al-Khidr

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al-Khiḍr (arabo: ﺍﻟﺨﻀﺮ‎), o al-Khaḍir, è un semi-misterioso personaggio del Corano che compare nella Sūra XVIII, ai versetti 59-81.

Racconto coranico[modifica | modifica sorgente]

Nella Sura si racconta che al-Khiḍr avrebbe soccorso il profeta Mosè (in arabo Mūsā)[1] che, scortato da un suo servo, si accingeva a raggiungere il "Confluir dei Due Mari" (majmaʿ al-baḥrayn), che vari esegeti identificano nell'area in cui si unirebbero le acque del Golfo Persico e quelle del Mar Rosso.
Di fronte a un'imprevista difficoltà (un pesce salato portato con loro come vivanda che, tornato in vita, si sarebbe tuffato nelle acque del mare, cosa della quale il servo si era dimenticato di informare Mūsā, a causa del maligno intervento di Satana)

« prese la sua via, libero, nel mare »
(Cor., XVIII:61. Trad. di Alessandro Bausani)

al-Khiḍr sarebbe improvvisamente comparso sulla scena, rispondendo positivamente alla supplice richiesta di Mūsā

« Posso seguirti, a patto che tu m'insegni, a rettamente guidarmi, di quel che a te fu insegnato? »

obiettando però

« Sì, ma tu non saprai, con me pazientare »

La sua disponibilità ad aiutare i due a trovare la "giusta via" (rushd) fu dunque condizionata da un totale affidamento fiducioso a lui da parte di Mūsā e del suo servo, come si conviene a qualsiasi discepolo nei confronti del suo Maestro e Guida:

« Mi troverai, se a Dio piace, paziente, ed io non ti disobbedirò in nulla »

cosa questa che acquisterà un particolare significato esoterico per i futuri sufi musulmani nel loro cammino ascetico.

Come è intuibile, però, Mūsā non si sarebbe saputo trattenere dal chiedere il motivo di alcuni atti incomprensibili e persino apparentemente reprensibili di al-Khiḍr. Come conseguenza questi si sarebbe allora allontanato dai due, non prima di aver fornito loro la spiegazione - logica e provvidenziale, ancorché tutt'altro che intuibile - di quanto da lui compiuto.

al-Khiḍr nell'interpretazione storico-religiosa[modifica | modifica sorgente]

Gli studiosi di Storia delle religioni indicano come modelli ispiratori del racconto coranico la saga mesopotamica di Gilgamesh,[2] il Romanzo di Alessandro[3] e la leggenda ebraica di Elijah e di Rabbi Joshua ben Levi.[4]

Santuari dedicati ad al-Khiḍr[modifica | modifica sorgente]

Tra i santuari dedicati alla figura di questo profeta preislamico citato nel Corano, spiccano i 25 presenti nella sola Cilicia, voluti dalla comunità alauita.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ma non mancano commentatori coranici che parlano di un altro personaggio con questo stesso nome.
  2. ^ R. Hartmann, "Zur Erklärung Von Süre 18, 59 ff", in: Zeitschrift für Assyriologie, XXIV, pp. 307-315, a p. 307.
  3. ^ I. Friedlaender, Die Chadhirlegende und der Alexanderroman, Lipsia, 1913; C. Hunnius, "Das syrische Alexanderlied", in Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft, LX, pp. 169 e segg.
  4. ^ Arent Jan Wensinck, nel suo lemma sull'EI2.
  5. ^ G. Procházka-Eisl – S. Procházka, The Plain of Saints and Prophets. The Nusayri-Alawi Community of Cilicia (Southern Turkey) and Its Sacred Places, Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il Corano (introduzione, traduzione e commento di A. Bausani), Firenze, Sansoni, 1961.
  • Lemma «al-Khāḍir (al-Khiḍr)», in: The Encyclopaedia of Islam (Arent Jan Wensinck).
  • Roberto Tottoli, Biblical Prophets in the Qurʾān and Muslim Literature, Richmond, Surrey, Curzon Press, 2002 (trad. dell'orig. italiano I profeti biblici nella tradizione islamica, Brescia, Paideia, 1999).
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