Agri Decumates

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L'Impero romano nel 120, e la Germania con alcune delle tribù germaniche menzionate da Tacito nel 98.
Mappa della posizione dei limes e dell'hinterland nella regione degli Agri Decumates.
Espansione degli Alemanni e siti delle battaglie tra questi e i Romani, dal III secolo al VI secolo.

Gli Agri Decumates o Decumates Agri furono una regione della provincia romana della Germania superior, comprendente l'area della Foresta Nera tra il fiume Meno, le sorgenti del Danubio e il corso del Reno superiore fra il lago di Costanza e la sua confluenza col Meno, e corrispondente all'odierna Germania sud-occidentale (Wurttemberg, Baden e Hohenzollern).[1] A sud-est i Decumates confinavano con la Rezia, provincia importante dal punto di vista militare. L'unica testimonianza antica del nome Agri Decumates proviene dal De origine et situ Germanorum di Tacito.[2][1]

Il significato della parola "decumates" è andato perduto ed è oggetto di contesa. Secondo lo storico britannico Michael Grant si riferiva probabilmente all'antico termine celtico indicante la suddivisione politica dell'area in "dieci cantoni".[3]

Secondo Tacito la regione era originariamente abitata dalla tribù celtica degli Elvezi ma ben presto, probabilmente sotto Ariovisto, vi si stabilirono i germanici Suebi (o Svevi),[4] prima di emigrare, attorno al 9 a.C., nella moderna Boemia. Dopo la partenza degli Suebi l'area venne di nuovo abitata dai Galli. Più tardi la regione divenne parte dell'Impero Romano.[5]

L'area venne colonizzata sotto la dinastia flavia (69-96); la costruzione durante questo periodo di una rete di strade facilitò la comunicazione tra le legioni e migliorò la protezione contro le tribù di invasori. Lungo il percorso passante per RheinbrohlArnsburgInheidenSchierenhofGunzenhausenPförring furono costruite delle fortificazioni di frontiera (limes).

I più importanti insediamenti romani erano Sumelocenna, Civitas Aurelia Aquensis, Lopodunum e Arae Flaviae, le odierne Rottenburg am Neckar, Baden-Baden, Ladenburg e Rottweil.

Nei due secoli successivi la regione fiorì, nonostante alcuni periodi di caos come quello intorno al 185/186, quando ci fu una rivolta diretta principalmente contro la presenza di militari Romani ad Argentoratum (la moderna Strasburgo).

I Romani controllarono la regione fino alla seconda parte del III secolo, quando venne evacuata dall'imperatore Gallieno a fronte dell'invasione degli Alemanni e della secessione di gran parte dell'Impero romano d'Occidente sotto Postumo.[6]

L'area potrebbe essere stata riconquistata per breve tempo dall'imperatore Aureliano. Dopo la morte dell'imperatore Probo (282) l'area fu definitivamente abbandonata e lasciata agli Alemanni.[7] Da allora e fino al giorno d'oggi il territorio è stato ininterrottamente abitato da persone di origine germanica.[1] Gli insediamenti romani non furono abbandonati immediatamente: esistono prove del proseguimento di uno stile di vita "romano" fino al V secolo, così come accadde nella confinante Gallia fino a molto tempo dopo il collasso dell'Impero romano d'Occidente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Michael Grant. A Guide to the Ancient World, p. 17
  2. ^ Tacito, Germania, 29: decumates agros
  3. ^ J. G. F. Hind. Whatever Happened to the 'Agri Decumates'?, p. 188, dove il termine viene collegato all'antico irlandese dechmad.
  4. ^ Che avrebbero dato il nome all'odierna regione della Svevia, corrispondente approssimativamente alla stessa area degli Agri Decumates.
  5. ^ Tacito. Germania, 29, 3
  6. ^ L. de Blois. The Policy of the Emperor Gallienus, p. 5, 250
  7. ^ D. Geuenich. Geschichte der Alemannen, p. 23

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) de Blois Lukas, The Policy of the Emperor Gallienus, Leiden, E. J. Brill, 1976, ISBN 90-04-04508-2.
  • (DE) Dieter Geuenich, Geschichte der Alemannen, Stuttgart, Kohlhammer, 1997, DOI: 3-17-012095-6.
  • (EN) Michael Grant, A Guide to the Ancient World: A Dictionary of Classical Place Names, New York, H. W. Wilson, 1986, DOI: 0-7607-4134-4.
  • (EN) J. G. F. Hind, Whatever Happened to the 'Agri Decumates'? in Britannia, vol. 5, 1984, pp. 187–192.
  • (EN) Joseph R. Strayer, Dictionary of the Middle Ages, vol. 1, New York, Scribner, 1982, DOI: 0-684-18276-9 0-684-18276-9.
  • (DE) Herbert Jankuhn, Beck, Heinrich, Reallexikon der germanischen Altertumskunde, vol. 5, Berlin, de Gruyter, 1984, DOI: 3-11-009635-8.
  • (EN) Ronald (ed.) Syme, Tacitus, vol. 1, Oxford, Clarendon Press, 1958.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]