Aiace di Locride
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| « Aiace, il migliore a far liti, senza buon senso, tu in tutto resti inferiore agli Argivi, perché hai testa dura. » |
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(Commento di Idomeneo, il re di Creta, rivolto ad Aiace d'Oileo. Omero, Iliade, libro XXIII, versi 483-484.)
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Aiace di Locride, o Aiace Oileo, è un personaggio della mitologia greca, figlio di Oileo e di Eriopide (o, secondo altre tradizioni, della ninfa Rene)[1]. Aiace era famoso in tutta la Grecia per l'abilità nel tiro con l'arco e nella corsa, ma anche per rozzezza ed arroganza.
Secondo Strabone, la sua città natale era Narice, nella Locride,[2] come conferma anche Ovidio, definendo Aiace come "l'eroe di Narice".[3] Prima dello scoppio della guerra di Troia, era stato uno dei numerosi pretendenti di Elena.[4] [5]
Aiace si mise alla testa del suo esercito durante la spedizione contro la città di Troia, conducendo un contingente alleato composto da quaranta navi,[6] o, meno probabilmente, da venti.[1] In battaglia si distinse per la sua crudeltà: troncò la testa con la sua spada al cadavere di Imbrio, guerriero troiano, per dimostrare il suo totale disprezzo.
Sempre con estrema ferocia uccise Satnio e Cleobulo, altri combattenti avversari.
Durante la guerra Atena decise di punirlo per la sua tracotanza: durante i giochi funebri in onore dell'eroe Patroclo, Aiace scivolò su del letame, e la corsa fu vinta da Ulisse (Iliade, libro XXIII).[7]
Spregiatore degli dei, non esitò a violentare la profetessa Cassandra nei pressi dell'altare di Atena. La stessa Cassandra cercò anche di resistere aggrappandosi alla statua della dea, me con violenza Aiace tirò la ragazza facendo cadere anche la statua. Per questo motivo, Atena punì tutti i combattenti greci rendendo loro difficile il ritorno in patria. Secondo l'Odissea (libro IV), infatti, Aiace fu vittima di una tempesta sul tragitto verso casa, e la sua nave affondò. Poseidone, tuttavia, ebbe pietà di lui e lo salvò, facendolo naufragare su un isolotto.
Tuttavia Aiace, ancora in preda alla sua arroganza, si convinse di essersi salvato con le sole sue forze, e per vendetta Poseidone fece affondare lo scoglio dove l'aveva lasciato e lo fece annegare.
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