Akiba Rubinstein

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Akiba Kivelovic Rubinstein

Akiba Kivelovic Rubinstein (Stawiski, 12 dicembre 1882Anversa, 14 marzo 1961) è stato uno scacchista polacco, tra i più famosi dell'inizio del XX secolo.

Indice

[modifica] Biografia

Rubinstein imparò a giocare a scuola con i suoi compagni; nel 1903 abbandonò gli studi di teologia (la famiglia, di religione ebraica, voleva che diventasse rabbino) per dedicarsi agli scacchi da professionista.

La sua carriera raggiunse l'apice dal 1906 al 1912; in questo periodo vinse quasi tutti i più importanti tornei internazionali, tra cui:

Questa serie di 5 vittorie consecutive nello stesso anno è un record insuperato. In quel periodo molti auspicavano un match tra Rubinstein e il Campione del Mondo Emanuel Lasker con il titolo in palio. Lasker evitò sempre di incontrarlo: Rubinstein era senza dubbio uno dei pochi sfidanti di cui avesse paura. Nel 1914 si avviò infine una trattativa, ma con lo scoppio della guerra l'iniziativa andò presto a monte.

In seguito Rubinstein riuscì ancora a ottenere buoni piazzamenti in tornei importanti, e nel 1922 vinse il torneo di Vienna davanti a Alechin e Richard Reti; tuttavia non era più in grado di ripetere gli straordinari exploit degli anni precedenti, anche per la salute sempre più malferma. Alle Olimpiadi di Amburgo 1930 però diede ancora una prova del suo straordinario talento realizzando 15 punti su 17 partite giocate (+13 =4) e conducendo la Polonia alla vittoria.

Nel 1932 abbandonò il gioco attivo, e ben presto dovette essere ricoverato in un sanatorio a causa della crescente schizofrenia.

Oltre che per aver dato un grande contributo alla teoria delle aperture, Rubinstein è ricordato per lo stile brillante e impetuoso e per la perfezione dei suoi finali.

[modifica] Personalità

Fin da giovane manifestava segni di disturbo mentale: era affetto da antropofobia (paura della gente e dei contatti sociali) e persino di allucinazioni (durante i tornei credeva che una mosca gli volasse intorno continuamente). Tuttavia nei suoi anni d'oro il suo gioco era preciso e lucidissimo.

Dalla figura tozza, largo di spalle, viso banale e trascurato nel vestire, lo si ricorda per la fantastica valentia nel trovare le più belle combinazioni. Aveva un modo completamente originale di trattare i cavalli invece di sollevarli per cambiarli di posto, li spingeva in avanti con l'indice e l'anulare riuniti. Ciò sembrava bizzarro e dava un'impressione di forza dinamica sotto pressione.

[modifica] Partita di esempio

Rotlewi–Rubinstein, Lodz 1907
Chess zhor 22.png
Chess zver 22.png a8 b8 c8 rd d8 rd e8 f8 g8 kd h8 Chess zver 22.png
a7 b7 bd c7 d7 e7 f7 pd g7 pd h7 pd
a6 pd b6 bd c6 d6 e6 pd f6 g6 h6
a5 b5 pd c5 d5 e5 pl f5 g5 h5
a4 b4 pl c4 d4 e4 bl f4 pl g4 nd h4 qd
a3 pl b3 c3 nl d3 e3 f3 g3 pl h3
a2 b2 bl c2 d2 e2 ql f2 g2 h2 pl
a1 rl b1 c1 d1 e1 f1 rl g1 h1 kl
Chess zhor 22.png
Posizione dopo 22. g3

Georg Rotlewi–Akiba Rubinstein, Lodz 1907

Difesa Tarrasch

1.d4 d5 2.Cf3 e6 3.e3 c5 4.c4 Cc6 5.Cc3 Cf6 6.dxc5 Axc5 7.a3 a6 8.b4 Ad6 9.Ab2 0-0 10.Dd2 De7 11.Ad3 dxc4 12.Axc4 b5 13.Ad3 Td8 14.Dc2 Ab7 15.0-0 Ce5 16.Cxe5 Axe5 17.f4 Ac7 18.e4 Tac8 19.e5 Ab6+ 20.Rh1 Cg4 21.Ae4 Dh4 22.g3

Vedi diagramma. La regina nera è attaccata, ma il bianco ha il problema di dover difendere la seconda traversa per evitare il matto.

22...Txc3!  

Il bianco ha poca scelta, perché in caso di 23.Axc3 segue 23...Axe4+ 24.Tf3 Axf3 25.Dg2 Dxh2#; se invece 23.Axb7 segue 23...Txc2! 24.Tf2 Dxh2+ 25.Txh2 Txh2#

23.gxh4 Td2!

La combinazione più breve possibile sarebbe 23...Txc2 24.Bd4 Bxe4 25.Rg1 Axd4+ 26.Tf2 Axf2 27.Rf1 Ce3#

24.Dxd2

se 24.Axc3 segue 24...Axe4+ 25.Dxe4 Th3#

24...Axe4+ 25.Dg2 Th3! 0–1  

Non c'è difesa contro il matto: 26.Tf3 Axf3 27.Ad4 Axd4 28.Tc1 Txh2#

[modifica] Collegamenti esterni


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