Albaredo d'Adige
| Albaredo d'Adige comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Paolo Silvio Menegazzi (LN) dal 15/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°19′0″N 11°16′0″E / 45.31667°N 11.26667°ECoordinate: 45°19′0″N 11°16′0″E / 45.31667°N 11.26667°E | ||||
| Altitudine | 24 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 28,22 km² | ||||
| Abitanti | 5 315[1] (01-09-2011) | ||||
| Densità | 188,34 ab./km² | ||||
| Frazioni | Coriano, Michellorie, Presina[2] | ||||
| Comuni confinanti | Belfiore, Bonavigo, Ronco all'Adige, Roverchiara, Veronella | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 37041, 37040 | ||||
| Prefisso | 045 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 023002 | ||||
| Cod. catastale | A137 | ||||
| Targa | VR | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 432 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | albaretani | ||||
| Patrono | san Rocco | ||||
| Giorno festivo | 16 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Albaredo d'Adige all'interno della provincia di Verona |
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| Sito istituzionale | |||||
Albaredo d'Adige (Albarè in veneto[4]) è un comune di 5.315 abitanti della provincia di Verona.
Indice |
[modifica] Geografia
Albaredo è situato a 30 chilometri dal capoluogo di provincia. Il suo abitato si sviluppa alla sinistra del corso del fiume Adige e il suo teriitorio di 28,22 km² comprende oltre che al capoluogo altri tre importanti abitati: Presina, Michellorie e Coriano Veronese.
[modifica] Etimologia
L'origine del nome di questo comune riconduce al latino "arbor" (albero), a sua volta dall'antico albarus o albulus (con riferimento ad un paricolare tipo di pioppo). L' aggiunta del suffisso "-etum" indica abbondanza. La specificazione "d'Adige" indica naturalmente la vicinanza del fiume.
[modifica] Stemma
[modifica] Storia
Su un percorso dell'Adige diverso dall'attuale, Ottaviano Augusto, dopo la battaglia di Azio del 31 a.C. diede i terreni in parte da bonificare ai reduci, che si trasformarono in coloni. L'area di Albaredo era scarsamente popolata in precedenza, e mancano tracce preistoriche sul territorio. Forse piccole comunità di Galli Cenomani alleati dei Romani da sempre vivevano in questi luoghi: sono state trovate tombe e tracce di piccoli accampamenti di questo popolo. Albaredo rappresentava la parte sud ovest di questa colonizzazione.
La rotta dell'Adige alla Cucca del 19 ottobre 589 portò una deviazione dell'Adige a sud sul percorso attuale, fatto che non interessò il territorio di Albaredo. Le conseguenze furono gravi e perdurarono per oltre 5 secoli nella zona di Pressana, Bevilacqua e Montagnana dove fu danneggiato seriamente il reticolo della centuriazione.
Nel IX secolo (893) Albaredo era una semplice corte che Berengario donò alla contessa Gisla. Varie famiglie nobili si succedettero in questo feudo.
Il territorio della frazione di Coriano ebbe una storia diversa, nel 1031 fu donata al vescovo di Verona Giovanni da parte di Corrado II (partem curtis Coriliani). Nel 1075 il vescovo Brunone la assegnò come feudo monastico all'abbazia dei Santi Nazaro e Celso. La assegnazione fu confermata più volte, nel 1111 da Enrico V, nel 1158 da Adriano IV.
Nel 1897 una linea ferroviaria a vapore con scartamento ridotto, sostituì un servizio di diligenza sul tratto da Verona a Coriano passando per Zevio. Fu soppressa nel 1927, rimane tuttavia ancora il soprannome: el masenin (il macinino).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
- Santa Maria Assunta - XVIII secolo
- La chiesa è del 1732 e fu ristrutturata e prolungata nel 1927, comtiene quattro pale d'altare e una Natività di Gesù di Francesco Montemezzano provenienti dalla vecchia chiesa. Precedentemente in Albaredo si ricorda la ecclesia Sancta Mariae apud Albaredum, se ne trova una traccia scritta del 1191. Di notevole fascino e bellezza acustica il concerto di 6 campane in tonalità REb3 crescente. Fuso nell'anno 1844 da Francesco e Luigi Cavadini I di Verona, viene considerato da molti esperti uno dei migliori concerti di campane del basso veronese. La maggiore pesa 1267,5 kg.
- Parrocchiale di Coriano - XVIII secolo
- Divenne parrocchia col cappellano nel 1526 dopo essere stata un feudo monastico della abbazia dei Santi Nazaro e Celso. L'attuale chiesa parrocchiale fu costruita nel 1795, con la donazione di un terreno da parte del conte Giuseppe Serego.
[modifica] Economia
Albaredo ha una economia prettamente agricola con numerosi allevamenti di bestiame. Fa parte della zona di produzione del vino Arcole DOC. Abbastanza rilevante la produzione di mele e fragole.
[modifica] Personalità legate al comune
- Albaredo ha dato i natali al celebre calciatore del Milan, della Juventus e della Nazionale Romeo Benetti[5].
Dagli anni 80 ad Albaredo si discute sulla costruzione del museo dell'Adige
Le frazioni hanno diversi santi protettori: Santa Maria Assunta (Albaredo), Santi Filippo e Giacomo (Coriano), Santa Maria della Salute (Michellorie), Visitazione di Maria Santissima (Presina)
[modifica] Cultura
[modifica] Manifestazioni
- Sagra di Presina
In giugno. Festa tradizionale nella frazione di Presina con cucina tradizionale, luna park e zona di ballo.
- Sagra di San Rocco
In agosto. Festa tradizionale con marcia non competitiva (25^ nel 2005).
- Sagra dei Fioi
In luglio. Festa tradizionale della frazione di Michellorie con cucina tradizionale, zona ballo e attrazioni per i bambini.
- Festa della polenta
In settembre.
Festa di Santa Rita in contrada valle ogni anno nei giorni vicino al 22 maggio.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Paolo Silvio Menegazzi (LN) dal 15/04/2008
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
- ^ Comune di Albaredo d'Adige - Statuto.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 18.
- ^ Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano , Milano, Baldini & Castoldi, 2000, Vol. 2, p. 67. ISBN 88-8089-862-0