Al-Samh ibn Malik al-Khawlani

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Al-Samḥ ibn Mālik al-Khawlānī (in arabo: السمح بن مالك الخولاني; ... – Tolosa, 10 giugno 721) fu valì di al-Andalus dal 719 al 721.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Emiro arabo inviato in al-Andalus direttamente dal califfo ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz (717 - 720).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A metà del 719, al-Samḥ iniziò la campagna militare annuale e per la prima volta si ha la conferma ufficiale che furono attraversati i Pirenei (forse li aveva già attraversati al-Ḥurr ibn ʿAbd al-Raḥmān al-Thaqafī). Attaccò Narbona che resistette. Il valì (wālī) passò l'inverno in Settimania.

L'anno seguente (720) riprese l'attacco a Narbona, che cadde e fu occupata[1] e tutti i difensori furono passati per le armi, mentre le donne ed i bambini furono inviati in al-Andalus[1]; posta una guarnigione nella città ( Narbona fu per circa 40 anni la base delle operazioni per gli attacchi all'Aquitania, Provenza e Borgogna), ed in poche settimane, caddero o si consegnarono: Béziers, Lodeve, Agde e Magalon. Nimes invece resistette.

Nel 721, al-Samḥ partì da Narbona con destinazione Carcassonne (anche negli Annales Francorum Ludovici Dufour sono confermate le sue diverse invasioni della Gallia[2]). Ma, alla vista delle sue possenti mura, passò oltre, invadendo l'Aquitania[1]; quindi si diresse su Tolosa, a cui pose l'assedio[1]; ma all'improvviso piombò sugli assedianti il duca Oddone d'Aquitania, con le sue truppe ed i cavalieri di Neustria, che il 10 giugno del 721 (Battaglia di Tolosa) sbaragliò l'esercito di al-Samḥ, che nel combattimento perse la vita ed i saraceni si diedero alla fuga e molti di loro morirono[1], liberando così l'Aquitania dall'occupazione musulmana[3].

I soldati, alla morte di al-Samḥ, proclamarono sul campo di battaglia stesso il nuovo Wālī di al-Andalus: il generale ʿAbd al-Raḥmān ibn ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (LA) Cronicon Mossiacensis , pag Pag Pag 290 38-44
  2. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Annales Francorum Ludovici Dufour , pag 699 col 1 A
  3. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Ex Heridanni monachi S. Galli , pag 316 d

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

C.H. Becker, L'espansione dei saraceni in Africa e in Europa, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 70-96

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Wālī di al-Andalus Successore
al-Ḥurr ibn ʿAbd al-Raḥmān al-Thaqafī 719– 721 ʿAbd al-Raḥmān ibn ʿAbd Allāh al-Ghāfiqī