Agenzia (diritto pubblico)

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Il termine agenzia viene usato nel diritto pubblico per designare un ente pubblico o, quantomeno, un'organizzazione dotata di una certa autonomia nell'ambito della pubblica amministrazione, cui sono attribuite specifiche funzioni. Sebbene il termine venga nella pratica usato con una certa variabilità di significato, di solito le agenzie si differenziano dalle altre pubbliche amministrazioni, e in particolare dai dicasteri, perché svolgono funzioni eminentemente operative.

Il termine trova la sua origine nei paesi anglosassoni (agency) dove, peraltro, viene utilizzato anche con un significato più ampio, per designare una qualsiasi amministrazione pubblica, compresi, quindi, i dicasteri.

Caratteri generali[modifica | modifica sorgente]

Le agenzie possono essere istituite con legge o, in certi ordinamenti,[1] con atto del potere esecutivo. Possono essere dotate di personalità giuridica, e allora sono enti pubblici strumentali, o esserne prive, e allora vanno considerate uffici dello stato o di altri enti pubblici, seppur complessi e dotati di una certa autonomia (il che le assimila alle amministrazioni autonome).[2]

Di solito l'agenzia nello svolgimento delle sue funzioni è soggetta agli indirizzi e al controllo di un dicastero: questa formula organizzativa è finalizzata a separare le funzioni di indirizzo e controllo, che rimangono al dicastero, da quelle operative, per le quali si ritiene più adeguato un organismo, l'agenzia, con caratteristiche organizzative e operative meno rigide di quelle ministeriali e più vicine a quelle delle aziende private (ad esempio, riguardo al reclutamento e alla gestione del personale, ai processi di spesa ecc.); inoltre, si accentua in questo modo la separazione tra politica e amministrazione.
In certi casi i rapporti tra dicastero e agenzia sono regolati da una convenzione dove sono specificati gli obiettivi quantitativi e qualitativi che l'agenzia deve conseguire nello svolgimento delle sue funzioni e le risorse finanziarie che gli verranno attribuite; si parla, in questo caso, di contracting in (per distinguerlo dal contracting out nel quale le funzioni sono invece affidate a soggetti esterni alla pubblica amministrazione: imprese o organizzazioni non profit). Si tratta di formule organizzative che hanno conosciuto una certa fortuna a partire dagli anni ottanta del XX secolo, sulla scorta delle concezioni che vanno sotto il nome di new public management.

L'agenzia, così intesa, si distingue nettamente dall'autorità amministrativa indipendente che pure riceve, talvolta, la denominazione di agenzia (nell'ordinamento statunitense, ad esempio, si parla, rispettivamente, di indipendent agency within the executive branch e di indipendent regulatory agency). Infatti, mentre l'autorità amministrativa indipendente gode di una pressoché completa autonomia dal governo, l'autonomia dell'agenzia, per quanto variabile, è assai più limitata; inoltre, l'autorità amministrativa indipendente, a differenza dell'agenzia, può avere anche poteri normativi o paragiurisdizionali.

Le agenzie nei vari ordinamenti[modifica | modifica sorgente]

La diffusione delle agenzie nei sistemi amministrativi è variabile: vi sono paesi in cui rappresentano il modello tipico di organizzazione della pubblica amministrazione (è il caso della Svezia), paesi in cui resta nettamente prevalente il tradizionale modello di organizzazione basato su dicasteri (è il caso di Italia, Francia e Germania) e paesi che si collocano in una posizione intermedia (è il caso del Regno Unito e degli Stati Uniti).

Italia[modifica | modifica sorgente]

Agenzie disciplinate dal D.Lgs. 300/1999[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'art. 8 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, nell'amministrazione centrale italiana le agenzie sono strutture che svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, precedentemente esercitate da ministeri ed enti pubblici. Esse operano al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese anche quelle regionali e locali.

Il D.Lgs. 300/1999 aveva previsto le costituzione delle seguenti agenzie, non tutte effettivamente istituite:

Lo stesso decreto legislativo ha inoltre previsto le seguenti agenzie, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e con una disciplina parzialmente differenziata:

A queste si aggiungevano:

Organizzazione e funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Le agenzie disciplinate dal D.Lgs. 300/1999 hanno piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge e sono sottoposte al controllo della Corte dei conti. Hanno in particolare autonomia di bilancio, nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nello stato di previsione del ministero competente.

Ogni agenzia ha uno statuto, adottato con regolamento governativo emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri competenti, di concerto con il Ministro delle finanze e dell'economia.

Le agenzie sono sottoposte ai poteri di indirizzo e di vigilanza di un ministro. Tali poteri comprendono:

  • l'approvazione dei programmi di attività, dei bilanci e dei rendiconti;
  • l'emanazione di direttive con l'indicazione degli obiettivi da raggiungere;
  • l'acquisizione di dati e notizie e l'effettuazione di ispezioni per accertare l'osservanza delle prescrizioni impartite;
  • l'indicazione di eventuali specifiche attività da intraprendere.

Organi dell'agenzia sono:

  • il direttore generale, che ha attribuzioni analoghe a quelle dei capi dipartimento dei ministeri e viene nominato con le stesse modalità; il direttore generale adotta i regolamenti interni di organizzazione e contabilità dell'agenzia, che devono essere approvati dal ministro competente (di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, quello di contabilità);
  • il comitato direttivo, composto dal direttore generale, che lo presiede, e dirigenti dei principali settori di attività dell'agenzia, in numero non superiore a quattro (sei nelle agenzie fiscali), con il compito di coadiuvare il direttore generale nell'esercizio delle sue funzioni;
  • il collegio dei revisori, nominato con decreto del ministro competente, composto di tre membri (più un supplente), due dei quali scelti tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti o tra persone in possesso di specifica professionalità.

Tramite apposita convenzione stipulata tra il ministro competente e il direttore generale dell'agenzia sono individuati gli obiettivi specificamente attribuiti a questa ultima, nell'ambito della missione ad essa affidata dalla legge; i risultati attesi in un arco temporale determinato; l'entità e le modalità dei finanziamenti da accordare all'agenzia; le strategie per il miglioramento dei servizi; le modalità di verifica dei risultati di gestione; le modalità necessarie ad assicurare al ministero competente la conoscenza dei fattori gestionali interni all'agenzia, quali l'organizzazione, i processi e l'uso delle risorse.

Altre agenzie[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle agenzie previste e disciplinate dal D.Lgs. 300/1999 ve ne sono altre, sia a livello nazionale, che a livello regionale o locale. In particolare, a livello nazionale si possono ricordare l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN) mentre in ogni regione sono presenti un'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) e un'Agenzia regionale per l'impiego. Esistono anche agenzie istituite da più regioni, come l'Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPO). A livello comunale o provinciale sono state istituite agenzie per la gestione o il monitoraggio di servizi pubblici locali, come l'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.

Svezia[modifica | modifica sorgente]

Il modello organizzativo dell'agenzia è sorto in Svezia, nel XVIII secolo, e di lì si è diffuso negli altri paesi, non senza variazioni di rilievo. Attualmente in Svezia le agenzie rappresentano il modello tipico di organizzazione della pubblica amministrazione, in un contesto caratterizzato da una marcata separazione tra politica e amministrazione.

I ministeri, infatti, sono apparati di ridotte dimensioni, che si limitano a decidere le politiche pubbliche, la cui implementazione compete alle agenzie (myndighet).[3] I ministeri possono controllare le agenzie solo attraverso decisioni politiche generali, non potendo impartire loro ordini né interferire con le loro attività quotidiane o la trattazione di singoli casi (interferenza nota come ministerstyre). Resta, peraltro, al Governo il potere di nominare e revocare il direttore generale (generaldirektör) preposto a ciascuna agenzia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Non in Italia, stante la riserva di legge in materia di organizzazione dei pubblici uffici posta dall'art. 97 della Costituzione
  2. ^ Va peraltro tenuto presente che, nel contesto italiano, le agenzie prive di personalità giuridica presentano, sul piano organizzativo, caratteri distintivi rispetto alle tradizionali aziende autonome, essendo dotate di una più accentuata autonomia dal ministero di appartenenza
  3. ^ Va detto che, nonostante sia abituale la traduzione con 'agenzie', le pubblicazioni ufficiali svedesi preferiscono tradurre il termine con 'autorità di governo centrale'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cavaleri Paolo [e altri], a cura di, Autorità indipendenti e agenzie una ricerca giuridica interdisciplinare, Padova, CEDAM, 2003, pp. X-600.
  • Corsi Cecilia, Agenzia e agenzie una nuova categoria amministrativa?, Torino, Giappichelli, 2005.
  • Monteduro Massimo, Introduzione allo studio delle agenzie amministrative origini e trasformazioni dell'idea di agenzia, Lecce, Argo, 2004.
  • Soricelli Gerardo, Le agenzie amministrative nel quadro dell'organizzazione dei pubblici poteri, Napoli, Jovene, 2002, pp. XII-311
  • Tiraboschi Michele, Il ruolo delle agenzie tecniche strumentali nel mercato del lavoro

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]