Agila I

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Agila I
Immagine di Agila I negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Immagine di Agila I negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Re dei Visigoti
In carica 549 - 554
Predecessore Teudiselo
Successore Atanagildo
Morte Mérida, 555
Figli un figlio di cui non si conosce il nome

Agila I, Agila, anche in spagnolo ed in portoghese, Aquila in catalano, è chiamato anche Achila (... – Mérida, 555), fu re dei visigoti[1] dal 549 al 554.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di nobile famiglia, alla morte di Teudiselo, nel 549, fu eletto re.

Nel 550, Agila tentò di completare l'asservimento della Betica (che per buona parte non era sotto il controllo diretto del governo visigoto, ma sin dai tempi dell'imperatore d'occidente Maggioriano, 460 circa, era governata dai nobili ispano-romani); ma davanti alla città di Cordova, nel primo scontro contro gli andalusi, l'esercito reale fu sconfitto ed il re, oltre al grosso dell'esercito, perdette l'unico figlio di cui si conosce l'asistenza ed il tesoro reale; la disfatta fu attribuita, dai cronisti del tempo, ad una punizione divina, a seguito della profanazione della tomba del martire Arcisclo ed alla sua ostilità nei confronti della popolazione cattolica, il nucleo principale della popolazione ispano-romana.

Agila fu costretto a ritirarsi dalla Betica ed a rifugiarsi in Lusitania, nella città di Merida.

Dato che, nello stesso periodo, Agila dovette subire altre ribellioni ed un attacco di Vasconi, nel 551, approfittando della situazione, Atanagildo, un nobile visigoto di Siviglia, capitale della Betica, che aspirava alla corona, si ribellò; molto probabilmente Atanagildo rappresentava la nobiltà che aveva appoggiato Teudiselo e, secondo Isidoro di Siviglia, era segretamente cattolico. Comunque, anche se non è provata, sembra che tra Siviglia e Cordova vi fosse un'intesa; ma, nel primo anno di guerra, la situazione non fu molto favorevole ai ribelli.

Atanagildo si ritirò a Málaga, ultima roccaforte dei ribelli, dove fu nuovamente sconfitto e dovette rifugiarsi a Cordova.

Agila, che nel frattempo si era riorganizzato, poteva considerarsi tranquillo, in quanto la ribellione era stata domata, ma, al nord, oltre ai Vasconi si stavano muovendo anche gli Svevi, gli Asturiani ed i Cantabrici.

Però nel 553, la guerra civile riprese e, nel 554, secondo Isidoro di Siviglia, Atanagildo ottenne l'aiuto dell'esercito Bizantino, sotto il comando del generale Liberio, inviato, probabilmente dall'Italia, dall'imperatore Giustiniano I; altri cronisti sostennero che Giustiniano appoggiò Agila, ma è poco probabile. Comunque l'esercitò, attraversata la Gallia, puntò su Siviglia, che occupò, dopo che una flotta aveva sbarcato truppe bizantine nel sud ovest della penisola iberica. per cui, molto probabilmente Atanagildo fece un accordo coi Bizantini e gli cedette una parte del territorio, le attuali Andalusia e Murcia.

Agila fu nuovamente sconfitto a Siviglia e costretto nella sola Lusitania, nella città di Merida, mentre il nuovo re Atanagildo ma soprattutto i Bizantini, con il favore della popolazione ispano-romana, andavano ingrandendo i loro territori. Giustiniano si trovò ad avere un grande potere nella penisola iberica e Liberio oltrepassò i confini concordati con Atanagildo.

Agila fu infine assassinato a Merida, nel 555, da visigoti della sua stessa fazione, forse istigati dai Bizantini, che così avrebbero avuto mano libera contro l'usurpatore Atanagildo, che nel frattempo era stato eletto re da quasi tutta la nobiltà visigota, ma molto più probabilmente per eliminare un contendente e fare fronte comune contro il nuovo pericolo, costituito dai Bizantini.

Discendenza[2][modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno precise notizie su un'eventuale moglie di Agila, comunque Isidoro di Siviglia, senza precisare se avuto da una moglie o da una concubina, parla di un figlio:

  • maschio di cui non si conosce il nome, che morì, nel 550, durante la battaglia combattuta contro gli ispano-romani cattolici, davanti alla città di Cordova.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcune liste di re visigoti non lo contemplano nell'elenco (come anche Teudiselo), passando da Teudi ad Atanagildo.
  2. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, "La Spagna sotto i Visigoti", Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743-779
  • Charles Diehl, "Giustiniano. La restaurazione imperiale in occidente", Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 572-596

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Teudiselo 549554 Atanagildo