Ajlun

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Ajlun
città
Ajlun – Veduta
Localizzazione
Stato Giordania Giordania
Governatorato Ajlun
Dipartimento Divisione amm grado 2 mancante (man)
Territorio
Coordinate 32°21′N 35°44′E / 32.35°N 35.733333°E32.35; 35.733333 (Ajlun)Coordinate: 32°21′N 35°44′E / 32.35°N 35.733333°E32.35; 35.733333 (Ajlun)
Abitanti 7 289 (2004)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giordania
Ajlun
Ajlun
arabo عجلون
Il castello visto dalla cittadina
Il castello visto dalla cittadina
Utilizzo Moschea
Castello
Stile Architettura militare araba (castello)
Epoca Epoca bizantina (moschea)
Dominazione araba (castello)
Localizzazione
Stato Giordania Giordania

ʿAjlūn (in Arabo عجلون) è una cittadina della Giordania situata nei pressi del Parco Nazionale di Dibbin, in una valle molto fertile e ricca di vigneti e di foreste. La città nel 2004 aveva 7.289 abitanti, per la maggior parte di etnia araba e di religione islamica.

Le costruzioni principali della città sono la moschea e il celebre castello. La moschea si trova nel centro della cittadina, sulla strada per la fortezza, ed è particolare per il suo minareto, a detta dei fedeli uno dei più belli dell'arte islamica. Dove ora sorge la moschea un tempo c'era una chiesa bizantina con un ricco cortile ancora oggi visitabile.

Qalʿat ʿAjlūn[modifica | modifica sorgente]

Con il termine arabo Qalʿat ʿAjlūn s'intende il famoso castello della cittadina, considerato uno dei maggiori esempi di architettura militare araba. Esso sorge a 3 km da ʿAjlūn, alla quale deve il nome, su una montagna alta 1.250m, dalla quale è possibile vedere la valle del fiume Giordano e i monti della Galilea.

La storia del castello s'interseca con quella della città: nel 1184 l'emiro ʿIzz al-Dīn Usāma[1], che vantava d'esser nipote del grande Saladino, volle far costruire un baluardo per porre sotto il proprio controllo l'itinerario stradale che univa Damasco all'Egitto. Inoltre l'emiro voleva anche che qualcuno vigilasse sui vicini giacimenti di ferro, temendo che i crociati potessero impadronirsene. Nel 1214 ʿIzz al-Dīn Usāma morì e il castello fu ampliato con l'aggiunta di una quinta torre e di una porta d'ingresso più possente (1215).

La fortezza fu in gran parte distrutta durante l'incursione mongola del 1260, per poi essere successivamente ricostruita in sultano mamelucco Baybars. Fu poi abbandonata all'inizio del XVII secolo e riscoperta nel 1812, ma fu restaurata solo negli anni sessanta del secolo scorso.

Struttura della fortezza[modifica | modifica sorgente]

Il castello è circondato da un ampio fossato e aveva un ponte levatoio oggi sostituito da una passerella, che conduce all'ingresso. I corridoi sono muniti di feritoie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'emiro è noto in Occidente solo col suo nome (ism )Usama, omettendo il suo laqab ʿIzz al-Dīn.

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