Al-Bahriyya al-Misriyya
| Al-Quwwāt al-baḥriyya al-miṣriyya القوات البحرية المصرية Forze marittime egiziane |
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| Descrizione generale | |
| Attiva | XIX secolo - oggi |
| Nazione | |
| Tipo | Marina militare |
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| Voci di marine militari presenti su Wikipedia | |
Le al-Quwwāt al-Baḥriyya al-Miṣriyya, ossia "Forze marittime egiziane", sono la forza militare navale dell'Egitto.
Indice |
Storia [modifica]
La marina egiziana nacque con il Khedivè, con il paese già sotto l'influenza britannica. Prima della seconda guerra mondiale, comunque, la forza navale era estremamente ridotta e priva di unità moderne. Con la guerra di indipendenza israeliana avvennero i primi confronti con la marina israeliana. il 22 ottobre 1948 un gruppo di incursori israeliani comandato da Yohai Ben Nun attaccò con 4 MTM comprati in Italia[1] l'ammiraglia egiziana, il cacciatorpediniere El Emir Farouk, affondandola insieme ad un dragamine di scorta[2]. L'addestramento era stato curato da due italiani, Fiorenzo Capriotti ex incursore della X Flottiglia MAS e Nicola Conte, ex operatore di Mariassalto[1] in quella che doveva essere la prima operazione della Shayetet 13[1].
Nell'ottobre del 1956 durante la crisi di Suez, una task force israeliana formata dalla INS Eilat e dalla gemella INS Yaffo (l'ex cacciatorpediniere britannico HMS Zodiac)[3]. La mattina del 31 ottobre, le due navi vennero inviate alla ricerca del cacciatorpediniere egiziano Ibrahim el Awal, che poche ore prima aveva bombardato il porto israeliano di Haifa[3]. Le due unità israeliane riuscirono a mettere a segno diversi colpi sul cacciatorpediniere egiziano, che venne ulteriormente colpito da due Dassault MD 450 Ouragan dell'aviazione israeliana, dopo di che la Ibrahim el Awal fermò i motori ed alzò bandiera bianca. La nave venne presa in consegna dai marinai israeliani, e pochi mesi dopo, una volta riparata, entrò in servizio con la marina israeliana sotto il nome di INS Haifa[3].
Nel periodo della guerra dei sei giorni, un mese dopo la fine ufficiale delle ostilità, la Eilat e due torpediniere israeliane individuarono due torpediniere egiziane in navigazione al largo di Români; subito attaccate, entrambe le unità egiziane vennero rapidamente affondate[4].
Un notevole successo della forza navale fu l'affondamento del cacciatorpediniere INS Eilat, avvenuto il 21 ottobre 1967[5]. La nave venne affondata da missili lanciati da unità navali egiziane davanti Porto Said; l'episodio rappresentò una delle peggiori sconfitte patite dalla marina israeliana, nonché il primo caso di affondamento di un'unità da guerra da parte di questo nuovo sistema d'arma[6]. La Eilat era impegnata in una missione analoga, compiendo un pattugliamento di routine a circa 14,5 miglia dalla costa egiziana, davanti alla città di Porto Said, quando venne intercettata da due motocannoniere missilistiche egiziane classe Komar, che stazionavano proprio davanti al porto: una delle unità egiziane lanciò contro il cacciatorpediniere i due missili Styx di cui era dotata[7]. La nave israeliana si accorse dell'attacco solo all'ultimo momento, visto che la vicinanza alla terraferma delle due unità egiziane confondeva i segnali del radar: nonostante le manovre evasive ed i tentativi di abbattere il missile con le mitragliatrici di bordo, intorno alle 17:32 il primo Styx colpì la Eilat poco sopra la linea di galleggiamento; due minuti più tardi, anche il secondo missile colpì il cacciatorpediniere, distruggendo la sala macchine[7]. Con la nave in fiamme e completamente immobile, il comandante della Eilat richiese assistenza e soccorso, ma dopo circa un'ora la seconda cannoniera egiziana lanciò altri due missili: uno di questi colpì il cacciatorpediniere a mezzanave, provocando ulteriori incendi, mentre il quarto finì fuori rotta ed impattò in mare poco lontano[7]. Intorno alle 20:00, lo scafo in fiamme della Eilat si inabissò; dei 199 membri dell'equipaggio, 47 rimasero uccisi[8] e 41 feriti.
Operatività [modifica]
La marina egiziana è stata a lungo una forza di difesa costiera, soprattutto per le sue ridotte capacità antisommergibili; recentemente, con l'acquisizione prima di fregate cinesi della classe Jianghu e poi di navi statunitensi, ha acquisito capacità di altura.
Evoluzione [modifica]
L'acquisizione di due fregate statunitensi della classe Perry e di 4 della classe Knox ha fornito alla marina egiziana nuovo importante materiale da prima linea. Per quanto le fregate della classe Knox siano obsolete sotto molti punti di vista, di certo esse sono in grado di effettuare un efficace controllo del mare e, con le loro capacità antisommergibili, di costituire una seria minaccia ai sottomarini israeliani della classe Dolphin, visto che la marina militare israeliana è un nemico storico di quella egiziana oltre che l'unica forza navale seria nell'area, se si fa eccezione per la marina militare turca. Anche i vecchi 8 sottomarini della classe Romeo sono stati modernizzati con materiale statunitense, in virtù di un programma di assistenza militare tra i due paesi.
Secondo una stima del 2001, la marina e la guardia costiera egiziane consistevano di 221 navi e battelli[9]
La marina non dispone di una propria aviazione navale ma viene supportata da aerei ed elicotteri della Egyptian Air Force, tra i quali figurano anche 8 Grumman E2-C Hawkeye (aerei AEW) e vari bimotori da pattugliamento marittimo dotati di radar a scansione laterale.
Note [modifica]
- ^ a b c http://www.fondazionespirito.it/newsletter/n4/saggiorossi.pdf
- ^ israelioperations
- ^ a b c zahal.org - The capture of Ibrahim el-Awal. URL consultato in data 8 aprile 2011.
- ^ www.jewishvirtuallibrary.org - The Israel Navy Throughout Israel's Wars. URL consultato in data 8 aprile 2011.
- ^ missilethreat.com - SSC-3. URL consultato in data 8 aprile 2011.
- ^ a b c time.com - Middle East: A Bitter Exchange (part 2). URL consultato in data 8 aprile 2011.
- ^ uboat.net - HMS Zealous (R39). URL consultato in data 8 aprile 2011.
- ^ La marina egiziana su hazegray.org . URL consultato in data 23 novembre 2011.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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