociatore leggero della classe Alberto di Giussano della Regia Marina, battezzato in onore del cavaliere e capitano di ventura del XV secolo Alberico da Barbiano.

Entrato in servizio all'inizio degli anni trenta effettuò missioni nel Mediterraneo occidentale, durante la guerra civile spagnola. Il 10 giugno 1940 insieme al 1º Squadrone fece parte della IV Divisione Incrociatori e partecipò in luglio alla battaglia di Punta Stilo, durante la quale catapultò un idrovolante per la ricognizione.

Agì come copertura a distanza per convogli truppe e rifornimenti diretti in nord Africa. Compì 7 missioni di guerra percorrendo 13.241 miglia.

Il 12 dicembre 1941 lasciò il porto insieme alla nave gemella Alberto di Giussano per trasportare rifornimenti urgenti di carburante per aerei da Palermo a Tripoli. Venne intercettato al largo di Capo Bon dalla 4th Destroyer Flotilla della Royal Navy, ossia quattro cacciatorpediniere nemici (i britannici Sikh, Legion e Maori e l'olandese Hr. Ms. Isaac Sweers); prima di avere il tempo di reagire (solo poche mitragliere poterono aprire il fuoco), la nave, centrata da almeno tre siluri lanciati dal Sikh, dal Legion e dal Maori, e da varie cannonate, s'incendiò all'istante, senza scampo per chi si trovava sottocoperta.

Fuori controllo, il Da Barbiano andò alla deriva scosso da varie esplosioni, e affondò, capovolgendosi, alle 3.35 del 13 dicembre, a meno di dieci minuti dall'inizio dell'attacco. Su 784 uomini dell'equipaggio i morti furono 534, fra di loro l'ammiraglio Antonino Toscano, comandante della IV Divisione, ed il capitano di vascello Giorgio Rodocanacchi, comandante della nave. Entrambi scomparvero volontariamente con l'unità e furono decorati con Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria[2][3]. Con loro ricevette la Medaglia d'Oro alla memoria l'ufficiale di macchina Tenente Franco Storelli.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberico da Barbiano - Incrociatore leggero in marina.difesa.it. URL consultato il 27 giugno 2014.
  2. ^ Motivazione Motivazione della Medaglia d'Oro all'ammiraglio Toscano
  3. ^ Motivazione Motivazione della Medaglia d'Oro al comandante Rodocanacchi
  4. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=13244

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare. La marina fra vittoria e sconfitta 1940-1943.
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