Al-'Ahd

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La società segreta al-ʿAhd (arabo: ﺍﻟﻌﻬﺪ‎), o più estensivamente, Jamʿiyyat al-ʿAhd (arabo: ﺟﻤﻌﻴـة ﺍﻟﻌﻬﺪ‎), fu un gruppo clandestino organizzato nel 1913, specialmente tra gli ufficiali iracheni che si addestravano militarmente a Istanbul, capitale dell'Impero ottomano.

Molti di questi ufficiali avrebbero poi servito nell'esercito dello Sceriffo di Mecca al-Husayn b. ʿAlī durante la Rivolta Araba e più tardi nell'esercito arabo di Faysal in Siria.

Esso preconizzava l'indipendenza dell'Iraq, con l'Emiro ʿAbd Allāh, figlio dello Sharīf al-Husayn, come sovrano e il Principe Zayd suo erede al trono; oltre all'eventuale unione fra Iraq e Siria.

Più tardi, fu favorevole a ricevere aiuti economici e tecnologici dal Regno Unito, purché ciò non andasse a scapito della libertà d'azione. Il gruppo tenne il suo primo convegno a Damasco e si organizzò poi in un certo numero di branche che dovevano agire nei vari Paesi arabi, incluso l'Iraq, specialmente a Baghdad e Mossul. Pubblicò una rivista, al-Lisān (La lingua). I suoi membri iracheni comprendevano Yāsīn al-Hāshimī, Nūrī al-Saʿīd, Jaʿfar al-ʿAskarī e Jamīl al-Midfāʿī. Ricevette anche l'appoggio del Naqīb al-ashrāf,[1] che assicurò sostegni finanziari e morali al gruppo e alle sue attività.

A seguito della cacciata nel 1920 di Faysal dalla Siria da parte della Francia (che, in base agli Accordi Sykes-Picot s'era assicurato il dominio colonialistico del Libano e della Siria, a malapena celato dietro la facciata del Mandato della Società delle Nazioni), il gruppo di al-ʿAhd trasferì il suo Quartier Generale nelle più periferiche città siriane di Aleppo e Deir el-Zor per continuare a organizzare l'instaurazione di un governo arabo in Iraq. Tuttavia il collasso dell'esperienza siriana di Faysal, dopo la sconfitta nella battaglia di Maysalun, indebolì notevolmente il gruppo e le sue attività cessarono di lì a poco, anche perché nel 1921 la Gran Bretagna assicurò un trono "di consolazione" a Faysal in Iraq.

[modifica] Note

  1. ^ Il massimo rappresentante della gerarchia sciita irachena, promotore di una fallita rivolta anti-britannica nel 1920.

[modifica] Bibliografia

  • Costanzo Marinucci de' Reguardati, Iraq, Roma, Centro per le relazioni italo-arabe, 1956.
  • E. Be'eri, Army Officers in Arab Politics and Society, Gerusalemme, 1969.
  • Claudio Lo Jacono, Partiti politici e governi in Iraq, 1920-1975, Roma-Torino, Fondazione G. Agnelli, 1975.
  • Edmund A. Ghareeb, Historical Dictionary of Iraq, pp. 59-60, Scarecrow Press, 2004, ISBN 0810843307.
  • Hanna Batatu, The Old Social Classes and New Revolutionary Movements of Iraq, Londra, al-Saqi Books, 2000. ISBN 0-86356-520-4
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