Agricoltura conservativa

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Con il termine di agricoltura conservativa sono raggruppate diverse tecniche agricole tendenti a conservare per il futuro la fertilità del suolo coltivato.

Nella coltivazione dei cereali, possono considerarsi conservative quelle lavorazioni del terreno che conservano in superficie tutti i residui colturali della coltura precedente, con funzione di copertura, per contrastare l'erosione e per conservare l'umidità e la sostanza organica del suolo.

Queste tecniche si sono sviluppate dapprima negli Stati Uniti d'America, sia per ragioni ecologiche ma, anche per frenare la rapida perdita di fertilità delle vaste praterie, che negli anni 60 stava mettendo a repentaglio il primato di esportatore mondiale di cereali. La vera espansione a livello mondiale dell'agricoltura conservativa è avvenuta a cavallo del millennio in America meridionale con economia essenzialmente agricola ed è stata causata dai bassi prezzi dei cereali per un lungo periodo, associato alla mancanza di sovvenzioni a favore degli agricoltori, spingendoli alla ricerca di nuove tecnologie, più produttive ma meno costose e nel contempo in grado di preservare il suolo fertile negli anni, loro unica fonte di reddito.

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