Alan's Psychedelic Breakfast
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| Alan's Psychedelic Breakfast | ||
|---|---|---|
| Artista: | Pink Floyd | |
| Autore/i: | Gilmour-Mason-Waters-Wright | |
| Data di pubblicazione: | 1970 | |
| Genere: | Rock progressivo | |
| Incisione di riferimento: | Atom Heart Mother | |
| Durata: | 13:10 | |
| Si invita a coordinare la voce con il Progetto Musica | ||
Alan's Psychedelic Breakfast è il brano conclusivo dell'album Atom Heart Mother dei Pink Floyd. È stato concepito da tutt'e quattro i componenti del gruppo.
Indice |
[modifica] La Storia
La struttura del pezzo ricalca lo schema dei precedenti lavori strumentali: una base di chitarra, piano, basso e batteria. A legare insieme le diverse parti, una studiata sequenza di intermezzi parlati pieni di effetti sonori. Negli anni precedenti, i Floyd avevano sperimentato con successo la musique concrete (si veda la colonna sonora The Body) e Mason e Waters spesso lavoravano nei propri studi domestici per registrare suoni e rumori che traevano origine dal quotidiano.
Lo spunto per questo pezzo, che in parte già veniva eseguito con un diverso titolo, nella suite The Man alla fine degli anni ’60, deriva da una folle jam tenuta in una delle ultime apparizioni dal vivo di Syd Barret. Il primo leader dei Floyd nel bel mezzo di un concerto abbandonò la scena per ritirasi nelle quinte. Poco dopo riapparve con un fornello da campo e una padella. Mentre i suoi compagni si esibivano Syd prese il microfono e lo piazzò vicino al fornello; tirò fuori un uovo e se lo cucinò davanti a tutti, mentre il microfono restituiva in stereo a tutti gli astanti, lo sfrigolio della cottura.
Intermezzi simili, ma certamente meno pittoreschi, furono proseguiti dai Floyd anche dopo Syd: il momento della pausa nei concerti era l'aspetto teatrale delle loro esibizioni (i Pink Floyd si fermavano al centro del palco dove i fedeli roadies avevano preparato per loro un tavolino con un servizio fumante di tè).
Nell’ultimo concerto tenuto a Firenze da David Gilmour nel tour del suo disco On a Island, il chitarrista, dopo la pausa tra prima e seconda parte, è risalito sul palco con una serie di bottiglie di Chianti. Fingendo di sorseggiare un buon bicchiere di vino, ha introdotto Shine On You Crazy Diamond: i bordi dei calici ripieni di vino (in realtà di acqua), venivano sfiorati da un artista di strada incontrato per caso da David Gilmour nel pomeriggio prima del concerto (Filmato incluso negli extra del DVD live relativo) e amplificati per mezzo di microfoni, creando così il suggestivo tappeto sonoro.
Gli effetti sonori di questo brano erano stati registrati da Nick Mason nella propria casa con un registratore a bobina Revox. Alan Stiles il roadie che preparava la colazione ai Floyd, in una mattina di registrazione domestiche, fornì un commento a quanto stava facendo.
[modifica] Analisi della suite
[modifica] a: Rise and Shine
Il brano si apre con un rubinetto che gocciola, stoviglie che si urtano e un commento di Alan Stiles che fa l'elenco di quello che c’è sulla tavola; un fiammifero che tenta di accendersi dà l’avvio a un pezzo di piano che duetta con la chitarra lap steel di Gilmour.
[modifica] b: Sunny Side Up
Un nuovo commento di Alan introduce questa seconda parte: ora il fido roadie dei Floyd sta mangiando la colazione che si è preparto. Gilmour in veste acustica duetta con sé stesso. Ancora rumori di fondo e la voce di Stiles che ci porta nella parte successiva.
[modifica] c: Morning Glory
Nella sezione finale si fa riferimento ai semi dell’ipomea (semi di una pianta con effetti allucinogeni), particolarmente amati da Alan. Riparte la base di piano e organo di Wright con la chitarra elettrica di Gilmour a chiudere la sequenza. Sul finire del brano nuovamente i rumori delle stoviglie lavate e il rubinetto che gocciola (se si fa attenzione si può ascoltare un’auto in lontananza che passa davanti la casa di Mason).
[modifica] Curiosità
I Pink Floyd, nonostante il lavoro certosino di rifinitura, non furono mai soddisfatti del risultato finale, trovandolo scadente. Gilmour definì il suo contributo al brano, messo insieme all’ultimo minuto, "una schifezza totale". L'esperimento diede comunque al gruppo una base solida su cui sviluppare al massimo le tecniche di registrazione in vista di The Dark Side of the Moon.
Sul vinile, il rumore del rubinetto che gocciola nel finale, per un artificio tecnico, si ripeteva all’infinito (lo stesso artificio è stato usato qualche anno prima sull'album dei Beatles, Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, alla fine di A Day in the Life.
[modifica] Esecutori
- Richard Wright: Piano, Mellotron, organo Hammond, orchestrazione
- Roger Waters: voce, chitarra ritmica, basso elettrico, collage effetti su nastro
- David Gilmour: chitarra elettrica e acustica, lap steel doppiata
- Nick Mason: batteria, percussioni, collage nastri

