Aggiotaggio

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L'aggiotaggio (dal francese agiotage, derivante a sua volta dall’italiano aggio ovvero cambio [di valore]) è un reato disciplinato dal codice penale. L'articolo 501, intitolato "Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio", recita:

«Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822
Se l'aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate:
1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all'estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani.
La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici».

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia del termine è solitamente riferita alla parola in francese agiotàge[1][2], derivata dal sostantivo italiano aggio, inteso come «vantaggio, opportunità che si dà o si riceve per aggiustamento della valuta di una moneta a quella di un'altra, ovvero per barattare la moneta peggiore nella migliore»[3]

Codice civile[modifica | modifica sorgente]

Inoltre è regolato dall'art. 2637 del Codice Civile:

«Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato ovvero ad incidere in modo significativo sull'affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

Con operazioni di aggiotaggio è possibile trarre grandi profitti illeciti, provocando conseguentemente danni economici agli altri operatori sul mercato.

Prescrizione[modifica | modifica sorgente]

Il reato di aggiotaggio si prescrive in 6 anni. Infatti, a seguito della L. n. 251 del 2005, l'art. 157 c.p. (norma che disciplina la prescrizione nei reati) è stato riscritto. Attualmente, dunque, la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a 6 anni se si tratta di delitto e a 4 anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria. Dunque, l'aggiotaggio, essendo sanzionato nel massimo con la reclusione fino a 3 anni, si prescrive in 6 anni. Se invece interviene uno dei cosiddetti atti interruttivi della prescrizione elencati in modo tassativo dall'art. 160 c.p., il tempo necessario a prescrivere aumenta fino ad un massimo di un quarto, ossia fino a sette anni e mezzo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ MaterieUmanistiche.blogspot.com
  2. ^ Mauro Ronco, Salvatore Ardizzone Codice Penale Ipertestuale, UTET Giuridica
  3. ^ Dizionario etimologico online

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