Albergo diffuso
L'albergo diffuso è «un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti». (Dall'Ara).
L'albergo diffuso, come è evidente fin dal nome, è in primo luogo un albergo, anche se un albergo particolare, che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case pre-esistenti. In altre parole l'albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti (il modello) messi a punto dopo una lunga serie di esperienze sul campo avviate a partire dai primi anni '80 in Friuli e Sardegna.
Indice |
[modifica] Requisiti
Requisiti di un albergo diffuso (modello messo a punto da Giancarlo Dall’Ara):
- Gestione unitaria – Struttura ricettiva gestita in forma imprenditoriale
- Servizi alberghieri – Struttura ricettiva alberghiera gestita in forma professionale
- Unità abitative dislocate in più edifici separati e preesistenti – Centro storico abitato
- Servizi comuni – Presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro)
- Distanza ragionevole degli stabili – massimo 200 metri tra le unità abitative e la struttura con i servizi di accoglienza (i servizi principali)
- Presenza di una comunità viva – Comunità ospitante, integrazione nel territorio
- Presenza di un ambiente autentico – Integrazione con la realtà sociale e la cultura locale
- Riconoscibilità – Identità definita e uniforme della struttura; omogeneità dei servizi offerti
- Stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura.
[modifica] Storia
Il concetto di albergo diffuso nasce in Carnia (Friuli-Venezia Giulia), a seguito del terremoto del 6 maggio del 1976 e della necessità di valorizzare le case mano a mano che queste venivano ristrutturate. Il primo documento che riporta il termine albergo diffuso è il progetto-pilota di Comeglians (Borgo Maranzanis) del 1982, firmato dall'architetto Carlo Toson e nato da un'idea di Leonardo Zanier, poeta e scrittore. Le prime parziali esperienze di albergo diffuso nascono nel 1994 a Sauris a seguito del Progetto Turismo dello stesso comune del 1982, nel 1995 a Bosa in Sardegna e successivamente ad Alberobello, in Puglia. Oggi vi sono alberghi diffusi anche nelle Marche e in altre regioni del centro e nord Italia. In Abruzzo, l'albergo diffuso Robur Marsorum è nato nel dicembre 2008 nell'antico borgo di Rovere di Rocca di Mezzo. Il Friuli-Venezia Giulia resta la regione dove essi sono più diffusi (se ne contano 12 a fine 2009, di cui 11 hanno la forma di società cooperativa).
[modifica] Vantaggi
Questa forma ricettiva permette di offrire un servizio alberghiero completo, unendo potenzialità già presenti nel territorio, senza dover ricorrere alla creazione di una struttura apposita che le raccolga in un unico edificio. In Italia l'albergo diffuso è una soluzione che incontra sempre più favori, soprattutto in piccoli centri, in virtù del fatto che contribuisce a coniugare il mantenimento e la valorizzazione dell'esistente, con lo sfruttamento turistico degli stessi luoghi, con particolare riferimento ai centri storici. Un albergo diffuso non è solo un modello di ospitalità made in Italy, è anche un modello di sviluppo turistico territoriale, rispettoso dell’ambiente e "sostenibile", una modalità, di sviluppo locale, a rete che genera filiere e che rappresenta un contributo allo spopolamento dei borghi. In Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, l'albergo diffuso nacque per recuperare immobili rurali in piccoli borghi montani caratterizzati da un consistente fenomeno emigratorio e da scarso dinamismo economico. Oggi poi l'albergo diffuso, se opportunamente integrato in una gestione complessiva dell'accoglienza turistica, può diventare il punto di snodo cui fanno riferimento tutti gli esercizi commerciali di un centro abitato[1].
[modifica] Riferimenti normativi
- Friuli-Venezia Giulia: L. R. N. 2 del 16 gennaio 2002, artt 65 e 66;
- Sardegna: L.R N. 27 del 12 agosto 1998, art. 25;
- Marche: L.R. N. 9 del 11 luglio 2006, art. 10;
- Umbria: L.R. N. 18 del 27 dicembre 2006, art. 23;
- Emilia-Romagna: Delibera 916/07;
- Liguria: L.R. 13 del 21 marzo 2007, art. 2;
- Campania: Decreto N. 579 del 8 agosto 2003;
- Lombardia: integrazione dell'articolo 23 della legge regionale 16 luglio 2007, n.15
- Calabria: Regolamento n.4 del 27/10/2008
[modifica] Note
- ^ Ad esempio nel caso del comune di Sutrio l'albergo diffuso ivi costituito è la principale struttura ricettiva del comune carnico e attraverso una rete di convenzioni fa sia da ufficio di informazione turistica sia da snodo fondamentale per tutti i ristoranti ed esercizi del paese
[modifica] Bibliografia
- Dall’Ara G. "Piano di sviluppo turistico della Comunità Montana Margine Planaria", Ed. Il Ponte, Rimini 1995.
- Dall’Ara G. "Sintesi del Piano di Sviluppo turistico del Comune di Rovereto", edizione a cura dell’Amministrazione comunale di Rovereto, Ed. Il Ponte, Rimini 1997.
- Dall’Ara G. "L’albergo diffuso" in G. Dall’Ara, S. Di Bartolo, L. Montaguti "Modelli originali di ospitalità nelle piccole e medie imprese turistiche" FrancoAngeli editore, Milano 2000.
- Dall’Ara G. "L’albergo diffuso un’idea che piace" La Rivista del Turismo n. 1/2002.
- Dall’Ara G., Marongiu P. "Report sul fenomeno dell’albergo diffuso in Italia" Rapporto sul Turismo italiano, Mercury Firenze, novembre 2003.
- Dall’Ara G., Esposto M. "Il fenomeno degli alberghi diffusi in Italia" Palladino Editore, Campobasso 2005.
- Dall’Ara G. "Un modello originale di sviluppo turistico dei Borghi: l’Albergo Diffuso", in "Come progettare un piano di sviluppo turistico territoriale" a cura di Dall’Ara G. Halley Editore, Matelica 2009.
- "L’albergo Diffuso come strumento innovativo per la valorizzazione del potenziale turistico", Quaderni tecnici Business Innovation Centre del Lazio, BIC Notes, a.4, n.4, XII, Roma, pg. 49-72.
[modifica] Collegamenti esterni
Sull'Albergo Diffuso sono state scritte decine di Tesi di Laurea, e vi sono diversi siti web specializzati: