Agora (film)

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Agora
Agora (film 2009).JPG
Ipazia scopre l'orbita ellittica
Titolo originale Ágora
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Spagna
Anno 2009
Durata 126 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere epico, storico, drammatico
Regia Alejandro Amenábar
Soggetto Alejandro Amenábar
Sceneggiatura Alejandro Amenábar, Mateo Gil
Produttore Fernando Bovaira, Álvaro Augustin
Produttore esecutivo Simón de Santiago, Jaime Ortiz de Artiñano
Casa di produzione Mod Producciones, Himenóptero, Telecinco Cinema
Distribuzione (Italia) Mikado Film
Fotografia Xavi Giménez
Montaggio Nacho Ruiz Capillas
Effetti speciali Chris Reynolds (supervisione)
Musiche Dario Marianelli
Scenografia Guy Hendrix Dyas, Larry Dias
Costumi Gabriella Pescucci
Trucco Jan Sewell
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Agora (Ágora) è un film del 2009 diretto da Alejandro Amenábar, interpretato da Rachel Weisz. Il film, in lingua inglese, è uscito il 9 ottobre 2009 in Spagna e il 23 aprile 2010 in Italia. È stato presentato al Festival di Cannes 2009 come film fuori concorso[1] e al Festival internazionale del film di Toronto del 2009[2]. Le riprese sono state fatte nei siti di Forte Ricasoli, Delimara, Medina, La Valletta e Marsa Scirocco sull'isola di Malta, sono cominciate il 15 marzo 2008[3] e sono durate quindici settimane. I costi di produzione si aggirano intorno ai 50 milioni di euro.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film narra in forma romanzata la vita della matematica, astronoma e filosofa alessandrina Ipazia (Rachel Weisz), conclusasi col suo assassinio per mano di un gruppo di fanatici parabolani, nel marzo del 415, durante l'epoca delle persecuzioni anti-pagane stabilite per legge dai Decreti teodosiani.

Sul finire del IV secolo, le tensioni tra cristiani e pagani si accentuano ad Alessandria d'Egitto, dove coesistono una nutrita comunità cristiana e il celebre tempio pagano di Serapide. La tensione sfocia in occasionali episodi di violenza; in uno di questi, lo zelota cristiano Ammonio, dopo essersi esibito dinanzi alla folla in un "miracolo" attraversando incolume un braciere, spinge nello stesso braciere un pagano per dimostrare pubblicamente l'impotenza degli dei pagani.

Nel Serapeo, la filosofa Ipazia predica la tolleranza e si dedica alla difesa della conoscenza classica, nonché ad ardite riflessioni d'astronomia. Queste riflessioni la portano a dubitare del modello geocentrico promosso da Tolomeo, giudicandolo troppo artificioso, e a interessarsi agli ormai dimenticati studi di Aristarco, che ponevano invece il Sole al centro del sistema solare. Viceversa, suo padre Teone mostra una decisa ostilità verso i cristiani, al punto da voler punire una schiava domestica perché in possesso di una croce di legno; per risparmiarle la punizione, un altro schiavo, Davo, mente asserendo di essere anch'egli cristiano, e chiede così di ricevere le frustate al posto dell'altra schiava. Ironicamente, dopo aver incontrato Ammonio per le strade della città, Davo si lascia persuadere a convertirsi alla sua fede.

Intanto, la comunità pagana di Alessandria si riunisce in seguito alla provocazione di Ammonio, e Teone concorda con gli esponenti più facinorosi riguardo alla necessità di aggredire fisicamente i Cristiani per vendicare l'affronto, nonostante il parere contrario d'Ipazia. Tuttavia, dopo l'assalto iniziale in pubblica piazza, i pagani si ritrovano in netta inferiorità numerica, e devono ritirarsi all'interno delle mura del Serapeo, che comprende non solo lo sfarzoso tempio ma anche la famosa Biblioteca di Alessandria; lo stesso Teone viene ferito da un suo schiavo, che si ritrova ad anteporre la sua fede al suo dovere di schiavo. Durante la notte, l'assedio alle mura viene posto in stallo dall'intervento della guardia cittadina, su ordine del Pretore. Tuttavia, la mattina dopo un ambasciatore rende noto ai pagani trincerati le volontà dell'Imperatore Teodosio II: non saranno puniti per l'attacco ai Cristiani, ma dovranno ritirarsi dal Serapeo e i Cristiani saranno liberi di entrarvi.

I pagani fuggono dall'uscita posteriore del tempio, non prima di aver però portato con sé diversi scritti di teatro, filosofia e matematica, che altrimenti verrebbero sicuramente distrutti insieme alla Biblioteca dalla folla inferocita, come appunto avviene. Davo sceglie di non fuggire insieme a Ipazia e gli altri, bensì di unirsi agli zeloti nella distruzione del Serapeo, odiato simbolo della cultura classica e pagana. Segretamente infatuato della sua padrona, torna poi nella sua casa per abusare di lei, ma desiste appena cominciato e se ne vergogna. Ipazia sceglie di liberarlo per scacciarlo dalla propria dimora, mentre Teone muore in seguito all'infezione della ferita durante gli scontri con i cristiani.

Passano diversi anni, durante i quali il paganesimo scompare dalla vita pubblica alessandrina e il Cristianesimo assume una posizione sempre più dominante nella società dell'Impero. Il vescovo Cirillo, che condivide le politiche di obliterazione dei culti pagani come predetto pochi anni prima da Teodosio, minaccia l'ordine sociale dal prefetto Oreste, ex-allievo di Ipazia. Scoppia inoltre un conflitto con la comunità ebraica locale, che viene assalita dai parabolani, guidati da Ammonio, al teatro. Gli ebrei decidono di vendicarsi nottetempo, attirando con l'inganno nella cattedrale decine di cristiani e massacrandoli a colpi di pietre. Ne segue una persecuzione su vasta scala degli ebrei, che vengono uccisi pubblicamente e poi ammassati in grandi pile funerarie.

Frattanto, Ipazia continua i propri esperimenti sul modello eliocentrico, iniziando a covare dubbi riguardo un'orbita perfettamente circolare dei pianeti. La situazione si aggrava ulteriormente quando Oreste, seppure cristiano e battezzato, rifiuta di inginocchiarsi dinnanzi alle Sacre Scritture durante una pubblica messa, dopo che Cirillo ne ha letto un passo di San Paolo che diffida le donne dall'insegnare agli uomini. Si scatenano così pesanti maldicenze sull'influenza negativa che Ipazia, dichiaratasi non cristiana di fronte al Concilio, avrebbe su Oreste. Ammonio colpisce Oreste scagliandogli una pietra all'uscita della Chiesa, e viene così messo a morte, ma ormai su Ipazia gravano le accuse di empietà e stregoneria. Proprio mentre lei finalmente intuisce che i pianeti si muovono su orbite ellittiche, i parabolani, ora fuori di sé, decidono di linciarla.

Davo ode questi discorsi e corre a casa della sua ex-padrona per avvertirla, ma scopre che si è nuovamente recata al Concilio, dove Oreste le ha offerto un'ultima possibilità di scampare alla furia del popolo: battezzarsi, come hanno già fatto, seppur loro malgrado, tutti i membri del Concilio non cristiani. Ipazia rifiuta, ma sulla via per tornare alla propria dimora viene sequestrata da un gruppo di zelanti, che la portano in una chiesa isolata per scorticarla viva. Davo, che si è unito al gruppo strada facendo, propone invece di lapidarla per evitare il contatto con il suo sangue impuro. Approfittando del tempo necessario agli zelanti per raccogliere le pietre fuori dalla chiesa, si avvicina a Ipazia e, con il suo tacito consenso, la soffoca, risparmiandole così una morte ben più dolorosa per mano degli zelanti.

La problematica scientifica[modifica | modifica wikitesto]

La protagonista Ipazia è rappresentata come una filosofa e una scienziata che insegna ponendo questioni sulla validità del sistema tolemaico, che a quell'epoca si stava consolidando filosoficamente. Ella argomenta sui temi astronomici e fisici tipici della Rivoluzione Scientifica: come possono le stelle erranti (i pianeti) descrivere epicicli e deferenti.

Nel film si descrive che Ipazia, riferendosi all'antico scienziato Aristarco (il primo a teorizzare un sistema eliocentrico), immagini un modello (molti secoli prima di Niccolò Copernico e di Galilei) in cui è la Terra a girare attorno al Sole e non il contrario come nel modello tolemaico, con l'aggiunta dell'ipotesi dell'orbita ellittica, non soddisfatta del fatto che il Sole appaia alternativamente più lontano o più vicino alla Terra, con l'osservazione del cono di Apollonio arrivando così ad una soluzione simile a quella di Keplero, basata su orbite ellittiche anziché circolari. L'idea romanzata che ne consegue è che, se Ipazia non fosse stata lapidata dai cristiani, sarebbe forse riuscita ad anticipare di ben dodici secoli il modello astronomico di Keplero. Come gli stessi titoli di coda del film precisano, l'attribuzione ad Ipazia di questa tesi non ha fondamento documentale ed è puramente speculativa. Nel film inoltre questa idea scientifica è mostrata come una aggravante della posizione di filosofa e pagana della donna (prendendo probabilmente spunto dall'accusa di empietà rivolta secoli prima ad Aristarco da Cleante di Asso).

Dai documenti rimasti, il contributo scientifico di Ipazia appare principalmente associato ai lavori del padre, Teone di Alessandria.[4] Si può anche osservare che Keplero, nella celebre Astronomia nova, derivò le orbite ellittiche dai dati di Tycho Brahe, e precisamente da quelli sui moti di Marte la cui orbita è molto eccentrica[5]. Prima di allora sarebbe stato difficile immaginare orbite non circolari; lo stesso Galilei scartò tale ipotesi come insensata[6].

Distribuzione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2010, e a seguito di richieste provenienti anche da quotidiani come La Stampa[7], la Mikado Film ha acquisito i diritti di distribuzione per l'Italia e il film è uscito nelle sale italiane venerdì 23 aprile[8]. La sua uscita, fortemente voluta[9], ha fatto molto discutere[10][11]. Su questo ritardo sono state paventate delle «ingerenze» vaticane, altri invece hanno parlato di richieste troppo esose da parte dei distributori originali[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Agora: prime immagini, MyMovies. URL consultato il 9-9-2009.
  2. ^ (EN) Agora, Toronto International Film Festival. URL consultato il 9-9-2009.
  3. ^ (ES) “Agora”, el nuevo film de Alejandro Amenábar, www.dentrocine.com. URL consultato il 6-9-2009.
  4. ^ Jamens Evans, The History & Practise of Ancient Astronomy, Oxford University Press, (1998), p. 156.
  5. ^ Max Caspar, Clarisse Doris Hellmans, "Kepler" Courier Dover Publications, 1993, p. 133-134.
  6. ^ Anna Chiappinelli, "Attrazione Fisica", Sidereus Nuncius, 2009, p. 29; Max Caspar, Clarisse Doris, "Kepler", cit. p.137.
  7. ^ Flavia Amabile, Il film che l'Italia non vedrà in La Stampa, 07 ottobre 2009. URL consultato il 09-09-2009.
  8. ^ Mikado distribuirà ‘Agorà’ in Italia, Eco del Cinema. URL consultato il 26-04-2010.
  9. ^ Agora, Mariuccia Ciotta, Il Manifesto. URL consultato il 9-9-2009.
  10. ^ Una strana Ipazia Illuminista, Alessandro Zaccuri, Avvenire. URL consultato il 14-04-2010.
  11. ^ 'Ipazziamo!, U.Eco, Espresso. URL consultato il 30-04-2010.
  12. ^ Agora: ma quale censura del Vaticano!, www.badtaste.com. URL consultato il 21-10-2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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